NOTIZIARIO MENSILE DEI MISSIONARI COMBONIANI DEL CUORE DI GESÙ

DIREZIONE GENERALE

Professioni perpetue
Sc. Adanlesossi Koku Delanyo (Crépin) - Lomé Cacaveli (T) - 2 febbraio 2023
Sc. Djato Wilfried
- Lomé Cacaveli (T) - 2 febbraio 2023
Sc Kasereka Edgard Valyene
- Kimwenza (DRC) - 8 febbraio 2023
Sc. Nsinga Rombert - Ngeta (U) - 5 febbraio 2023
Sc. Mugerwa John Bosco
- Ngeta (U) - 5 febbraio 2023
Sc. Idro Denis - Mgeta (U) - 5 febbraio 2023
Sc Joseph Etabo Lopeyok - Utawala (KE) - 10 febbraio 2023

Sc David Oduor Ochieng - Utawala (KE) - 10 febbraio 2023

Ordinazioni sacerdotali
Muhindo Michel Kyasalya - Butembo (DRC) - 16 febbraio 2023
Kasoso Rab-Saba Raoul - Kinshasa (DRC) - 18 febbraio 2023

Opera del Redentore
Marzo: 01 – 07 CO; 08 – 15 E; 16 – 31 DSP
Aprile: 01 – 15 CN; 16 – 30 EC

Intenzioni di preghiera
Marzo:
Perché, per intercessione di San Giuseppe, custode della famiglia di Nazareth, i nostri Istituti possano sempre avere quanto necessario per vivere e portare avanti con dignità la missione di cui sono partecipi, e affinché siamo aiutati ad amministrare bene quanto ci è affidato. Preghiamo.
Aprile: Per quanti vivono nelle periferie dei grandi agglomerati urbani, perché trovino accoglienza, opportunità di partecipazione e di riscatto, promozione e rispetto, affinché le città riacquistino un volto umano. Preghiamo.

Ricorrenze significative

MARZO

15

Nascita di S. Daniele Comboni

 

17

San Patrizio, vescovo

LP (London Province)

19

San Giuseppe, sposo
della Beata Vergine Maria

Centrafrica

24

S. Oscar Arnulfo Romero

El Salvador, America Latina.

Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei mis­sionari martiri

27

B. Giuseppe Ambrosoli

(giorno della morte)

APRILE

25

San Pedro de San José

de Betancur, religioso

DCA (Centroamerica,

Costa Rica, Guatemala,

El Salvador, Nicaragua)

Pubblicazioni

Enzo Santângelo, mccj – Heitor Frisotti, mccj, Cristo da África ao Brasil – Messias e Profetas, Alô Mundo, São Paulo, gennaio 2023. In questo nuovo libro, P. Enzo Santângelo e il coautore, il compianto p. Heitor (Ettore) Frisotti, presentano un panorama di figure eccezionali, una raccolta di biografie, una esemplificazione viva dell’amore a Dio e al pros­simo. Con uno stile agile ed essenziale, senza retorica, si affronta anche il problema dell’apartheid e della discriminazione religiosa in Africa e in Brasile.

CURIA

Incontro dei Superiori delle Circoscrizioni comboniane a Roma

Domenica 26 febbraio, con la Messa presieduta da P. Tesfaye Tadesse, Superiore Generale, è iniziato l’incontro dei 27 Superiori di Circoscrizione – neoeletti o rieletti per il triennio 2023-2025 – presso la nostra Casa Generalizia. L’incontro, che si protrarrà fino al 19 marzo, ha lo scopo di pre­parare i Superiori al “servizio dell’autorità” in chiave sinodale, rafforzare i legami di comunione fra le varie Circoscrizioni e la Direzione Generale, e riflettere sulla Guida all’implementazione del XIX Capitolo Generale.

P. Tesfaye ha iniziato l’Eucaristia ringraziando tutti i superiori provinciali e delegati «di aver accettato il gesto di fiducia dei confratelli e di essere oggi qui come loro “servi e coordinatori”. Attorno alla mensa di Gesù – dove lui è al centro – cominciamo questo tempo di formazione perma­nente […]. Preghiamo Dio, nostro Padre, perché continui a prendersi cura della sua vigna. È lui l’agricoltore. Gesù è la vite. Noi siamo chiamati a essere i tralci».

Dopo la Messa, i Superiori e i membri della Direzione Generale si sono riuniti nella sala capitolare per una breve auto-presentazione e per pren­dere visione dell’agenda proposta per le tre settimane del loro incontro.

Lunedì 27 è stato un giorno di ritiro, animato da padre Teresino Serra. Martedì 28, sono iniziati i lavori di gruppo, seguiti da plenarie. Due i temi: “La vita dell’Istituto” e “Il servizio dell’autorità”. Due le domande poste per facilitare la riflessione e la condivisione: “Quali segni di vita, sfide e sogni vedi per l’Istituto e la tua provincia all’inizio del tuo mandato?”, e “Come ci vediamo e sentiamo all’inizio di questo periodo di servizio? Condividi attese, timori e speranze, e il peso e il valore dell’esperienza passata».

