COMBONI THAT DAY

XIV Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Gesù inaugura la Missione dalla pace, piccolezza e povertà
P. Romeo Ballan, mccj

 

Gesù inaugura la Missione dalla pace, piccolezza e povertà

Zaccaria  9,9-10; Salmo  144; Romani  8,9.11-13; Matteo  11,25-30

Riflessioni
Questo brano del Vangelo di Matteo va letto in parallelo con quello dell’evangelista Luca (10), il quale colloca questo passaggio della vita di Gesù in un contesto missionario: cioè, il ritorno gioioso dei discepoli dopo la loro prima esperienza di missione. Sia pur limitata nello spazio e nel tempo, era stata un’esperienza efficace, capace di sottomettere anche i demoni. Gesù invita i discepoli a non rallegrarsi per questo, quanto piuttosto perché i loro nomi “sono scritti nei cieli”, cioè nella mano e nel cuore di Dio. Luca continua: “In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra…» (10,20-22). Queste brevi parole sono una ulteriore rivelazione della Trinità Santa: Padre, Figlio e Spirito! (*)

Il testo di Matteo (11) si trova nel cuore del suo Vangelo e viene definito dagli studiosi come una grande manifestazione del mistero di Dio, un’alta sintesi messianica, un inno di giubilo nella Trinità Santa. È il Magnificat di Gesù, in quanto espressione del suo mondo interiore, come il Magnificat lo è per Maria (Lc 1). In effetti, questa preghiera di Gesù, riportata da Matteo y Luca, riprende tutto il programma delle Beatitudini (Mt 5,3s), con particolare attenzione ai poveri, miti, afflitti, misericordiosi, puri di cuore, operatori di pace, perseguitati... La pagina di Matteo ci offre un angolo di osservazione panoramica su tutto il Vangelo di Gesù, che qui viene riassunto intorno ad alcuni temi fondamentali: la lode al Padre, Signore e Creatore (v. 25); la vita di intima comunione della Trinità (v. 27); l’atteggiamento compassionevole ed operoso di Gesù verso la sofferenza umana, offrendo ristoro a quanti sono “stanchi e oppressi” (v. 28); la nuova scuola e lo stile del Maestro, che dice a tutti: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita ” (v. 29-30). Siamo alla scuola di un Maestro speciale: se lo contempliamo nella povertà di Betlemme e nell’umiliante sconfitta del Calvario, comprenderemo quanto siano diversi i cammini umani e i cammini di Dio (Is 55,8-9) e quanto si siano capovolti i criteri di grandezza.

Dopo un periodo di polemiche con scribi e farisei, e di abbandoni da parte di alcuni discepoli, il bilancio umano del nuovo Maestro era certamente deludente, fallimentare. Gesù, però, lungi dall’abbandonare la sua missione o ritirarsi, si conferma nel cammino iniziato, loda e ringrazia il Padre per aver scelto i piccoli, gli ultimi, come destinatari privilegiati delle Sue straordinarie rivelazioni (v. 25-26).

L’ideale della Chiesa è di farsi discepola di Cristo, tanto nel messaggio come nello stile, fino al punto di poter dire a tutti i popoli: venite a me, voi tutti stanchi e oppressidi tutti i tempi e luoghi … imparate da me che sono mite e umile… troverete ristoro, il giogo vi si farà leggero… È questo il volto autentico ed attraente della Chiesa, l’unico che interessa alle moltitudini, e che i missionari e l’intera comunità cristiana sono chiamati a incarnare e proporre. Fra le più belle immagini della Chiesa vi sono queste due: la locanda, casa per tutti (pandokeion), alla quale il buon samaritano portò quel poveraccio incappato nei briganti (Lc 10,34); e quella casa di Paolo, il quale, giunto a Roma, viveva in una casa affittata, dove accoglieva tutti annunziava il Regno di Dio e insegnava Gesù Cristo con franchezza (Atti 28,30-31). Due immagini che parlano di accoglienza e annuncio nella povertà e umiltà…

Alcuni anni fa (2003) partecipai in Guatemala a un Congresso missionario per tutto il Continente americano con un tema significativo: “La missione dalla piccolezza, la povertà e il martirio”.    La Chiesa missionaria offre spesso questa immagine di umiltà, accoglienza e austerità, soprattutto nei paesi poveri del pianeta, ma anche nei meandri delle metropoli industrializzate. Questo stile di vita e di missione, inaugurato da Gesù, è possibile (II lettura) nella misura in cui lo Spirito di Dio abita in noi. Grazie alla sua presenza, i frutti sicuri saranno la vita, la pace (v. 9.13). Il profeta Zaccaria (I lettura), da parte sua, presenta il sogno di un re giusto, pacifico e umile, che cavalca un asino (v. 9), farà sparire i carri e i cavalli da guerra, e avrà un chiaro programma di pace: “L’arco di guerra sarà spezzato, annuncerà la pace alle nazioni”; avrà un dominio universale, esteso da mare a mare fino ai confini della terra (v. 10).

