Sabato 6 giugno 2026
Il 30 maggio è stato un sabato indimenticabile per il villaggio di Muanza, che ha visto l’ordinazione sacerdotale di Carlos Joaquim Jorge Máquina, primo sacerdote e primo missionario comboniano della Parrocchia di San Pietro Apostolo di Muanza, nell’Arcidiocesi di Beira, nel Mozambico.

La celebrazione eucaristica si è svolta nel padiglione dell’Istituto Industriale e Commerciale di Muanza, presieduta da mons. António Manuel Bogaio Constantino, mccj, vescovo della diocesi di Caia, alla sua prima ordinazione dal suo insediamento. A celebrare con lui c’erano padre José Joaquim Luís Pedro, mccj, superiore provinciale, padre Izaias Machanguira, amministratore della parrocchia, Presenti anche autorità civili e religiose, e moltissimi fedeli.

Mons. António Manuel Bogaio Constantino, padre Carlos Joaquim Jorge Máquina, e padre José Joaquim Luís Pedro.

Molto incisivo l’inizio dell’amelia di mons. António: «Quando Dio chiama, fa sul serio». Ha spiegato: «Il sacerdozio non è una questione di potere o prestigio, ma un mistero di generosa dedizione a Dio. Per questo, il popolo si aspetta che il sacerdote sia autentico, con una vita moralmente ineccepibile, limpida e trasparente, e pronto al servizio». Rivolto all’ordinando, ha aggiunto: «Il popolo si aspetta da te vicinanza e santità. Devi amare i poveri e innamorarti della missione. Lo diceva anche il vostro fondatore, Comboni: “Il missionario dovrebbe avere mille vite per la missione”. Non diventi sacerdote non per te stesso, ma per gli altri. Sii sorgente di speranza per i malati, le famiglie ferite e gli emarginati… Segui l’esempio di Maria di Nazaret: come lei, porta vita, gioia e speranza. Non perdere tempo su Internet. Usa il tuo tempo per incontrare persone, visitare i catechisti e le comunità. Ricorda sempre che, se oggi diventi, è perché, anni or sono. Qualcuno è passato di qui e ti ha chiamato». Ha poi aggiunto: «Non ti mancheranno sofferenze. Vivrai momenti di dolore e di solitudine… Verserai lagrime che il popolo non vedrà. Trascorrerai notti buie. Ma il Signore sarà sempre con te».

Padre José Joaquim, dopo aver definito la giornata «un momento di grande gioia che viene a coronare gli ottant’anni di presenza comboniana in Mozambico», ha detto a Carlos: «Tu sei il frutto di questa storia. Sii memoria viva del carisma comboniano. Conserva sempre la gioia del servizio, perché un sacerdote triste non convince nessuno. Impara a essere fratello prima che leader… La tua vita deve essere la tua predica più importante. E non tenere il Vangelo chiuso in un cassetto, ma portalo nelle strade».

Anche il clero diocesano di Beira, rappresentato da padre Adelino Fernandes, ha salutato con gioia questa prima ordinazione sacerdotale nella parrocchia, definendola «una pietra miliare nella storia di Muanza, segno vivo della presenza di Dio». Infatti, dalla costituzione della diocesi nel 1940 e l’erezione ufficiale della parrocchia di San Pietro Apostolo nel 2004 da parte dei Padri dei Sacri Cuori, seguita dall’arrivo dei sacerdoti diocesani nel 2014, l’arcidiocesi di Beira non aveva ancora registrato alcuna ordinazione sacerdotale in questa parrocchia. Il sacerdote ha inoltre ricordato a neo ordinato: «Ricordati del tuo motto: che questa dimora sia amata, dimora di pace e delle persone che soffrono».

La legazione di Beira della Conferência dos Institutos Religiosos de Moçambique (Cirmo), l’organismo che riunisce e coordina la vita religiosa consacrata nel paese, rappresentata da padre António Dança Roda, ha espresso profonda gioia nel vedere crescere nuovi operai nella vigna del Signore e ha augurato che il sacerdozio di padre Carlos Joaquim sia contrassegnato dalla fedeltà al Vangelo, dalla comunione fraterna e dalla passione missionaria. Ha inoltre manifestato gratitudine ai genitori di padre Carlos, definiti il suo «primo seminario», per le loro instancabili notti di preghiera.

Carlos Joaquim Jorge Máquina con i genitori.

Anche il neo-sacerdote ha preso la parola, citando santa Teresa di Gesù Bambino: «L’amore si ripaga solo con l’amore». Ha detto che la sua gioia era difficile da contenere. Dopo aver ringraziato Dio, ha ribadito la sua gratitudine a mons. Constantino per aver accettato di ordinare il primo sacerdote originario di Muanza e ha riconosciuto che questo momento è il frutto del lavoro di tante persone, verso le quali si sente profondamente debitore. Ai suoi genitori ha detto: «Il Signore è molto orgoglioso di voi». Ha concluso riconoscendo la grazia dello sguardo misericordioso di Dio e affermando che il sacerdozio non rappresenta un traguardo, ma l’inizio di una nuova tappa.

Maria Almija Rodrigues Pulseira, amministratrice di Muanza, ha sottolineato il grande significato della cerimonia per tutti gli abitanti della località, poiché un figlio di quella terra aveva ricevuto la grazia e l’onore di diventare sacerdote. Rivolgendosi al neo-sacerdote, ha affermato: «Vivi la tua missione con umiltà, saggezza, spirito di servizio e fedeltà agli insegnamenti di Cristo. Che il tuo ministero sacerdotale sia fonte di riconciliazione, di pace e di rafforzamento della fede per tutti i fedeli».

Il popolo si è detto grato a Dio di aver potuto assistere a una «benedizione così grande» e ha cantato Inhaxa dza mwana komana (“grazie di questo figlio maschio”), riconoscendo che tutto è grazia di Dio, sperando che ci siano altre vocazioni.

Padre Sérgio Mário Vilanculo, mccj