I lavori proseguiranno improntati a temi precisi: “Aspettative per il sessennio e implementazione”; “Il servizio dell’autorità”, “Gestione di situazioni particolari”, “Accompagnamento dei confratelli”, “Gestione delle proble­matiche sanitarie” … Lo scopo dell’incontro è chiaro: si sono scelti “i mi­gliori”, ma ora li si vuole “ottimi”.

Durante la giornata di domenica 26, i superiori provinciali e delegati delle circoscrizioni hanno accolto con profondo dolore la notizia del naufragio di un barcone che, a causa del forte vento e del mare in burrasca, si è schiantato contro la spiaggia di Steccato di Cutro (Crotone/Italia), cau­sando la morte di circa 70 migranti, tra cui tanti bambini. I superiori si sono detti in totale comunione con la Famiglia Comboniana (Comboniani, Comboniane, Secolari e Laici comboniani) presente in Italia, la quale ha reagito al tragico evento con un comunicato, in cui si appella alle autorità competenti dell’Italia e dell’Unione Europea perché facciano tutto il possibile perché simili tragedie non accadano più, e s’impegnino ad accogliere i rifugiati e le rifugiate provenienti dal Sud del mondo, perché sono esseri umani che chiedono di vivere con più dignità.

CONGO

La visita di Papa Francesco e due incontri provinciali

I missionari comboniani in Congo hanno vissuto tre momenti intensi che hanno segnato la loro fede e la vita della Chiesa locale: la visita di Papa Francesco, l’assemblea provinciale post-capitolare, e il ritiro annuale.

Dopo una lunga attesa, finalmente, il 31 gennaio scorso, Papa Francesco è arrivato a Kinshasa per una visita pastorale. Numerosi viali della capi­tale erano stati adornati con insegne luminose e scintillanti e con poster giganti su cui spiccava la scritta; Pape François! Boyei bolamu! (“Benve­nuto, Papa Francesco!”). Per tutto il tempo della sua permanenza nella capitale, sul web sono stati ‘postati’ moltissimi videoclip di cori che can­tavano e ballavano, e le stazioni televisive locali hanno trasmesso bellis­simi programmi sulla missione del Papa. Il logo ufficiale della visita è stato stampato su mille cose: giacche, T-shirt, cappellini, polo, sedie, copertine di opuscoli, libri di preghiera, bandiere… e ha fatto la sua bella figura sul podio dove era stato posto l’altare, all’aeroporto di Ndolo, dove la messa è stata celebrata davanti a 1.500.000 fedeli. Allo Stadio dei Martiri, dove il Santo Padre ha incontrato i giovani e i catechisti, gli organizzatori hanno calcolato la presenza di oltre 100.000 persone venute ad ascoltare il mes­saggio di Papa Francesco.

Indovinatissimo il tema scelto per la visita del Papa: “Tutti riconciliati in Gesù Cristo”. Durante l’intera notte precedente la celebrazione del 1° feb­braio all’aeroporto, un fiume di fedeli si è riversato nella grande spianata, sia per assicurarsi un posto, sia per prepararsi all’Eucaristia con il sacra­mento della riconciliazione. Nel numero di confessori figuravano anche numerosi confratelli comboniani.

Dopo la Messa, nel pomeriggio, il Papa ha incontrato alcune vittime delle violenze che da anni dilaniano il Congo Orientale. Nel suo discorso, Fran­cesco ha usato chiare parole di accusa contro i media internazionali per il loro silenzio su questa drammatica situazione. Decisa e tagliente la sua denuncia contro l’ingiusta occupazione della parte orientale del paese, contro i massacri della popolazione e lo sfruttamento illegale e selvaggio delle risorse naturali e minerarie del paese. Ha urlato: «Giù le mani dalla Repubblica Democratica del Congo! Giù le mani dall’Africa! Basta soffo­care l’Africa: non è una miniera da sfruttare o un suolo da saccheggiare». Ha poi chiesto con forza che «le popolazioni siano lasciate in pace». Ha quindi puntato il dito contro gli attori politici locali e internazionali, complici di questa guerra, invitandoli con forza a cambiare prospettive e atteggia­menti. Non ha esitato a dire che il paese soffre della mancanza di buon governo e dell’assenza di personalità di spicco capaci di agire nell’inte­resse di tutti.

Ha ripetutamente incoraggiato tutti a ringraziare Dio per le ricchezze e i beni presenti sul suolo e nel sottosuolo congolesi, a «prendersi cura della nostra casa comune e impegnarsi a costruire una fratellanza universale».

L’icona del diamante insanguinato, utilizzata dal Papa per descrivere l’at­tuale situazione del Congo, ha toccato molte coscienze, trasformandosi in un accorato appello alla conversione per agire e restituire al Congo la sua dignità.

