Padre Marco Innocenti, 25 anni di sacerdozio e missione tra i Gumuz

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Martedì, 22 settembre 2026
La comunità di Montebonello, Firenze, numerosa e gioiosa,
 il 19 settembre 2026, si è riunita nella chiesa parrocchiale, insieme ad una ventina di sacerdoti locali e di alcuni comboniani della comunità di Firenze e altri arrivati da altre regioni d’Italia, ma anche dell’Etiopia e dell’Africa, stretti attorno a padre Marco Innocenti, per celebrare il suo 25o anniversario di ordinazione presbiterale.

La celebrazione Eucaristica animata dal coro parrocchiale e alcuni Laici Missionari Comboniani della Toscana è stata il momento culminante per innalzare l’inno d’Azione di Grazie a Dio per le meraviglie che il Signore ha compiuto attraverso il servizio missionario di padre Marco tra i Gumuz, per ben 23 anni.

Tra i numerosi segni e gesti, ne vogliamo ricordare alcuni.

Prima di tutto padre Marco ha voluto iniziare la Santa messa nel ringraziare i presenti, in primis i suoi genitori, che hanno fatto fatica a lasciar partire il loro figlio unico, ma sempre più coscienti e convinti che nella logica di Dio è donando che si riceve; inoltre ringraziare i numerosi benefattori e sostenitori dell’opera missionaria, l’accompagnamento dell’Istituto Comboniano e la vicinanza della Chiesa locale di Firenze.

Al suo giubileo d’argento, padre Marco ha voluto associare il giubileo di don Renzo Salvatici, suo antico parroco, che nello stesso anno completa 65 anni di sacerdozio. Una scelta ricca di senso per mettere in evidenza la comunione presbiterale e il servizio sinodale e missionario al popolo di Dio da parte di tutti i ministri.

Le letture bibliche della 25a domenica del Tempo Ordinario hanno ispirato padre Marco a spiegare che il Padrone della vigna chiama gli operai a tutte le ore; la sua ricompensa, tuttavia, non è fatta secondo i meriti di ognuno, ma dalla loro disponibilità al servizio. La giustizia di Dio difatti è benevolenza e misericordia, confonde i pensieri umani, perché “gli ultimi saranno i primi”.

“Questa Eucaristia sia un rendimento di grazie pienamente a Lui gradito, per i benefici che mi ha concesso chiamandomi ad essere prete e missionario, e per i benefici che il Signore ha trasmesso tramite me a voi, al Suo Popolo e alle genti gumuz e dell’Etiopia, che ho sempre cercato di servire al meglio in questi ultimi 25 anni”, ha detto.

Prima della benedizione finale sono stati letti i numerosi messaggi di auguri, arrivati dall’Etiopia, da alcuni Vescovi, dal Superiore Generale e completati da alcuni presenti.

Dalla mensa dell’altare i numerosi invitati hanno continuato la festa con un’agape fraterna, preparata egregiamente da un comitato ad hoc della parrocchia. Non è mancato il vino, neanche il vin santo, ma la sorpresa per tutti sono stati i fuochi d’artificio. Un invito a guardare in alto e ad andare sempre oltre. Un’occasione per coinvolgere tutti a vivere la solidarietà fraterna con il popolo Gumuz, con il gesto concreto per la costruzione di una scuola per i ragazzi poveri tra i più poveri.

Padre Fernando Zolli, mccj