Parola del Papa

(*)  “Gesù chiama tutti a sé: «Venite a me», e promette loro sollievo e ristoro. Questo invito di Gesù si estende fino ai nostri giorni, per raggiungere tanti fratelli e sorelle oppressi da condizioni di vita precarie, da situazioni esistenziali difficili e a volte prive di validi punti di riferimento… Tanti sono costretti ad emigrare dalla loro Patria… Gesù promette di dare ristoro a tutti, ma ci fa anche un invito, che è come un comandamento: «Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,29). Il ‘giogo’ del Signore consiste nel caricarsi del peso degli altri con amore fraterno… Siamo chiamati a nostra volta a diventare ristoro e conforto per i fratelli, con atteggiamento mite e umile… La mitezza e l’umiltà del cuore ci aiutano a farci carico del peso degli altri”.
Papa Francesco
Angelus della domenica 6 luglio 2014

Sui passi dei Missionari

- 9/7: Ss. Agostino Zhao Rong (+1815) e numerosi compagni martiri in Cina, i quali, in luoghi e tempi diversi (tra 1648 e 1930), resero testimonianza al Vangelo di Cristo con la parola e la vita.

- 9/7: S. Paolina (Amabile Wisintainer) del Cuore Agonizzante di Gesù (1865-1942), italiana, emigrò in Brasile, ove si dedicò alla cura di malati e poveri, per i quali fondò una congregazione.

- 10/7: Bb. Emanuele Ruiz, sacerdote francescano, e 10 compagni martiri (7 missionari francescani e 3 laici maroniti, fratelli di sangue), uccisi da musulmani, a Damasco (Siria) nel 1860.

- 11/7: S. Benedetto da Norcia (480-547), abate, “Padre e Patrono d’Europa”, fondatore, patriarca dei monaci in Occidente.

- 13/7: S. Enrico II (973-1024), imperatore romano e re di Germania; con la moglie S. Cunegonda propagò la fede in Europa, fondò monasteri e diocesi.

- 13/7: B. Giovanni di Francia (+1401), mercedario, fu inviato nel 1398 come missionario in Algeria per riscattare schiavi cristiani; dopo aver subito botte e altre sofferenze, riuscì a liberare 128 prigionieri.

- 13/7: B. Mariano di Gesù Euse Hoyos (Colombia 1845-1926), sacerdote diocesano, esemplare per semplicità, integrità di vita e zelo apostolico nelle attività parrocchiali.

- 13/7: B. Carlo Manuel Rodríguez Santiago (1918-1963), laico, primo Beato di Porto Rico; apostolo fra i giovani, dedito alla liturgia e alla catechesi.

- 14/7: S. Francesco Solano (1549-1610), francescano spagnolo, grande missionario in Panamá, Perù e Argentina.

- 14/7: S. Camillo de Lellis (1550-1614), sacerdote italiano, dedito al servizio degli incurabili; fondatore dei Ministri degli Infermi (Camilliani).

- 14/7: B. Ghebre Michael (Etiopia, 1791-1855), lazzarista; convertitosi dalla Chiesa copto-ortodossa, soffrì persecuzione e martirio. È il primo sacerdote etiopico del Vicariato di Abissinia.

- 15/7: S. Vladimiro (+1015), principe della Russia di Kiev, si convertì (988) e divenne fondatore del Cristianesimo in Ucraina.

- 15/7: Bb. Ignazio de Azevedo (+1570), sacerdote, e altri 38 martiri gesuiti spagnoli e portoghesi, uccisi dai pirati in mare, vicino alle isole Canarie, mentre erano in viaggio verso il Brasile.

- 15/7: B. Anna M. Javouhey (1779-1851), francese, ardente missionaria, fondatrice delle Suore di S. Giuseppe di Cluny, per i bisognosi e le missioni.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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