Venerdì 6 febbraio 2026
Il Corso comboniano di rinnovamento (CCR) è un periodo sabbatico che l’Istituto comboniano offre ai confratelli di età fra i circa 45 e i 70 anni. Quest’anno, la 50ª edizione del CCR ha come motto «Evangelizzatori con Spirito». Sono 12 i missionari che lo frequentano, presso la Casa Generalizia a Roma, da gennaio a maggio 2026, interrompendo le loro attività per fare una rilettura sapienziale della propria vita e ritornare poi in missione. I partecipanti provengono da sei paesi e da ministeri diversi dei vari settori della pastorale missionaria. Per età, vanno dai 50 ai 66 anni. Il CCR è coordinato dai padri Alberto Silva e Sylvester Hategk’Imana.
50° Corso comboniano di rinnovamento
“Evangelizzatori con spirito”
Una “pausa” per rinnovare le energie e riprendere il cammino della missione
Siamo 12 missionari, provenienti da diversi paesi e con un notevole ventaglio di culture diverse. Tra le nostre lingue, l’italiano è quella compresa dal maggior numero di persone, ma in certi momenti organizziamo anche un gruppo in cui si parla francese, affinché tutti possano condividere più facilmente esperienze e idee.
Per essere “missionari con spirito” come chiedeva Papa Francesco, sentiamo la necessità di premere il pulsante “Pausa”. E ringraziamo l’Istituto che ci dà questa possibilità di lasciare il nostro lavoro, per quanto importante e urgente possa sembrare, per vivere questi quattro mesi a Roma, recuperando le forze fisiche, psicologiche e spirituali. Cerchiamo un contatto vitale con le nostre “radici carismatiche” per ravvivare il fuoco missionario che Comboni ha acceso in noi e che vogliamo continuare a vivere; prendiamo coscienza del bagaglio di esperienza che abbiamo accumulato nel corso degli anni – i dodici partecipanti abbiamo tra i 25 e i 46 anni di voti, e desideriamo vivere con gioia e dedizione comboniana gli anni di vita e di servizio che abbiamo davanti.
In un mondo in cui la velocità e l’intensità degli impegni sembrano aumentare sempre di più, accettiamo come nostro l’invito di Gesù “Venite in disparte e riposatevi un po'” (Mc 6,31) – l’equilibrio tra l’intensità della missione e un tempo di rinnovamento ‘in compagnia di Gesù e della comunità dei discepoli’ ci renderà missionari ‘con spirito’, più felici e più dediti alla nostra missione comune.
Un percorso strutturato e olistico
Rendere la nostra vita un percorso di apprendimento permanente è qualcosa che dobbiamo alla nostra vocazione missionaria. Comboni voleva che fossimo “santi e capaci”, e questo obiettivo non si raggiunge in modo spontaneo o isolato, ciascuno per conto proprio. L’esperienza di oltre un secolo del nostro Istituto insegna che la nostra formazione continua deve essere organizzata, con ritmi pianificati a livello di comunità e di circoscrizione, e anche con momenti di formazione più intensiva, come i tre “corsi” organizzati a livello centrale, dopo i primi 10 anni di ordinazione o voti perpetui (ACFP), tra i 55 e i 70 anni d’età (CCR), e dai 70 anni in poi (CCA).
Questo corso (CCR) che ora abbiamo la grazia di vivere consiste in un periodo di quattro mesi in cui camminiamo insieme in un programma di rinnovamento che tocca le aree fondamentali della nostra vita comboniana:
La dimensione fisica: la nostra vita personale, comunitaria e la missione concreta che ci è stata affidata sono configurate anche dall’età che attraversiamo e dalla salute fisica che abbiamo. Prendiamo coscienza delle forze e dei limiti del nostro corpo e impariamo di nuovo a prenderci cura di noi stessi per poter dare alla missione il meglio delle nostre forze, senza pretendere di compiere prodigi, ma anche senza chiuderci in un comodo isolamento preoccupato solo dell’autoconservazione.
La dimensione psicologica: creiamo spazi e dinamiche di autoconsapevolezza, riconoscendo che la nostra vita emotiva e motivazionale si è sviluppata e maturata – così speriamo – con gli anni e con l’esperienza di vita. Anche le eventuali esperienze traumatiche possono aiutare a crescere, se sappiamo accogliere, purificare e integrare ciò che ci portano. La possibilità di avere un percorso personalizzato di accompagnamento psicologico dimostra che un aiuto professionale può essere decisivo per superare i blocchi e aprirci a nuove potenzialità.
La dimensione spirituale: la fede è una realtà viva, nasce in noi con il dono iniziale del battesimo e ha bisogno di essere alimentata nel corso della vita affinché possa fiorire e dare frutti. Nei vari ministeri che la missione ci affida, lavoriamo sempre per far nascere e crescere la fede in molte altre persone e gruppi umani. Se non curiamo il nutrimento e la crescita della nostra fede, essa può perdere vitalità e seccarsi. Niente è più triste di un missionario che ha perso la propria fede! Il CCR è un’occasione privilegiata per ricontattare le sorgenti della nostra vitalità spirituale. Il ritmo dell’accompagnamento spirituale personale, ma anche il contatto quotidiano con la Parola di Dio, la celebrazione curata dell’Eucaristia in comunità, così come i momenti di condivisione fraterna di ciò che viviamo settimana dopo settimana, nei “gruppi di vita”, sono altrettante possibilità affinché la fede riprenda vigore ed energia nella vita di ciascuno.