Parlando ai religiosi e ai sacerdoti accorsi in cattedrale, il Papa li ha esor­tati a essere seri nel loro apostolato, evitando la mediocrità spirituale, il conforto mondano, la superficialità e la ricerca del proprio comodo.

La visita di Papa Francesco ha ricordato a tutti noi le nostre responsabi­lità, e ci ha incoraggiato a vivere i nostri impegni cristiani, la nostra con­sacrazione religiosa e missionaria, con particolare attenzione ai poveri.

Un totale di 79 missionari comboniani (sacerdoti, fratelli e scolastici) hanno partecipato alla grande Messa celebrata dal Papa e all’incontro con i religiosi nella cattedrale di Nostra Signora del Congo.

Assemblea provinciale – Dopo il momento di grazia rappresentato dalla visita del Papa, i missionari comboniani hanno celebrato la loro assem­blea provinciale post-capitolare, durante la quale hanno “accolto” gli Atti dell’ultimo Capitolo, promettendosi di attuarli nel contesto della loro mis­sione in Congo. Abbiamo ascoltato, dialogato, fatto discernimento e scelto le nostre priorità per il prossimo sessennio alla luce del XIX Capi­tolo generale, ossia la sostenibilità della vita economica, la formazione ad intra e ad extra, e la missione nella sua forma specifica dell’anima­zione missionaria e dell’impegno per la Giustizia, la Pace e l’Integrità del Creato (GPIC).

Colpiti da una situazione di insicurezza e di ingiustizia, di povertà e di sfruttamento illegale della nostra terra, sentiamo il bisogno di impegnarci con maggiore determinazione per la giustizia, pace e integrità del creato. Da qui, l’opzione per la creazione di un osservatorio GPIC nella nostra provincia. Insieme, attraverso diversi workshop, abbiamo cercato di fare spazio allo Spirito e di lasciarlo parlare per illuminarci nel nostro discerni­mento.

Durante l’assemblea, siamo stati onorati della presenza di P. Elias Sindjalim, Assistente Generale responsabile dell’Africa francofona. La sua presenza è stata un segno della nostra comunione con l’Istituto e della fraternità comboniana. Ci ha incoraggiato ad andare in profondità per dare qualità alla nostra presenza missionaria in Congo, dando priorità alla comunione fraterna e alla fedeltà al carisma comboniano.

Al termine dell’assemblea, è stata scattata una foto di gruppo, che ritrae tutti i partecipanti con un foulard con l’immagine di Comboni, per cele­brare il giubileo d’argento della fondazione della casa editrice Afrique­spoir. Jean Claude Kobo, il direttore della rivista, ci ha esortato a una maggiore responsabilità nella distribuzione della rivista nei nostri vari am­bienti di apostolato, convinti che si tratta di un valido mezzo di animazione per far crescere la chiesa locale nella sua dimensione missionaria e di autosostentamento. Per non parlare poi della sua capacità di ampliare sempre più la nostra rete di amicizie.

L’assemblea provinciale ha registrato una grande partecipazione di con­fratelli provenienti dalle nostre diverse missioni e case di formazione.

Nel parco della nostra foresteria di Kimwenza, abbiamo un piccolo cimi­tero per i confratelli che ci hanno lasciato per tornare alla casa del Padre. Vi è sepolto anche Fratel Ivan Cremonesi. L’8 febbraio 2023 abbiamo commemorato il primo anniversario della sua morte. I confratelli presenti all’assemblea hanno pregato le Lodi intorno alla sua tomba in segno di riconoscimento e gratitudine per il servizio da lui reso alla missione in Congo.

Ritiro annuale – Al termine dell’assemblea provinciale, i confratelli si sono trattenuti per il ritiro annuale guidato dalla Reverenda Suor Josée Ngalula, Suora di Sant’Andrea, teologa e membro della Commissione Teologica Internazionale. Il tema del ritiro è stato: “Sospinti insieme dallo Spirito Santo per la missione”. Attraverso meditazioni bibliche, la suora ci ha portato a prendere coscienza delle molte grazie di Dio che ognuno di noi porta con sé, non per sé stesso, ma per la missione – una missione che deve essere compiuta nella comunione fraterna e in un profondo radicamento in Cristo. La nostra gioia più profonda non deve essere radicata nei risultati esteriori – che a volte sono casuali – bensì nel fatto che abbiamo com­piuto la volontà di Dio e che il nostro nome è scritto in cielo (Lc 10,17-41). In breve, il nostro merito non sta in quello che facciamo, ma nella nostra capacità di vivere e trasmettere al mondo, con gioia, l’esperienza dell’incontro con Gesù Cristo, sia personale che comunitario. Fatto questo, possiamo dire: «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare» (Lc 17:10).

La Circoscrizione comboniana del Congo ringrazia il Signore per questi momenti di molteplici grazie che abbiamo sperimentato. Esse ci hanno rafforzato nella nostra vocazione missionaria, ci hanno permesso di con­solidare una comunione fraterna più vera e autentica, e ci hanno rinvigo­rito per ripartire in missione con gioia, mossi dallo Spirito di Dio e dalla passione di San Daniele Comboni.

