COMBONI THAT DAY

II Domenica di Pasqua – Anno A

Quattro regali del Risorto: la pace, lo Spirito, il perdono, la missione
P. Romeo Ballan, mccj

 

Quattro regali del Risorto: la pace, lo Spirito, il perdono, la missione

Domenica della Divina Misericordia

Atti  2,42-47; Salmo  117; 1Pietro  1,3-9; Giovanni  20,19-31

Riflessioni
È significativa la cronologia che ci offre il Vangelo di Giovanni riguardo a “quel giorno, il primo della settimana” (v. 19), il giorno più importante della storia. Perché in quel giorno Cristo è risorto. Quel giorno era iniziato con l’andata di Maria di Màgdala al sepolcro “di buon mattino, quand’era ancora buio” (Gv 20,1). Nel Vangelo di oggi; siamo alla “sera di quel giorno… mentre erano chiuse le porte… per timore dei Giudei” (v. 19). L’ambientazione spazio-temporale, ed anche psicologica, è completa. È iniziata ormai la storia nuova per l’umanità, nel segno di Cristo risorto. Prescindere da Lui sarebbe una perdita di valori e un rischio per la stessa sopravvivenza umana.

Le porte chiuse e la paura sono superate con la presenza di Gesù, il Vivente, che per ben tre volte annuncia: “Pace a voi!” (v. 19.21.26), provocando la gioia intensa dei discepoli “al vedere il Signore” (v. 20). Pace e gioia sono fra le caratteristiche più evidenti della prima comunità cristiana (I lettura): prendevano i pasti con letizia e semplicità di cuore e godevano il favore di tutto il popolo (v. 46-47). Un favore giustificato, data la solidità e l’irradiazione missionaria di quel nuovo gruppo che si reggeva su quattro pilastri (v. 42): insegnamento degli apostoli, frazione del pane, preghiere e koinonía (unione fraterna, condivisione di beni). San Pietro (II lettura), da parte sua, esorta i fedeli ad essere “ricolmi di gioia, anche se… afflitti da varie prove” (v. 6). La Pasqua di Gesù fa superare le paure del cristiano e del missionario; la fede, che porta all’incontro con Cristo risorto, aiuta a superare anche tante difficoltà psicologiche, quali angoscia, timori, depressione…

Oltre alla pace, tre sono i grandi doni che Cristo risorto offre alla comunità dei credenti: lo Spirito Santo, il perdono dei peccati e la missione. Il frutto più grande della Pasqua è certamente il dono dello Spirito Santo, che Gesù soffia sui discepoli: “Ricevete lo Spirito Santo” (v. 22). Egli è lo Spirito della creazione redenta e rinnovata, che Gesù effonde nel momento della morte in croce (Gv 19,30), come preludio della Pentecoste (Atti 2).

Per San Giovanni il dono dello Spirito è essenzialmente collegato al dono della pace e, quindi, al perdono dei peccati, come disse Gesù: “A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati” (v. 23). La pace vera ha le sue radici nella purificazione dei cuori, nella riconciliazione con Dio, con i fratelli e con l’intera creazione. Questa riconciliazione è opera dello Spirito, perché “Egli è la remissione di tutti i peccati” (vedi la preghiera sulle offerte, nella Messa del sabato prima di Pentecoste, e la nuova formula della assoluzione sacramentale). Per l’evangelista Luca “la conversione e il perdono dei peccati” sono il messaggio che i discepoli dovranno predicare “a tutte le genti” (Lc 24,47). Il sacramento della riconciliazione è un inestimabile regalo pasquale di Gesù: è il “sacramento dell’allegria cristiana” (Bernardo Häring).

I doni del Risorto sono da annunciare e condividere con tutta la famiglia umana; per questo Gesù, in quella stessa sera, annuncia una missione universale, che Egli affida agli apostoli e ai loro successori: “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi” (v. 21). Sono parole che vincolano per sempre la missione della Chiesa con la vita della Trinità, perché il Figlio è il missionario inviato dal Padre a salvare il mondo, con l’amore.

“Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”; parole da leggere in parallelo con queste: “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi” (Gv 15,9).

Le due affermazioni stabiliscono un legame inscindibile fra missione-amore, amore-missione. Con queste parole resta definitivamente sancito che la Missione universale nasce dalla Trinità (Concilio, AG 1-6) ed è dono-impegno pasquale di Gesù risorto.

I doni del Risorto: la pace, lo Spirito, la riconciliazione e la missione, sono vissuti da noi nella fede.