La dimensione comunitaria: il nostro Capitolo Generale del 2022 ci ricordava che sogniamo di essere “comunità fraterne riunite nel Signore, dove ci prendiamo cura gli uni degli altri”. Consapevoli che la nostra vita comunitaria è sempre orientata ad extra, al servizio della missione evangelizzatrice che ci è stata affidata, siamo qui invitati a sperimentare come la fraternità, vissuta anche nel concreto dei piccoli servizi quotidiani, sia il primo annuncio del Vangelo che possiamo fare. La ricca varietà di nazionalità e culture che caratterizza la comunità del CCR è un’opportunità e una sfida per vivere le nostre differenze non come una minaccia all’identità di ciascuno, ma come un invito ad ampliare gli orizzonti del cuore alle potenzialità che una comunità multiculturale può sempre aprire nell’ambito della missione.
La dimensione apostolica: un missionario è missionario sempre, anche quando riposa o quando entra in un tempo di raccoglimento, in silenziosa preghiera personale. In questi mesi di formazione, continuiamo a sentirci parte attiva del “corpo apostolico” che è il nostro Istituto e della Famiglia Comboniana in cui il nostro carisma assume le più diverse espressioni. In questa sede di Roma, ci sentiamo più in comunione con la Santa Sede, con i suoi vari servizi che coordinano e animano la missione di tutta la Chiesa. Incontrare missionari di passaggio e avere vicino i confratelli che coordinano la vita del nostro Istituto sono altrettanti stimoli a sentire la comunione missionaria che anima tutti noi.
Pellegrini in cammino missionario
Il nostro cammino missionario lungo la vita ci porta, con una certa frequenza, ad ascoltare di nuovo l’antica voce misteriosa della montagna: «Togliti i sandali, perché il luogo dove stai è sacro» (Es 3,5). La ascoltiamo quando arriviamo ai gruppi umani che siamo inviati ad evangelizzare, ma la ascoltiamo anche quando ci avviciniamo alla storia di vita di ogni confratello missionario con cui condividiamo un tratto di cammino. Ogni viaggio, ogni incontro, ogni momento di condivisione e di ascolto è un pellegrinaggio alla “montagna” dove possiamo incontrare Dio in modo sorprendente e ascoltare la sua voce.
In questo CCR, i momenti di pellegrinaggio che facciamo seguono – credo – la stessa dinamica: il viaggio alla grotta del presepe di San Francesco a Greccio, o la celebrazione eucaristica presso la tomba di San Pietro, e i giorni in cui partiremo per visitare i luoghi comboniani (Verona, Limone, ...) saranno momenti in cui il nostro pellegrinaggio potrà aprire la nostra mente e il nostro cuore affinché Dio ci dica di nuovo la parola nuova e antica che un giorno “disse” a San Daniele Comboni, lanciandolo con nuovo fuoco sui sentieri della missione.
Come Comboni, anche noi ripartiremo, evangelizzatori rinnovati dal fuoco dello Spirito.
Padre Fernando Domingues, mccj
|
PARTECIPANTI |
Paese di origine |
Data di nascita |
Ordinazione |
Paese di missione |
|
P. Rafael Armada |
Spagna |
22.03.66 |
O. 30.06.01 |
RSA |
|
Fr. Claudio Bozza |
Italia |
27.05.65 |
P. 05.05.01 |
SS |
|
P. Leonel Rodrigues Claro |
Portogallo |
21.08.62 |
O. 20.08.89 |
TCH |
|
P. Roy C. Paredes Zúñiga |
Perù |
20.02.64 |
O. 06.07.96 |
SS |
|
P. Clément B. B. Kazaku |
RD Congo |
25.12.76 |
O. 15.02.09 |
CN |
|
P. Timothée K. Hounaké |
Togo |
10.05.64 |
O. 14.08.93 |
TG |
|
P. Stefano Fazion |
Italia |
11.01.73 |
O. 24.9.00 |
IT |
|
Fr. Enrico R. y Gonzales |
Italia |
28.06.59 |
P. 01.05.92 |
TCH |
|
P. Fernando Domingues |
Portogallo |
21.03.59 |
O. 28.07.85 |
P |
|
P. José Domingos F. Oliveira |
Portogallo |
14.10.64 |
O. 10.07.94 |
P |
|
Fr. Francisco José R. Amarante |
Portogallo |
08.09.62 |
P. 01.05.97 |
P |
|
P. Gerardo A. C. Oviedo |
Perù |
28.12.75 |
O. 21.11.09 |
PE |
|
Coord.: P. Sylvester Hategk’Imana |
Uganda |
29.07.61 |
O. 26.06.94 |
Curia |
|
Coord.: P. Alberto Silva |
Portogallo |
01.08.55 |
O. 26.07.81 |
Curia |