Sabato 28 febbraio 2026
Il 1° gennaio 2026 la comunità di Palorinya è stata ufficialmente trasferita dalla Provincia del Sud Sudan alla Provincia dell’Uganda. Il passaggio è avvenuto domenica 25 gennaio, durante la celebrazione di una solenne Eucaristia presieduta da padre Onzima Moses, sacerdote diocesano, nominato dal vescovo parroco della sottoparrocchia di Palorinya, in rappresentanza della diocesi.

Hanno concelebrato padre Gregor Schmidt (superiore provinciale del Sud Sudan), padre Kibira Anthony Kimbowa (superiore provinciale dell’Uganda), padre Abraham Hailu, rappresentante della comunità comboniana di Parolinya, e padre Ngbo Fufunga Justin (della comunità di Lomin, in Sud Sudan). Presenti anche gli altri due membri della comunità comboniana di Parolinya: fratel Fischnaller Erich e fratel Okello Lawrence. Alla celebrazione ha partecipato soprattutto la comunità locale della sottoparrocchia di Palorinya.

La presenza dei missionari comboniani a Palorinya è legata all’arrivo dei rifugiati provenienti dal Sud Sudan. I confratelli, soprattutto dalla missione di Lomin (diocesi di Yei), fin dl 1987 decisero di spostarsi assieme alla gente finché questa si stabilì definitivamente a Palorinya. Qui i comboniani hanno assunto la cura pastorale dei rifugiati e avviato alcuni laboratori per offrire formazione professionale alla popolazione. Sia l’attività pastorale sia il centro di formazione hanno avuto un grande impatto sulla vita dei rifugiati e della comunità locale. L’assistenza pastorale continuerà nelle 17 cappelle distribuite nel campo dei rifugiati.

I due superiori provinciali, padre Gregor e padre Anthony, hanno fatto visita a mons. Sabino Ocan Odoki, vescovo della diocesi di Arua. È stato un incontro molto arricchente, durante il quale è stato espresso grande apprezzamento per la prolungata presenza dei missionari comboniani accanto ai rifugiati di Palorinya. Si sono poi chiariti alcuni aspetti della collaborazione pastorale con la diocesi.

Siamo grati al Signore e a tutto l’Istituto per questa opportunità di essere vicini ai fratelli e alle sorelle che vivono nel campo dei rifugiati, che sono davvero uno dei volti più concreti dei più poveri e abbandonati del nostro tempo.

Che la nostra presenza e la disponibilità a camminare con questi ultimi della società possano aprire nuove porte di speranza per loro.

Padre Kibira Anthony Kimbowa, mccj