Martedì 28 luglio 2026
Sono già trascorsi 41 anni dal martirio di padre Ezechiele Ramin, missionario comboniano assassinato a Cacoal, nello Stato di Rondonia, per aver difeso le comunità indigene e le famiglie di piccoli agricoltori che subivano ingiustizie e minacce da parte dei latifondisti nell’Amazzonia brasiliana.

Le celebrazioni per il 41° anniversario del martirio di padre Ezechiele Ramin, in quest’anno, sono iniziate con una pre-romaria che si è svolta il 19 luglio nella comunità che ha come patrono il Servo di Dio, a Mirante da Serra, nello Stato di Rondonia. Oltre 150 persone hanno partecipato a un cammino di quattro chilometri accompagnato da preghiere, canti e riflessioni. A seguire, è stata celebrata l’Eucaristia, a cui hanno preso parte più di 500 persone. La comunità ha offerto un pranzo a tutti i partecipanti come gesto di gratitudine e condivisione, sull’esempio delle prime comunità cristiane (Atti 2,46).

Un secondo momento di commemorazione della morte di padre Ramin si è tenuto nelle parrocchie della Sacra Famiglia e di San Giuda Taddeo, a Cacoal, Rondonia, tra il 22 e il 24 luglio.

È stato celebrato un triduo nelle varie comunità ecclesiali di base, che si sono riunite per ricordare la vita e la missione di padre Ramin e per celebrare l’Eucaristia, memoria del Cristo liberatore.

Durante le celebrazioni del triduo, le comunità hanno riflettuto sul tema dell’11ª Romaria: «Padre Ezechiele Ramin, testimonianza viva di vocazione e missione», e sul motto: «Perseveranti e ben uniti, spezzavano il pane nelle case» (Atti 2,46).

Le comunità hanno fatto memoria, pregato e ringraziato Dio per la vita, la testimonianza, la vocazione e la missione del missionario.

Un altro momento bello e intenso di questa commemorazione è stata la celebrazione dell’Eucaristia alla vigilia dell’11ª Romaria, nella chiesa matrice della parrocchia della Sacra Famiglia, con la partecipazione di circa mille persone, tra cui il vescovo della diocesi di Ji-Paraná, Mons. Norberto Foerster, tre sacerdoti comboniani, tre sacerdoti diocesani e un diacono permanente dell’Area Missionaria del Basso Madeira, nell’arcidiocesi di Porto Velho.

Il 26 luglio, giorno in cui 41 anni fa il missionario fu assassinato, oltre duemila pellegrini e pellegrine hanno partecipato al cammino di fede e di speranza di circa tre chilometri fino alla cappella costruita nei pressi del luogo in cui fu ucciso.

La Romaria si è conclusa con la celebrazione dell’Eucaristia, a cui ha preso parte un gran numero di fedeli provenienti da varie parrocchie e diocesi, tra cui religiose, seminaristi, due diaconi, dodici sacerdoti e due vescovi.

Il sogno di padre Ezechiele Ramin continua vivo. Le sue cause sono le stesse delle comunità di fede che si organizzano per difendere i più poveri e costruire il Regno di Dio.

Padre Cosmas Musonda, mccj