Le linee principali del nostro programma sono state definite alla luce degli orientamenti del XIX Capitolo generale. L’applicazione del “approccio ap­prezzativo” nello sforzo di programmare il nostro piano sessennale ci ha aiutato a lavorare su uno schema chiaro: a) fase di ascolto della nostra realtà sociale, ecclesiale e comboniana; b) fase di discernimento, che ha portato alla scelta delle priorità e di impegni precisi da concretizzare nel sessennio 2023-2029. Alla fine, abbiamo affidato questo nuovo inizio al Signore, per l’intercessione di San Daniele Comboni.

La nostra missione è difficile, sì, ma bella ed entusiasmante, e vogliamo viverla pienamente “insieme”, come un cenacolo di apostoli, come una famiglia.
Padri Sisko Barin e Léonard Ndjadi Ndjate

España

XXXV Incontro sull’Africa

Il 4 e 5 febbraio si è svolto a Madrid il XXXV Incontro con l’Africa, orga­nizzato dalla rivista Mundo Negro e dai Missionari Comboniani della pro­vincia di Spagna. Con il titolo “Trasformatrici”, questa edizione ha dato spazio al protagonismo delle donne africane, su cui si sono incentrate le cinque coinvolgenti conferenze tenute da altrettante donne, tre delle quali provenienti dal continente africano.

L’incontro è stato aperto dalla camerunese Sonia Mankongo, che ha illu­strato a un pubblico di circa 120 persone la situazione generale delle donne in Africa, con le loro lotte, difficoltà e conquiste. A lei sono seguite altre tre oratrici che hanno affrontato aspetti più specifici: Maria Luna, membro del gruppo Giustizia e Solidarietà della Conferenza spagnola dei religiosi (CONFER), ha presentato le conquiste civili delle donne di Mai­duguri, nello Stato nigeriano del Borno; Asha Ismail, fondatrice di ‘Save a Girl Save a Generation’ (‘Salva una ragazza, e avrai salvato una gene­razione’), ha raccontato in prima persona la sua lotta contro le mutilazioni genitali femminili, una pratica tradizionale che sta ancora causando im­menso dolore tra le donne africane, ma non solo; Maria Luisa Puglisi, religiosa delle Suore Adoratrici Ancelle del Santissimo Sacramento e della Carità (dal 2000 referente regionale per l’Europa di Talitha Kum, la Rete Internazionale della Vita Consacrata contro la tratta di persone) ha illustrato il lavoro che la sua congregazione svolge in Spagna, acco­gliendo e accompagnando donne, per lo più africane, vittime della tratta e dello sfruttamento.

L’attrazione principale dell’evento è stata la partecipazione della signora Yvette Mushigo, coordinatrice della rete Synergy of Women for Peace and Reconciliation, con sede nella città congolese di Bukavu, che ha ri­cevuto il “Premio Mundo Negro per la Fraternità 2022” dalle mani del su­periore provinciale, padre Miguel Ángel Llamazares González. Yvette Mushigo è congolese e coordina una rete di donne di Rd Congo, Burundi e Rwanda, con l’obiettivo di porre fine ai discorsi di odio, creare coesione e sensibilizzare la gente sui diritti delle donne, ancora troppo poco rispet­tati nelle zone di conflitto dell’est della Rd Congo.

Domenica 5 febbraio, il XXXV Incontro sull’Africa si è concluso con una messa celebrata secondo il rito congolese, presieduta da padre Boniface Gbama nella chiesa parrocchiale della Santissima Trinità di Madrid.

KENYA

Voti perpetui e ordinazioni diaconali

Il 10 e l’11 febbraio sono stati due giorni d’intensa attività e traboccanti di ‘grazia dall’alto’ per la comunità cattolica della parrocchia di Utawala, in­titolata a St. Daniel Comboni. Al centro della festa c’erano due giovani confratelli, Joseph Etabo Lopeyok e David Oduor Ochieng, che si appre­stavano a emettere i loro voti perpetui e a ricevere l’ordinazione diaco­nale. A festeggiarli, invece, c’erano l’intera comunità parrocchiale, le due famiglie degli ordinandi, e numerosi membri della Famiglia Comboniana presente in Kenya. La professione perpetua ha avuto luogo venerdì 10; l’ordinazione, sabato 11.

I due eventi sono stati momenti di grande festa e di profonda spiritualità. La gioia era alle stelle, frammista a un briciolo di sano orgoglio: Etabo è il primo membro del gruppo etnico dei Turkana a fare la professione per­petua nell’istituto dei Missionari Comboniani, che si apprestano a cele­brare il 50° anniversario della loro presenza in Kenya.

