Martedì 28 luglio 2026
Il 10 ottobre 2026, nella Casa madre dei Comboniani a Verona, ci sarà la sessione conclusiva dell’inchiesta sulla continuata fama di santità del vescovo comboniano Mons. Antonio Maria Roveggio (1858-1902), un passo importante nel cammino della causa di beatificazione.

Il processo apostolico sulle virtù eroiche venne aperto nella diocesi di Khartoum il 7 giugno 1952, seguito da un processo rogatoriale nella diocesi di Verona dal settembre 1952 al novembre 1954, per acquisire ulteriori testimonianze sulla vita e le virtù del vescovo comboniano. Nel gennaio 1969, dopo quindici anni, la Congregazione delle Cause dei Santi consegnò alla Postulazione la Copia Pubblica per la stesura della posizio.

Seguirono 41 anni di silenzio. Il motivo principale di tale silenzio fu il fatto che tutte le forze vennero convogliate nella ripresa della causa del fondatore, Mons. Daniele Comboni, che ebbe un risultato straordinario nella beatificazione del 1996 e canonizzazione del 2003.

Infatti, un anno dopo, nel 2004 si aprì a Verona il processo relativo a Mons. Roveggio, sulla continuata fama di santità. Lo stesso precesso si aprì a Khartoum nel 2010. A questo punto il Vescovo di Verona ha chiesto e ottenuto il trasferimento della competenza del foro da Khartoum a Verona a 2 luglio 2010. A Verona il 4 novembre 2015 si aprì un secondo processo sulla continuata fama di santità, con la nomina dei tre membri della commissione storica e dei due censori teologi. Il lavoro procedette con notevoli difficoltà.

E siamo giunti al 5 settembre 2025. Riprende per la terza volta il processo sulla continuata fama di santità. Grazie all’ingente mole di lavoro fatto dal precedente postulatore, padre Arnaldo Baritussio, il nuovo postulatore, padre Cosimo De Iaco, può portare avanti il lavoro. Sotto la direzione del delegato diocesano Mons. Tiziano Bonomi, che segue con grande competenza e solerzia le varie fasi, vengono raccolti i voti dei teologi (P. Ubando Terinoni e il dott. Carmelo Dotolo) e la relazione della commissione storica (don Agostino Bertolotti; Prof. Fulvio De Giorgi; dott. Renato Zironda) e vengono completate altre formalità.

Qual è il significato della Sessione del 10 ottobre 2026 a Verona?

In questa sessione il Vescovo dichiarerà ufficialmente conclusa l’inchiesta diocesana. I plichi con tutta la documentazione, debitamente catalogata e numerata, verranno chiusi e sigillati. In questa sessione conclusiva il Vescovo, i membri del tribunale e il postulatore giurano di aver adempiuto fedelmente il loro incarico, il portitore giura di adempiere il suo incarico di portare e consegnare personalmente a mano tutto il materiale al Dicastero delle cause dei Santi. Tale sessione verrà fatta in modo pubblico, alla presenza dei membri della famiglia comboniana e di altri fedeli interessati. Il 10 ottobre, la festa liturgica di san Daniele Comboni, diventa quindi una data doppiamente significativa: indica infatti la continuità storica e carismatica dal santo fondatore al suo successore nella sede vescovile del Vicariato dell’Africa centrale.

Dopo, come procederà la causa?

A questo punto il Dicastero prenderà in esame il materiale consegnato e procederà alla nomina di un relatore teologo con il quale il postulatore dovrà interloquire per la preparazione di una “positio” aggiornata, che includerà sia le testimonianze e i documenti presentati nel 1952 che le testimonianze raccolte e i documenti e le pubblicazioni fatte negli anni successivi.

Il protrarsi della causa di San Daniele Comboni fu l’occasione per un approfondimento dei suoi scritti e della sua figura, ora pienamente recepita non solo nella famiglia comboniana, ma in tutta la Chiesa e negli studi sull’Africa.

Ci auguriamo che anche questo ritardo nel processo della causa di Mons. Antonio Maria Roveggio sia un’occasione per conosce a fondo la persona, l’opera e le virtù di Mons. Roveggio. La sua attività missionaria nel delicato periodo della Mahdia, il suo ruolo negli anni delicati della sopravvivenza e formazione del gruppo dei missionari del Comboni, trasformato in congregazione religiosa.

La sua profonda spiritualità centrata sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù, modulata secondo gli insegnamenti dei gesuiti, che presero in carico l’istituto fino al 1899, verranno messi in risalto nella stesura della “positio”, sia nella fedeltà ai dati storici che come risposta alle istanze della Chiesa in Africa e della famiglia comboniana nelle presenti circostanze.

Per questo ci auguriamo che la causa possa procedere con rinnovato vigore e interesse per giungere alla prossima tappa, con il decreto di venerabilità.

Padre Cosimo De Iaco, mccj
Postulatore della Causa