L’Africa in controtendenza guida la crescita della popolazione globale

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Venerdì 15 maggio 2026
Calo demografico: due parole ancora sconosciute nel continente africano, la cui popolazione — attualmente di poco più di 1 miliardo e mezzo di persone — continua a crescere. Nel 2050 una persona su quattro nel mondo sarà africana. [Nella foto, bambini nella Repubblica Centrafricana]

I dati statistici, elaborati da varie organizzazioni mondiali e rimbalzati anche al centro della discussione dell’ultimo Forum di Davos, non lasciano adito a dubbi: nel 2050, 1 persona su 4 nel mondo sarà africana (attualmente la percentuale sulla popolazione mondiale è del 19,09%). Sempre entro un altro quarto di secolo, la popolazione aumenterà del 121% nell’Africa subsahariana, del 58% nell’Africa del nord, mentre si fermerà al 24% nell’America centro-meridionale, al 20% in Asia e al 3% nelle regioni sviluppate, Europa compresa.

Ma già nel 2030, il 40% della popolazione giovanile del mondo sarà africana, superando in tal senso l’Asia che fin qui aveva detenuto (oramai si può già parlare al passato) questo record.

Il Fondo Monetario Internazionale, proprio in vista del citato Forum di Davos, ha consegnato altri dati demografici, che recitano di Paesi africani in cui la crescita demografica raggiungerà tassi a due cifre. Questo soprattutto nella fascia sub-sahariana e del Sahel, con Etiopia, Uganda e Kenya che hanno attualmente il tasso di fertilità più alto al mondo.

E la rilevanza statistica continentale è ancor più importante, se associata al fatto che si registrano anche un paio di casi (Marocco e Sud Africa) in cui il tasso di natalità è in calo, mentre altri Paesi (Malawi e Rwanda) hanno introdotto dei programmi di pianificazione familiare che, secondo l’Agence Française de Développement, avrebbero fatto scendere il tasso di fertilità a 3,6 figli per donna.

Già adesso, in tutto il mondo le nazioni con la più alta percentuale di popolazione sotto i 18 si concentrano soprattutto in Africa. E qui arrivano in soccorso i dati di Visual Capitalist, ad evidenziare come gli Stati dell’Africa centrale — con una punta ancora maggiore di due decimi percentuali nella Repubblica Centrafricana — hanno il 56% della popolazione costituita da giovani, con Nigeria, Etiopia, Yemen tra il 47 % e il 56 %. Altri Stati popolosi, sono a percentuali assai inferiori: l’India al 35%, la Cina al 25%. A livello continentale, poi, Europa e Nord America si attestano ad una percentuale attorno ai 20 punti.

Riavvolgendo il nastro demografico, ecco che dagli archivi arrivano altri dati utili a comprendere l’importanza e la rilevanza del fenomeno: un secolo fa, all’inizio del 1900, la popolazione africana rappresentava il 9% di quella mondiale, con circa 140 milioni di abitanti, diventati poi quasi 300 nel 1960 e 630 milioni nel 1990; oggi, come detto all’inizio, siamo su 1,5 miliardi, con un dato di crescita che chiunque, anche non aduso a masticare di statistica, può rilevare come eccezionale. È stato calcolato, tanto per fare un esempio vicino a noi e che quindi rende meglio l’idea, che se l’Italia avesse seguito lo stesso trend di crescita del continente africano, oggi avrebbe poco meno di 200 milioni di abitanti.

Mentre, sempre mantenendo il termine di paragone con l’Italia, da noi la dimensione media familiare è di 2,2 persone, in Africa è di 4/5 nelle città, ma arriva a 7 nelle aree rurali e periferiche. In Niger, nei due Congo, Mali, Somalia e Ciad, le donne hanno 6 o più figli (dato Onu), mentre nei Paesi del Nord Africa e dell’Africa meridionale, la dimensione media è tra 2 e 3 figli per donna.

E’ sempre l’Onu, in un suo recente report, a segnalare un altro passaggio: nel 1990, tra i 10 Paesi più popolosi del pianeta non ve ne era neppure uno africano; ma nel 2050 la Nigeria si troverà al quarto posto (dopo Cina, India e Stati Uniti), assieme alla Repubblica del Congo e all’Etiopia, rispettivamente al nono e al decimo posto.

Tornando infine alle valutazioni presentate a Davos, nella cittadina svizzera, il cui Forum come noto è di carattere soprattutto economico, è stato reso noto anche il rapporto “Foresight Africa 2026”, realizzato dalla Brookings Institution, con la sottolineatura di come già alla fine di quest’anno l’Africa avrà il maggior numero di economie in rapida crescita (oltre il 6%, contro il 5% dell’Europa) e anche questo avverrà come riflesso dell’incremento demografico.

Igor Traboni – L’Osservatore Romano