Giovedì 1 agosto 2019
P. Jeremias dos Santos Martins, in qualità di Assistente e Vicario Generale, è in visita alla circoscrizione comboniana del Mozambico dal 2 luglio all’8 agosto. Oltre a fermarsi nelle diverse comunità e incontrare individualmente i confratelli, dal 22 al 28 luglio ha partecipato all’Assemblea Provinciale nella comunità di Carapira, diocesi di Nacala. Erano presenti quattro novizi e 33 confratelli, provenienti dalle diocesi di Maputo, Beira, Tete, Nampula e Nacala, dove sono presenti i Comboniani.

Alla fine del sec. XX il Mozambico era uno dei paesi più poveri del mondo. Oggi, grazie soprattutto allo sfruttamento delle sue ricchezze naturali, è un paese in forte crescita economica. Tuttavia, a causa delle deboli politiche pubbliche da parte del governo e della corruzione, la maggior parte della popolazione continua a vivere in povertà e ha uno scarso accesso alla sanità e alla scuola. Per questo il Paese, con le sue disuguaglianze sociali, continua ad essere campo di missione per i Comboniani che ricevono un’accoglienza favorevole, come afferma P. Jeremias: “I mozambicani, in generale, sono aperti all’annuncio del Vangelo e accolgono con gioia la Parola di Dio e i comboniani”.

La provincia comboniana del Mozambico ha 44 missionari – fra i quali un bel gruppo di giovani – provenienti da 14 paesi, che cercano di servire il paese e la Chiesa in tre settori prioritari: la pastorale, con particolare attenzione alla Giustizia, Pace e Integrità del Creato (JPIC), l’autosufficienza della Chiesa locale e della provincia e la formazione dei giovani candidati alla vita missionaria comboniana.

La realtà del Paese, e della società in generale, è sempre più esigente e richiede missionari preparati nei settori specifici della pastorale, come si legge negli Atti Capitolari del 2015.

“Il clima che si respira nella provincia – dice P. Jeremias – è di fraternità. C’è un forte senso di appartenenza e un appassionato impegno dei missionari, che si esprime nella presenza e nella solidarietà con il popolo in mezzo al quale vivono. I confratelli sono contenti della missione affidata loro e il loro inserimento nella Chiesa locale è sereno. Il loro lavoro è apprezzato dai vescovi e dai sacerdoti diocesani come pure dagli agenti pastorali e dai laici con cui lavorano”.

I missionari, quindi, hanno ancora molto da fare, continua P. Jeremias, soprattutto nel campo di JPIC, poiché spesso “lo sfruttamento minerario non è attento alle popolazioni presenti nelle aree interessate né al rispetto dell’ambiente”.

Sulle priorità riguardo all’autosufficienza della Chiesa locale e alla formazione dei candidati comboniani, P. Jeremias ha sottolineato: “Sono due priorità importanti. La prima, perché gli aiuti materiali esterni sono diminuiti considerevolmente e la collaborazione locale del popolo di Dio è ancora molto limitata. Ne deriva la necessità di trovare strade per una maggiore autonomia sia della Chiesa che della Provincia. La seconda, per il fatto che sta crescendo il numero di giovani che chiedono di entrare nell’Istituto, per cui abbiamo la responsabilità e il dovere di offrire loro un serio accompagnamento vocazionale”.

P. António Manuel Bogaio Constantino, superiore provinciale, ha definito la visita di P. Jeremias “un momento di grazia: ha visitato tutte le zone della Provincia e incontrato tutti i confratelli. Ci ha invitati ad avere occhi penetranti per saper leggere i segni dei tempi in questa società mozambicana che è in continuo mutamento, a mettere in campo nuove metodologie per rispondere alle sfide pastorali della società sia delle città che delle zone rurali in cui lavoriamo, e ad essere buoni testimoni del Vangelo. Infine, ci ha incoraggiati a continuare a dare il nostro sostegno alla gente, soprattutto a quella maggiormente colpita dal ciclone Idai”.

Assemblea provinciale a Carapira (Nacala).

Assemblea provinciale

L’Assemblea è stata preparata attraverso un questionario inviato alle comunità. La sintesi delle risposte è diventata il programma di lavoro dell’assemblea stessa, che si è svolta in due parti. Nella prima, si è riflettuto sul tema “Missione in uscita nella Pastorale Urbana e Rurale”, allo scopo di individuare le vie più adeguate per elaborare una Carta di riferimento per la nostra pastorale missionaria, nel contesto attuale della Chiesa mozambicana. La seconda parte è stata dedicata alla lettura delle relazioni dei diversi settori e alla valutazione delle attività realizzate dal 2017 al 2019, per verificare il livello di attuazione del Piano Sessennale e programmare ciò che si dovrà fare nei prossimi tre anni.

Come facilitatore, è stato invitato P. Rafael Sapato, vice-rettore della UCM, che ha aiutato i partecipanti a individuare le strade migliori per un’azione pastorale adeguata alla Chiesa mozambicana oggi. Partendo dalla constatazione secondo cui “siamo in un cambiamento d’epoca più che in un’epoca di cambiamenti”, ha richiamato l’attenzione dei missionari sulla necessità – individuale e istituzionale – di operare cambiamenti radicali, e non solo strutturali, nel modo di fare e di essere missionari oggi.

P. Rafael ha ricordato che Gesù e il suo Cuore sono il punto centrale del servizio missionario dei Comboniani, che devono perciò rimanere fedeli alla loro storia, senza perdere la creatività, per servire la Chiesa con passione, con spirito profetico e di comunione con la Chiesa locale e con altri Istituti.

Da parte sua, P. Jeremias, nel suo intervento all’Assemblea, ha presentato la missione comboniana come un pellegrinaggio, fatto non in nome di ideali ma con orizzonti più ampi. E ha portato alcuni esempi di ciò che si intende per “missione in uscita”. Uscire in missione vuol dire andare incontro agli altri e accogliere una realtà che è al di fuori di noi, che ci può arricchire e che, dal nostro agire, può essere arricchita. L’icona biblica della missione in uscita può essere la parabola della pecorella smarrita (Lc 15, 3-7). Gesù non ha avuto paura di lasciare le 99 pecore, che erano già al sicuro nell’ovile, per andare in cerca di quella che si era perduta. Missione in uscita, quindi, vuol dire avere il coraggio di non stare a guardare – come dice Papa Francesco – le pecore che stanno attorno a noi e che già ci ascoltano, ma andare a cercare quella che forse non potrà darci niente ma che aspetta qualcuno che le annunci la Buona Novella.

Le conclusioni dell’Assemblea, dei lavori di gruppo e delle plenarie sono state consegnate al Segretariato provinciale della Missione, che, sulla base di queste, dovrà ora elaborare una Carta di riferimento che aiuti la Provincia a vivere il servizio missionario con coraggio e audacia, alla luce del carisma di Comboni.

La comunità di Lumbo.

I missionari hanno visitato le comunità di Lumbo e dell’Isola di Mozambico – un ritorno al punto di partenza poiché è lì che approdarono i primi comboniani al loro arrivo nel Paese – per poter ripartire con uno spirito rinnovato. Hanno anche visitato il cimitero di Carapira, per chiedere ai missionari e alle missionarie sepolti lì di continuare a intercedere per i comboniani della Provincia e per il popolo mozambicano che hanno tanto amato e servito.

“Ringraziamo Dio per questa Assemblea – ha concluso P. Antonio Bonato –, per i momenti di grande gioia che abbiamo vissuto e per aver potuto sperimentare quella fraternità che ci fa vivere con entusiasmo il carisma di Comboni e della Famiglia comboniana”.