Lunedì 23 marzo 2026
Sabato scorso, 21 marzo, alcuni studenti dello scolasticato di Kinshasa, membri della commissione per l’ecologia integrale, nel loro cammino di conversione quaresimale, hanno trascorso alcune ore di convivenza con quanti vivono di ciò che riescono a recuperare e riciclare dalla discarica. È stato un impegno di solidarietà, ma allo stesso tempo un gesto di denuncia delle condizioni di vita delle troppe persone che devono lottare per sopravvivere. Un appello perché la grande Kinshasa torni ad essere la “bella” e non la “poubelle” (pattumiera).

L’ecologia integrale, infatti, sta diventando sempre più un asse trasversale della missione e della formazione dei missionari comboniani, perché siano sempre pronti all’ascolto del grido della terra — violentata e saccheggiata soprattutto nella RD Congo — e attenti al grido dei poveri. È questa una delle cosiddette pastorali specifiche, oggi insostituibile in un mondo dilaniato da guerre e violenze, dove a miliardi di persone viene negato il diritto a una vita piena.

Tutti siamo chiamati a costruire un modello di sviluppo capace di coniugare giustizia sociale e salvaguardia del pianeta. In gioco non c’è solo il futuro del pianeta, ma anche la possibilità di garantire una vita dignitosa a tutti i popoli della terra.
Padre Fernando Zolli, mccj