Il superiore provinciale, padre Andrew Wanjohi, durante l’omelia, ha par­lato della gioia di appartenere alla Famiglia Comboniana e della disponi­bilità di ogni confratello a essere “inviato”. Rivolgendosi direttamente ai due neo-professi, ha ricordato loro il fatto che, pur essendo ora “membri radicali della provincia del Kenya”, sono chiamati a rimanere sempre di­sposti a ottemperare, con spontanea e rispettosa adesione della volontà, alle esigenze dell’intero istituto.

Riferendosi poi al passo evangelico del giorno, Marco 7:31-37, che rac­conta della guarigione di un sordomuto operata da Gesù in una località della Decapoli (regione pagana), padre Andrew ha fatto notare come l’uomo guarito, nonostante l’ingiunzione da parte di Gesù di «non parlare a nessuno dell’accaduto», non poté trattenere per sé la grazia ricevuta, e si mise a proclamare a tutti la bellezza del suo incontro con Gesù e la gioia provata per la guarigione ottenuta. Ha aggiunto: «Anche voi, neo professi, dovete sentire il bisogno e l’urgenza di gridare a tutti la gioia del vostro incontro con Gesù».

L’11 febbraio è stato il giorno dell’ordinazione diaconale. Cristiani prove­nienti da varie parti del Kenya hanno riempito di colori la celebrazione, sfoggiando gli abiti più tipici delle loro proprie culture. A presiedere la ce­lebrazione è stato Monsignor Bert van Megen, Nunzio apostolico in Ke­nya e Sud Sudan. Conoscitore e sincero amico dei comboniani da lungo tempo, commentando la recente visita di Papa Francesco in Sud Sudan, non ha potuto fare a meno di parlare con affetto e nostalgia del ruolo ricoperto dai missionari comboniani in quella martoriata nazione.

La prima lettura della messa rituale parlava di Mosè, e Mons. Megen ha sottolineato che, solo dopo aver acquisito la mitezza, il grande condot­tiero poté intercedere per il popolo. Da qui il suo chiaro invito rivolto a tutti – cristiani e missionari – a camminare accanto alla gente, condividendone la vita, per poter intercedere per loro. Non solo: dovranno anche avere il coraggio di opporsi a ogni tipo di ingiustizia e denunciare abusi perpetrati da leadership corrotte. Come Mosè, anche i neo-ordinati dovranno assu­mere il ruolo di profeti sofferenti. Del resto, i comboniani hanno una lunga tradizione di lotta e resistenza accanto a popolazioni oppresse e croci­fisse, pagando questo loro coraggio a caro prezzo. Ma questo non desta meraviglia in un istituto fondato da un amante della Croce come S. Da­niele Comboni. «Il vostro Fondatore sapeva di aver bisogno di missionari coraggiosi, generosi e pronti a tutto, dato l’ambiente di lavoro in cui si sarebbero trovati. Siate degni seguaci di tale Padre e Fondatore». La ce­rimonia si è conclusa con un lauto pranzo, preparato dai parrocchiani e dalla comunità di Utawala.

Inaugurazione della nuova casa provinciale in Kenya

Mons. Philip Arnold Anyolo, arcivescovo di Nairobi, ha inaugurato la nuova sede provinciale dei Missionari Comboniani a Nairobi il 14 febbraio 2023, durante l’assemblea provinciale.

Padre Andrew Bwalya, superiore dalla comunità della casa provinciale, ha rivolto all’arcivescovo parole di gratitudine per aver accettato l’invito a venire a benedire la nuova casa.

Dopo il taglio del nastro, il vescovo ha benedetto i vari ambienti della nuova sede provinciale. Poi tutti i partecipanti all’assemblea si sono recati nella cappella per la celebrazione dell’Eucaristia.

Durante l’omelia, l’arcivescovo ha ringraziato il Signore per la nuova e bella abitazione: «Di certo, consentirà ai missionari di trascorrervi gior­nate di riposo e ritrovare nuove energie per riprendere il lavoro dell’evan­gelizzazione. Dovrà anche essere un luogo dove potrete vivere in comu­nità come discepoli di Gesù».

Il superiore provinciale, p. Andrew Wanjohi, dove aver ringraziato senti­tamente l’arcivescovo per aver accettato di onorare l’occasione con la sua presenza, ha ringraziato anche tutti coloro che hanno contribuito, di­rettamente o indirettamente, alla realizzazione della nuova struttura.

ITALIA

Le novità dell’Associazione Comboniana Servizio Emigranti e Pro­fughi (ACSE) a Roma

Le attività dell’ACSE continuano con il sollecito e generoso impegno di soci e collaboratori. Dal 31 gennaio, c’è un nuovo servizio offerto agli as­sistiti: è stata infatti accordata una convenzione con la Facoltà di Farma­cia e Medicina, dell’Università di Roma “La Sapienza”, per iniziare attività di “Tirocinio di igiene dentale”.