Il Signore Gesù chiama “beati” (v. 29) coloro che credono in Lui e Lo amano, pur senza vederLo. Tommaso, chiamato gemello (v. 24), è diventato nell’immaginario popolare lo scettico, il duro a credere, colui che ci vuole mettere il naso (v. 25). È l’immagine di tutti noi che  -tra dubbi, incertezze, ricerche, incredulità, ostinazioni-  sperimentiamo la fatica di credere. Queste sono difficoltà normali nella vita di un cristiano, giacché, come dice il Card. Martini, ognuno porta dentro di sé un po’ del credente e del non-credente. Nel difficile cammino del credente, Tommaso diventa nostro fratello gemello; ma beati noi se, come lui, facciamo il salto , ci fidiamo di Dio, e facciamo nostra anche la totale professione di fede di Tommaso: “Mio Signore e mio Dio” (V. 28). 

Siamo grati all’apostolo Tommaso che ha voluto mettere la mano (v. 25; vedi la famosa pittura del Caravaggio) nella ferita del Cuore di Cristo, che “cubiculum est Ecclesiae”, è la stanza intima della Chiesa (S. Ambrogio). Quel Cuore è il santuario della Divina Misericordia, titolo e tesoro che nella domenica odierna è celebrato con crescente fede e devozione. (*) “Il culto della Misericordia divina non è una devozione secondaria, ma dimensione integrante della fede e della preghiera del cristiano” (Benedetto XVI). La misericordia divina è, da sempre, la più globale e consolante rivelazione del mistero cristiano: “La terra è piena di miseria umana, ma strapiena della misericordia di Dio” (S. Agostino). Questa è la ‘buona notizia’ permanente, che la Missione porta all’umanità intera.

Parola del Papa

(*)  “La Chiesa deve essere il luogo della misericordia gratuita, dove tutti possano sentirsi accolti, amati, perdonati e incoraggiati a vivere secondo la vita buona del Vangelo”.
Papa Francesco
Esortazione apostolica Evangelii Gaudium (2013), n. 114

Sui passi dei Missionari

- 23/4: II di Pasqua: Domenica della Divina Misericordia.

- 23/4: S. Giorgio (s. IV, in Palestina), santo popolare per la lotta contro il drago; martire venerato fin dall’antichità dalle Chiese di Oriente e di Occidente.

- 23/4: S. Adalberto (Vojtech), vescovo di Praga e martire (956-997), intrepido missionario in Polonia e presso altri popoli slavi.

- 23/4: B. Maria Gabriella Sagheddu (1914-1939), nata in Sardegna e morta come monaca trappista a Grottaferrata (Roma); offrì la sua vita per l’unità dei cristiani.

- 24/4: S. Fedele da Sigmaringen (Germania meridionale, 1578-1622), sacerdote cappuccino, missionario, ucciso nella Rezia (Svizzera). È il protomartire della Congregazione di Propaganda Fide (fondata nel 1622) e dell’allora incipiente Ordine dei Cappuccini.

- 24/4: Inizio (1915) del “genocidio armeno” nei territori dell’Impero ottomano, con il sistematico sterminio della popolazione armena (massacri, deportazioni), causando oltre un milione di vittime.

- 25/4: S. Marco, evangelista, discepolo di Paolo e di Pietro, ritenuto il fondatore della Chiesa di Alessandria d’Egitto.

- 25/4: S. Pietro di Betancur (1626-1667), fratello terziario francescano, missionario spagnolo in Guatemala, chiamato “uomo-carità” per la sua dedizione ad orfani, mendicanti, malati.

- 27/4: S. Pietro Ermengol (+1304), spagnolo; convertitosi da predone che era, divenne religioso mercedario e si dedicò al riscatto degli schiavi in Africa.

- 28-29/4: Viaggio Apostolico di Papa Francesco nella Repubblica Araba d’Egitto.

- 28/4: S. Luigi Maria Grignon de Montfort (1673-1716), ardente devoto di Maria, zelante apostolo nelle missioni popolari in Francia, fondatore delle Figlie della Sapienza e dei Monfortani.

- 28/4: S. Pietro Chanel (1803-1841), francese, sacerdote marista, missionario nell’isola di Futuna, protomartire e patrono dell’Oceania.

- 29/4: S. Caterina da Siena (1347-1380), laica terziaria domenicana, mistica e dottore della Chiesa; è compatrona d’Italia e d’Europa.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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