Padre Marcelo Oliveira, missionario comboniano nella Repubblica Democratica del Congo

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Giovedì 28 marzo 2024
Padre Marcelo Fonseca Oliveira, missionario comboniano portoghese, è nato a Mortágua, nella diocesi di Coimbra. Ha studiato Teologia dal 2001 al 2005 a Kinshasa. È stato ordinato sacerdote il 24 luglio 2005. Ha lavorato in Portogallo dal 2005 al 2011. È tornato nella Repubblica Democratica del Congo nel 2012. Oggi è l’economo provinciale della Provincia comboniana del Congo. Gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua vocazione missionaria e la sua missione nella Famiglia Comboniana.

«Sono l’amministratore dell’opera comboniana in Congo»

Sono nato e cresciuto nel villaggio di Sobral, a Mortágua. Lì ho incontrato i Missionari Comboniani. Da quel momento è iniziata un'avventura...

Avevo 12 anni quando alcuni missionari passarono dal mio paese, raccontando storie della loro vita missionaria. Uno di loro parlò della realtà della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Io rimasi incantato di quello che diceva e subito avvertii il forte desiderio di fare qualcosa come lui.

Ho iniziato il mio cammino all’età di 15 anni nel seminario minore. Poi ho studiato Filosofia nel postulato di Porto e ho fatto il noviziato a Santarém. Nel 2001, ho emesso i primi voti religiosi. Nello stesso anno, sono stato inviato allo scolasticato internazionale di Kinshasa, capitale della RD Congo, dove sono rimasto per quattro anni, fino alla fine degli studi teologici. Qui sono stato ordinato diacono.

Sono tornato quindi in Portogallo nel 2005 per la mia ordinazione sacerdotale. Ho trascorso sei anni e mezzo lavorando nella pastorale giovanile e nell’animazione missionaria.

Missione nella Repubblica Democratica del Congo

Nel 2012, sono tornato nella RD Congo per la prima esperienza missionaria all’estero. Sono stato assegnato alla comunità comboniana di Sant’Anna, a Isiro, nella regione orientale del paese. Qui ho trascorso cinque anni, impegnato nella evangelizzazione in una parrocchia di 120 km2, con circa 50 cappelle. Visitavamo le varie comunità cristiane o in moto o a piedi, cercando di non fare mancare a nessuno la nostra regolare vicinanza. Le comunità più piccole erano più penalizzate dalla mancanza di sacerdoti, ed erano costrette ad affidarsi al servizio di laici cristiani per la catechesi, gli incontri di preghiere e le celebrazioni della parola di Dio i giorni di domenica.

Nel 2017 sono tornato a Kinshasa, dove mi trovo tuttora. Il mio lavoro si svolge principalmente in ufficio, come principale amministratore dell’opera comboniana in questo Paese. Anche se sembra strano e persino paradossale, pur essendo chiuso nel mio ufficio, sono “aperto” alle varie comunità che l’Istituto ha in questa nazione: mi devo occupare, infatti, di visti, passaporti, permessi di soggiorno, viaggi, documenti vari, questioni economiche, progetti... Seguo con tutta l’attenzione di cui sono capace i molti problemi e le mille difficoltà dei confratelli, mi curo dei loro spostamenti, seguo le loro attività, intervengo quando c’è bisogno di risolvere questioni burocratiche, e cerco di aiutarli nel fare arrivare loro offerti economiche che ricevono da parenti e amici… Condivido le loro preoccupazioni in termini di gestione delle parrocchie, dei centri di formazione o di accoglienza… In verità, posso dire di essere a conoscenza di tutto ciò che avviene nella provincia, nelle singole comunità, nelle missioni…

La popolazione di questa immensa nazione africana sta soffrendo da anni la cronica mancanza di sicurezza, soprattutto nella parte orientale, dove scontri armati e conflitti entici sono all’ordine del giorno, spesso per la frenetica corsa che c’è all’accaparramento dei molti metalli preziosi nascosti nel sottosuolo. Ed è proprio il caso di dirlo: l’immensa ricchezza nascosta nel sottosuolo è la principale causa della miseria di questo popolo. I poveri sgobbano, ma sono i ricchi a esportare all’estero oro, diamanti, cobalto, coltan (molto ricercato dall’industria informatica) – e sempre per vie traverse!

Per fortuna, possiamo anche contare sull’aiuto di alcune istituzioni e di tante persone generose che continuano a sostenere la Chiesa congolese e la missione comboniana.