Iscrizione ai servizi – Le iscrizioni ai corsi di italiano e informatica, alle cure dentistiche, e alla possibilità di ricevere pacchi viveri continuano, con sempre nuove richieste. Oggi gli assistiti sono oltre 700: 170 sono iscritti ai corsi di italiano, informatica, inglese e “taglio e cucito”; 140 ricevono cure dentistiche; ogni settimana, circa 400 persone ricevono pacchi vi­veri. L’anno scorso, sono stati distribuiti 2.987 pacchi viveri per 404 per­sone (circa 20 tonnellate di cibo).

I migranti assistiti provengono da 48 nazioni diverse, tra cui Egitto, So­malia, Bangladesh, Perù, Nigeria, Afghanistan, Tunisia, Siria, Uganda, Came­run, Albania, Venezuela, Guinea-Bissau, Mali, Gambia, Costa d’Avorio, Eritrea, Senegal, Sierra Leone, ecc. Circa 20 sono Ucraini.

Borse di Studio – È stata varata l’iniziativa Adotta uno studente univer­sitario. Grazie alla collaborazione di singole persone, degli Istituti Com­boniani e della Migrantes nazionale, quest’anno saranno distribuite 40 borse di studio di 900,00 € ciascuna. Non si tratta di una grossa cifra, ma per gli studenti è vera manna del cielo. Negli ultimi 2 anni, ben 12 mi­granti, aiutati dalle nostre borse di studio, si sono laureati. Uno di loro, Kone Abdoul, rifugiato politico, ha ricevuto il premio destinato ai 500 stu­denti più meritevoli di tutti gli atenei italiani.

Corsi di italiano e informatica – Nel 2023, gli studenti dei corsi di ita­liano sono divisi in 11 gruppi: 4 on-line e 7 in presenza. I corsi sono dall’A0 all’A1, A2, B1 e B2. Sempre più numerose sono le richieste per l’esame di livello “Celi B1”, valido per l’ottenimento della cittadinanza italiana. Ol­tre ai corsi di lingua, offriamo iniziative culturali, quali la visita al Quirinale, al Palazzo delle Esposizioni, Musei capitolini, viste guidate al Centro sto­rico di Roma, ecc.

Due i corsi di informatica offerti: uno di base e uno per l’ottenimento della Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (International Certification of Digital Literacy, ICDL).

Studio odontoiatrico – L’attività dell’ambulatorio dentistico prosegue re­golarmente con cinque turni settimanali, tra mattino e pomeriggio. I turni sono coperti da 5 dentisti che operano assieme a 2 o 3 collaboratori. Si curano circa 30/35 pazienti la settimana.

Linee-guidaP. Venanzio Milani, Presidente dell’Acse, tiene a precisare le linee-guida dell’azione della Associazione: 1. favorire la cultura del ri­spetto della vita e delle persone; 2. qualificare i servizi resi; 3. promuovere il volontariato; 4. essere presenti in campagne a favore dei migranti; 5. interagire con altre associazioni o organismi similari. E precisa: «Qualifi­care sempre più professionalmente i servizi attualmente resi e ricercan­done dei nuovi, secondo le nuove esigenze, rimane una nostra priorità. Ma dobbiamo tener sempre presente che, al di là dei servizi offerti, oc­corre maturare un’attenzione e una sensibilità rilevanti per le singole per­sone dei migranti, cercando di conoscerle nella loro identità e valori. La conoscenza è essenziale per chi cerca di accompagnarli sulla strada dell’inclusione sociale e dell’interazione culturale».

MEXICO

I vescovi del Messico hanno inaugurato un “novennio” in onore della Vergine di Guadalupe, invitando tutti a prenderne parte

Il novennio (periodo di nove anni) indetto è in vista del Progetto Pastorale Globale (2031-2033) per commemorare il 500° anniversario delle appa­rizioni di Nostra Signora di Guadalupe (9-12 dicembre1531) e il bimille­nario della nostra redenzione in Gesù Cristo. Scrivono i vescovi: «Questo Progetto intende presentare Gesù Cristo, vivo e risorto, vicino a noi, com­pagno di viaggio, che allarga i nostri orizzonti e ci dà fiducia di fronte alle realtà complesse in cui viviamo […] Il terzo decennio del terzo millennio della Redenzione ha provvidenzialmente un significato speciale per la nostra nazione messicana, perché pochi anni dopo l’arrivo del Vangelo in queste terre, nell’anno 1531, Santa Maria di Guadalupe fece riecheg­giare con le sue parole la bontà e la novità dell’annuncio cristiano, che purtroppo era stato ferito dalla spada della conquista».

I vescovi vedono questo progetto come una loro risposta all’appello con­creto che il Santo Padre Francesco rivolse loro in occasione della sua visita in Messico, nella Cattedrale Metropolitana, il 13 febbraio 2016, quando li esortò a «promuovere un progetto pastorale serio e qualificato, impegnato ed esigente, capace di andare oltre circostanze e criteri fun­zionali o meramente circostanziali».

Il progetto pastorale utilizza il classico metodo della Revisione di Vita, comunemente individuato dai tre verbi che ne fissano i passaggi: “ve­dere”, “giudicare/interpretare”, e “agire” come un popolo redento da Gesù Cristo, sotto lo sguardo amorevole di Santa Maria di Guadalupe.

