Giovedì 28 maggio 2026
Il 25 maggio, nella scuola “Alfredo Fiorini” di Borgo Hermada, alla presenza dell’Associazione Fiorini, della sorella Patrizia di fr. Alfredo, di noi missionari comboniani e del parroco, sono stati consegnati agli studenti che si sono distinti non per rendita accademica ma per spirito di servizio e di collaborazione, un premio. Questi studenti hanno ricevuto il titolo di “stelle di Alfredo”, perché sono diventati luci importanti per l’istituzione educativa e la comunità umana di Borgo Hermada, come dei piccoli “missionari a chilometri zero”.
L’Associazione Alfredo Fiorini, nata il giorno del funerale dell’omonimo medico e fratello missionario comboniano ucciso in Mozambico il 24 agosto del 1992, è diventata a Terracina un punto di riferimento importante. È nata da un amore: quello di Alfredo per l’Africa e quello dei terracinesi per Alfredo, soprattutto i suoi compagni di scuola e familiari. Quell’amore, passato attraverso la porta stretta del dolore per la perdita di una persona così cara, è diventato memoria: non un semplice “non ti dimenticherò mai”, ma un impegno, quello di portare avanti il sogno di Alfredo anche dopo la sua tragica partenza.
Il 25 maggio, nella scuola “Alfredo Fiorini” di Borgo Hermada, alla presenza dell’Associazione Fiorini, della sorella Patrizia di fr. Alfredo, di noi missionari comboniani e del parroco, sono stati consegnati agli studenti che si sono distinti non per rendita accademica ma per spirito di servizio e di collaborazione, un premio. Questi studenti hanno ricevuto il titolo di “stelle di Alfredo”, perché sono diventati luci importanti per l’istituzione educativa e la comunità umana di Borgo Hermada, come dei piccoli “missionari a chilometri zero”. Entrando nella scuola, guidata dal rettore Aldo con una professionalità profonda e umanissima, si respirava la presenza di Alfredo, ovvero la sua voglia di fare il bene, di non accontentarsi di sopravvivere ma di continuare a lottare, sempre, con amore, si sentiva in quei ragazzi il desiderio di resistere al male con il bene, e si vedeva nei loro occhi la luce di Alfredo. È stato un momento davvero significativo e missionario.
Abbiamo approfittato per consegnare ai ragazzi il Mondiario 2026-2027, spiegando loro l’importanza dell’assemblea costituente del 1946: dicevamo loro che in tempi di guerra e di distruzione, ci furono persone che furono pronte a mettere da parte differenze ideologiche, di partito, di genere, di estrazione sociale, nel nome del bene comune, per la costruzione della Repubblica: nacque la Costituzione e il sogno di una patria costruita sulla dignità, la libertà, il bene delle persone, puntando sul lavoro, sul rispetto, sulla giustizia, sulla nonviolenza. Oggi dobbiamo ritrovare quel filo rosso che ci unisce, che ci fa fratelli universali, che ci fa costruire il bene comune senza cadere nella logica della competizione, dell’egoismo e del profitto.
In sintonia con la tematica del Mondiario abbiamo condiviso il lavoro fatto dalla diocesi di Roma e da IRIAD su “I nuovi italiani nelle diocesi del Lazio”. Una ricerca che ha coinvolto 1083 ragazzi e giovani, italiani e stranieri, tra i 12-19 anni, delle scuole secondarie, che sottolinea l’importanza della famiglia, della religione e della scuola nel percorso di cittadinanza, in una società complessa e difficile. La scuola è l’istituzione più inclusiva, luogo di amicizie miste e di integrazione, dove nascono relazioni e conoscenze reciproche. Più dell’80% dei ragazzi di origine straniera si sentono italiani, anche se non lo sono riconosciuti giuridicamente e politicamente. La ricerca conclude affermando che i nuovi italiani non sono un problema e una minaccia, ma una risorsa vitale per il nostro paese. Contribuiscono e rendere nuova e migliore l’Italia.
E questo noi lo abbiamo constatato alla scuola A. Fiorini, dove il 30% degli alunni sono di origine straniera. E tra i ragazzi premiati con la stella di Alfredo diversi erano di origine non italiana. Abbiamo trovato dei ragazzi avidi di sogni, di speranze, di bene, ragazzi stupendi pronti per costruire un mondo senza la patina dell’indifferenza e la rassegnazione degli adulti.
Continuerà l’impegno dei missionari comboniani di Roma con la comunità terracinese: con l’associazione Alfredo Fiorini, la parrocchia san Domenico Savio, l’Azione Cattolica, gli Scout, vogliamo unire forze per trasformare territori.
Grazie fr. Alfredo per il tuo amore grande per Gesù e i poveri: è diventato linfa vitale nella tua comunità di origine, che ancora oggi, con ostinata speranza, fa memoria, resiste e si impegna.
Padri Daniele Zarantonello e Giorgio Padovan
Missionari comboniani