Martedì 23 giugno 2026
Sono trascorsi sette anni dall’assegnazione del progetto al completamento dei lavori, prima che l’Esposizione florovivaistica regionale potesse essere inaugurata il 24 aprile 2026. Sono stati sette anni di progettazione, sviluppo e intenso lavoro prima che tutto fosse pronto. Un’esposizione florovivaistica significa tanti fiori e piante, ma anche molta creatività. In questo caso sono state messe a dimora 60.000 piante, arbusti e alberi, per lo più autoctoni. L’esposizione rimarrà aperta fino al 4 ottobre di quest’anno. [Nella foto, padre Körber Markus Lorenz, MCCJ a Ellwangen/Germania]
Per chi non lo sapesse, la Jagst è il piccolo fiume che per molti anni ha separato diversi quartieri dal centro di Ellwangen. Probabilmente è proprio da questa particolarità geografica che è nato il nome ufficiale della città, Ellwangen an der Jagst», cioè “Ellwangen sulla Jagst”.
Il fiume Jagst non separa più, ma d’ora in poi unisce. “Il cambiamento è possibile” è un secondo slogan davvero azzeccato! Affinché tutto procedesse nel migliore dei modi, più di 1.000 volontari hanno svolto – e continuano a svolgere – compiti importanti. Nei primi tre giorni circa 23.000 persone hanno visitato l’Esposizione: un numero quasi pari a quello degli abitanti della città! La biodiversità del fiume Jagst è stata valorizzata, ma anche la città ha beneficiato delle nuove opportunità offerte da questo piccolo corso d’acqua.
C’è però un altro aspetto interessante: l’Esposizione ospita un “giardino della Chiesa”, gestito in modo ecumenico. Anche qui si svolgono eventi significativi e coinvolgenti dedicati alla vita, alla fede e alla Chiesa, il tutto all’insegna dello slogan “Sei il benvenuto!”. È impressionante vedere come cristiani evangelici, cattolici, neoapostolici ed evangelico-metodisti collaborino fianco a fianco.
L’appartenenza confessionale non è mai stata – e non è tuttora – un problema per l’Esposizione. A dimostrarlo è la presenza del vescovo diocesano Klaus Krämer (Rottenburg-Stoccarda) e del suo omologo protestante, il vescovo regionale Ernst-Wilhelm Gohl della Chiesa evangelica del Württemberg. I due hanno presieduto la celebrazione ecumenica nella prima domenica dell’Esposizione. All’evento hanno partecipato circa 10.000 fedeli, quasi come nelle celebrazioni presiedute dal Papa a Roma.
La nostra comunità comboniana di Ellwangen si trova proprio all’interno dell’area dell’Esposizione. Abbiamo messo a disposizione dei visitatori la vecchia cappella del seminario come luogo di riposo e di raccoglimento. Inoltre, quattro nostri confratelli sono presenti nel “giardino della Chiesa” come interlocutori per chi desidera un colloquio. Il mercoledì, dalle 10.00 alle 12.00, chiunque lo desideri può rivolgersi a uno di questi “volontari dell’ascolto”. Noi quattro membri della comunità, con i nostri cinque o sei turni ciascuno nel “giardino della Chiesa”, copriamo quasi la metà del servizio di presenza presso le “panche dell’ascolto”.
Oggi “Ellwangen sulla Jagst” può significare anche “vicinanza al prossimo e al creato”. Non mancano segni semplici, discreti ma significativi. Anche da noi giungono persone che, attraverso l’incontro e lo scambio reciproco, diventano un dono le une per le altre – cattolici e cristiani di altre Chiese. Le loro preoccupazioni – tra cui spiccano il desiderio di una Chiesa credibile e la delusione per le sue continue esitazioni – finiscono per avere anche un effetto incoraggiante.
Ci domandiamo che cosa resterà dopo la chiusura dell’Esposizione, fissata al 4 ottobre 2026. Ad ogni modo, a Ellwangen e nei comuni circostanti, oggi l’Esposizione è il tema più importante e sentito dell’estate.
Di fronte a tanta gioia di vivere e a una così ampia partecipazione di popolo, noi missionari dovremmo avvertire sempre più il bisogno di ascoltare e osservare con attenzione, cercando di comprendere ciò che sta realmente accadendo attorno a noi e ciò che conta davvero. Così anche noi potremo trarre beneficio e incoraggiamento da questa esperienza e – perché no? – rallegrarcene insieme a molti altri.
Padre Anton Schneider, MCCJ