Tra i vari impegni, c’è anche quello, molto concreto, di «identificare e ac­compagnare i gruppi vulnerabili della nostra società: migranti, donne mal­trattate, senzatetto, vittime delle continue calamità naturali, giovani a ri­schio, malati e carcerati, tra gli altri».

Ci sono tre aspetti missionari molto evidenti nel progetto pastorale: quello di una “Chiesa in uscita”, che rafforza l’esperienza della Missione Conti­nentale; quello della missione Ad Gentes, che ci rende presenti in tutte le periferie esistenziali-geografiche; e quello di riconoscere e assumere nei nostri processi pastorali la conversione pastorale, la sinodalità e la ric­chezza del cosiddetto “Metodo Guadalupano di Evangelizzazione”.

Come già Papa Francesco, anche i Vescovi del Messico si dicono felici di constatare che la vitalità, la gioia e lo spirito di festa del popolo messi­cano si possono riscontrare in particolare negli adolescenti e nei giovani del Paese. Su di essi i vescovi fanno affidamento, e invitano a «realizzare progetti pastorali volti ad accompagnare e aiutare i giovani a rischio di violenza, traffico di droga, prostituzione, tratta di esseri umani, ecc…, provvedendo loro ambienti più sani e in grado di aiutarli a sviluppare il loro spirito giovanile».

MOÇAMBIQUE

Ordinazione episcopale di mons. António Bogaio Constantino a Beira

Nella mattinata di domenica 19 febbraio 2023, mons. António Manuel Bo­gaio Constantino, nominato da Papa Francesco vescovo ausiliare dell’Ar­cidiocesi di Beira il 13 dicembre 2022, ha ricevuto l’ordinazione episco­pale. La solenne celebrazione ha avuto luogo nel Padiglione Multiuso del Ferroviário a Beira, la seconda città del Mozambico e capitale della pro­vincia di Sofala, nella parte centrale del paese.

Mons. Claudio Dalla Zuanna, Arcivescovo di Beira, ha presieduto alla consacrazione, assieme ai vescovi ordinanti mons. Inácio Saúre, arcive­scovo di Nampula e presidente della Conferenza episcopale (CEM), e mons. João Hatoa Nunes, vescovo coadiutore dell’arcidiocesi di Maputo e vicepresidente della CEM. Erano presenti anche i vescovi mons. Fran­cisco Chimoio, arcivescovo di Maputo, Mons. Diamantino Antunes, ve­scovo di Tete, e mons. Hilário da Cruz Massinga, vescovo di Quelimane. Tra i missionari comboniani c’erano P. David Costa Domingues, vicario generale e rappresentante del Consiglio generale, e P. José Joaquim Luis Pedro, superiore provinciale del Mozambico.

Dopo avere pronunciato la preghiera di ordinazione, Mons. Claudio ha proseguito la celebrazione con i cosiddetti Riti Esplicativi: l’unzione con il sacro Crisma, la consegna del libro dei Vangeli, dell’anello, della mitra e del pastorale, l’insediamento e l’abbraccio di pace. Riti che manifestano il servizio a cui è chiamato il vescovo: pascere, insieme a tutti i vescovi, con mansuetudine, fedeltà e pienezza di cuore, il gregge di Dio sparso su tutta la terra.

Durante l’omelia, l’Arcivescovo di Beira ha esortato il suo ausiliare ad as­sumere la missione che il Signore gli affida, cercando di donarsi al servi­zio della Chiesa e delle persone più bisognose. «Che le mamme delle zone rurali, che non hanno mai visto un vescovo, si sentano sostenute dalla tua missione pastorale», ha sottolineato mons. Claudio.

Da parte sua, nel suo primo discorso da vescovo, mons. Bogaio Con­stantino ha spiegato di aver ricevuto la nobile, spinosa e impegnativa missione di pastore con «timore e tremore», mosso però dal grande de­siderio di «servire, servire e servire la Chiesa». Rivolgendosi poi a mons. Claudio, suo superiore nell’episcopato di Beira, ha promesso di collabo­rare con lui, aggiungendo: «Il tuo dolore sarà il mio dolore, e la tua gioia sarà la mia gioia». Rivolgendosi all’assemblea, il nuovo pastore ha lan­ciato la seguente sfida: «Contate su di me, come io conto su di voi, ma ognuno deve assumersi le proprie responsabilità». Ai suoi confratelli ha detto: «Adesso sono vescovo, ma senza smettere di essere missionario comboniano».

NAP

A Kathleen Carroll il premio di “Insigne Comunicatore dell’anno”

Scrivere può essere difficile, e comunicare un messaggio chiaro ancora di più. Tuttavia, Kathleen (Katie) Carroll, redattrice della rivista Comboni Missions Magazine, scrive ogni anno storie stimolanti, intensamente sen­tite e informative.

