Domenica 8 dicembre 2019
Durante il mese di novembre hanno avuto luogo nella rettoria di San Tomìo, a Verona (Italia), varie celebrazioni per il Centenario della presenza comboniana, che è stata una presenza ininterrotta, dal 1919 ad oggi. Le celebrazioni eucaristiche hanno messo in evidenza il nostro vincolo con la diocesi.

Soprattutto momenti celebrativi hanno raccolto i sentimenti di ringraziamento dei comboniani nella festa del centenario di presenza nella chiesa di san Tomio, a Verona. Si è cominciato con la celebrazione del 27 ottobre nella chiesa di San Nicolò per passare a quella presieduta da don Giuseppe Mirandola, direttore del Centro Missionario Diocesano il 3 novembre, a quella presideuta dal vescovo di verona mons. Giuseppe Zenti il 23 novembre, per finire con quella presieduta da p. Tesfaye Tadesse Gebresilasie, superiore generale, il 30 novembre. Vari confratelli si sono fatti presenti nelle divrse occasioni. Particolarmente gradita e significativa la presenza, il 23 novembre, del cardinale di Kinshasa Laurent Monsengwo. 

La presenza comboniana è cominciata nel novembre del 1919, alla morte di don Gaetano Zannoni, quando il Card. Bartolomeo Bacilieri, vescovo della città, volle affidare la rettoria ai comboniani forse per mantener viva la memoria dei ripetuti passaggi in quella chiesa di san Daniele Comboni e per ricordare il fatto che da vescovo il 3 e 10 dicembre 1877 ricevette il mandato e la benedizione del suo vescovo, il card. Luigi di Canossa, prima di ripartire per l’Africa con un drappello di nove missionari e le prime 5 suore comboniane.

Oggi la chiesa di San Tomio è un luogo significativo per il culto all’Eucaristia e per la celebrazione del sacramento della Riconciliazione.

Il vescovo mons. Giuseppe Zenti ha mandato un messaggio particolare alla comunità comboniana esprimendo anche la sua riconoscenza per il lavoro fatto in questi anni. [Comboniani.org]

Lettera del Consiglio Generale dei Missionari Comboniani

San Tomio, un importante
“polmone spirituale di Verona”

Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere…
Il tuo vestito non ti si è logorato addosso e il tuo piede non si è gonfiato
(Dt 8, 2.4).

No, no, Verona, l'ubertà del tuo suolo, l'amenità dei famosi tuoi colli, la dolcezza del tuo clima,
la magnificenza dei tuoi monumenti non sono ciò che ti fanno di vera gloria bella e onorata: perocché a che ti gioverebbero questi vanti senza la fede in Gesù Cristo? 
(San Daniele Comboni, Scritti 6070)

È possibile celebrare la nostra storia solo nella misura in cui sappiamo fare memoria degli eventi importanti che marcano la nostra vita personale e la vita della nostra comunità e solo se il fare memoria ci fa gustare maggiormente il presente e ci apre al futuro con speranza.

Celebrare 100 anni di presenza ininterrotta dei Missionari Comboniani a San Tomio diventa dunque occasione per fare memoria del dono che Dio ci ha fatto come Istituto e del cammino che ci ha fatto fare in questi lunghi anni di servizio e ministero ai fedeli che ci sono stati affidati da Dio, attraverso la chiesa. Come lo dicono bene i nostri confratelli presenti oggi a San Tomio: “abbiamo previsto delle celebrazioni per la ricorrenza giubilare del centenario, per fare dovuta memoria - carica di gratitudine! - di tutti i doni ricevuti dal Signore e condivisi con il popolo durante questi 100 anni, grazie alla presenza assidua e generosa di tanti confratelli, giovani e anziani, che qui hanno speso anni preziosi della loro passione missionaria. Vogliamo farlo assieme ai fedeli che frequentano la rettoria, in comunione con la diocesi, e uniti ai confratelli della Provincia italiana e dell’istituto”. Ricordarsi con gratitudine del passato, di come Dio ci ha condotto fino a qui e di come, prendendoci per mano, ci ha guidato all’incontro e al servizio dell’altro, di tutti i fedeli che ci ha fatto incontrare in questi lunghissimi anni, facendoci entrare in una storia cominciata già nel IV secolo. Dio fa la storia con il suo popolo e noi, grazie ai circa 70 confratelli che hanno lavorato a San Tomio, siamo parte di questa storia per cui non possiamo che ringraziare il Signore.

Guardare al passato con gratitudine diventa per noi anche occasione per rinvigorire le nostre forze per un servizio sempre più attento alle necessità spirituali dei fedeli e di coloro che vedono San Tomio come un importante “polmone spirituale di Verona”. Eucaristia, riconciliazione e missione sono oggi i cardini dell’azione comboniana nella rettoria al centro di Verona dove anche San Daniele Comboni, nostro Padre e Fondatore ha, a più riprese, celebrato e predicato. La passione con cui oggi continuiamo a servire i fedeli che frequentano la nostra rettoria, nasce da un impegno divenuto ormai secolare che si iscrive nell’azione pastorale e missionaria di tanti confratelli che a san Tomio hanno speso tempo e fatica, condividendo con il popolo di Dio l’amore per Gesù e la passione per l’annuncio del vangelo ai più poveri e abbandonati. Da 100 anni condividiamo con i fedeli la passione missionaria come uscire da sé stessi per andare incontro all’altro riconoscendolo come fratello o come sorella e partecipando così alla costruzione di un mondo nuovo dove tutti ci riconosciamo figli dello stesso padre e fratelli tra noi. Testimonianza di cui il mondo di oggi ha fortemente bisogno per fare avanzare il Regno di Dio in mezzo a noi.

Tutto questo ci apre ad un futuro di speranza. Un futuro in cui, riconciliati con il Padre, costruiamo tutti insieme un mondo nuovo dove, mano nella mano, camminiamo nelle strade del mondo aiutandoci a vicenda e dove l’altro non è il mio nemico, ma mio fratello da accogliere e da amare. Certamente la nostra azione missionaria a San Tomio di questi cento anni si scrive in quest’ottica di costruzione di un futuro migliore non solo localmente, ma dappertutto nel mondo come la nostra vocazione missionaria richiede.

Desideriamo concludere questo breve messaggio ringraziando tutti i confratelli che hanno lavorato a San Tomio e ringraziando la provincia italiana che continua ad essere presente nella chiesa di Verona che, come lo fu ai tempi di San Daniele Comboni, continua ad essere un faro di evangelizzazione e un luogo da cui riceviamo una spinta missionaria che ci invita ad andare verso i nostri fratelli più lontani.

Buona celebrazione!

Consiglio Generale
Roma, 10 ottobre 2019