Sabato 29 novembre 2025
Intervento della Santa Sede alla riunione dell’Unctad a Ginevra. Di fronte alle sfide che attraversano il continente africano e i Paesi meno sviluppati, la Santa Sede richiama l’urgenza di un multilateralismo capace di rimettere al centro la persona umana, la sua dignità e le sue reali possibilità di sviluppo.
La Santa Sede, nell’intervento alla 72ª riunione del Trade and Development Board dell’Unctad, ha sottolineato come crescita economica, tecnologia e governance debbano convergere verso un obiettivo: «Offrire a ogni persona i mezzi per realizzare il proprio potenziale».
Nel dibattito sulle attività dell’Unctad a sostegno dell’Africa, la delegazione ha ricordato che, nonostante una crescita prevista al 3,9 per cento nel 2025, il continente resta lontano dagli obiettivi dell’Agenda 2063. Pesano l’alto costo del debito e la fragilità delle strutture economiche, aggravate dalla crisi che combina sfide economiche, tecnologiche e climatiche. Per la Santa Sede, i Paesi africani — tra i più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico — hanno bisogno di strategie che uniscano adattamento, sostenibilità e cura del Creato, perché, come ricorda Papa Leone XIV, «prendersi cura della creazione è espressione di umanità e solidarietà».
Obiettivo rilanciato nel General Debate e nella sessione dedicata al Doha Programme of Action, dove la Santa Sede ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà persistenti dei Paesi meno sviluppati, che rappresentano il 15 per cento della popolazione mondiale ma producono meno del 2 per cento del Pil globale. Accogliendo l’avvio dell’Unctad Graduation Support Programme e il recente “Geneva Consensus”, la Santa Sede ha ribadito che la comunità internazionale deve ascoltare «la voce dei più poveri», riconoscendo la pari dignità di ogni persona.