Questo è uno dei tanti motivi per cui Katie è stata scelta come Distingui­shed Communicator of the Year 2023 dalla Gilda Salesiana di Cincinnati. È stata premiata durante la celebrazione annuale dell’associazione, te­nuta presso il Centro Missionario Comboniano, il 28 gennaio 2023.

La candidatura di Katie a questo premio è stata sostenuta dalla sua col­lega Lindsay Braud. Nel designarla, Lindsay ha scritto: «In tutto ciò che fa, Katie si tuffa a capofitto. Senza un attimo di esitazione, Katie salta su un aereo e viaggia attraverso il mondo per avere una storia e delle im­magini da pubblicare, anche se questo significa trascorrere due setti­mane nella Repubblica Centrafricana, circondata dalla violenza e senza conoscere una parola della lingua locale».

Negli ultimi sei anni, Katie ha lavorato per i Missionari Comboniani, rac­contando le loro storie e condividendo il loro carisma. La sua carriera, tuttavia, iniziò alla F&W Publications, continuata poi in molti anni di ser­vizio presso la Franciscan Media (società multimediale che comprende la rivista Il Messaggero di Sant’Antonio – St. Anthony Messenger). Di re­cente, ha assunto anche il ruolo di esperta di comunicazioni per le Suore della Divina Provvidenza a Melbourne, nel Kentucky. In ogni nuovo im­pegno, Katie ha appreso nuove competenze per arricchire un curriculum già eccezionale.

«Il lavoro di Katie come redattrice della rivista Comboni Missions Maga­zine trova sempre un buon equilibrio tra le notizie del mondo cattolico, le storie personali prevenienti dalle missioni, e le difficili realtà che si incon­trano nella vita di missione», ha continuato Lindsay nella sua lettera di motivazione. «Il mondo può essere pieno di oscurità, ma la luce supera sempre l’oscurità. Katie contribuisce a far emergere questa luce nella no­stra rivista. Le storie, che a volte mettono in luce situazioni difficili, recano sempre speranza. E questo perché Katie stessa cerca il meglio in ogni persona in grado di offrire alla rivista lo stesso suo idealismo, per poi condividerlo con il mondo».

Azzeccata la decisione di consegnare il premio di quest’anno presso il Centro Missionario Comboniano, permettendo così ai collaboratori e agli amici missionari di Katie di prendere parte alla bella celebrazione. Padre Ezama Ruffino, superiore provinciale della Comboni North American Pro­vince, ha concelebrato la Messa con Padre Dan Dorsey dei Glenmary Home Missioners. Una cena con catering, la consegna del premio e il discorso di un oratore di spicco hanno completato la serata.

Nel suo discorso di accettazione Katie ha detto: «Scrivere è davvero molto impegnativo. I nostri missionari sono incredibili. È davvero facile scrivere belle storie quando si hanno belle storie da raccontare. Ho la fortuna di raccontare storie che sono anche significative. È un privilegio lavorare per le suore e i missionari».

L’Associazione Salesiana è una comunità di comunicatori cattolici della Greater Cincinnati. Essa offre ai propri membri la possibilità di coltivare reciproche relazioni spirituali e sperimentare una vera vicinanza con il loro Creatore, attraverso uno spirito di comunione, fede condivisa e dia­logo comunitario. Si tratta di un’organizzazione molto sui generis: non ha quote sociali, non ha funzionari, e tiene una sola riunione all’anno. È at­tiva dal 1944.

UGANDA

Aiutare i giovani confratelli a cogliere l’importanza del passaggio dalla Formazione iniziale alla Formazione permanente

Dal 6 all’8 febbraio, un gruppo di scolastici impegnati nella loro prima esperienza di missione e di fratelli con voti temporanei si è incontrato presso la missione di Ngeta per un primo momento del Programma di formazione permanente. L’incontro è stato facilitato dai padri Collins Sampa Mwesih, Edward Kanyike Mayanja, e Anthony Kimbowa Kibira, il Superiore provinciale. È stato un momento opportuno per condividere le esperienze che i nostri confratelli stanno facendo in un contesto di mis­sione. L’accento è stato posto sul “sogno”, articolato dal XIX Capitolo ge­nerale, di aiutare i nostri confratelli a compiere una transizione significa­tiva dalla Formazione iniziale alla Formazione permanente.

Ordinazioni diaconali di tre scolastici

Giovedì 9 febbraio 2023, il Vescovo di Lira, Mons. Lino Sanctus Wanok, ha ordinato diaconi tre nostri scolastici: Robert Nsinga, Denis Idro, e John Bosco Mugerwa. Prima dell’ordinazione, il Vescovo ha voluto incontrare i tre i candidati, spiegando loro il perché avesse deciso di ordinarli di giovedì: è sua policy impartire ogni ordinazione lo stesso giorno della settimana in cui Cristo ha istituito i sacramenti dell’Eucaristia e del Sacerdozio (il Giovedì Santo). «I fedeli devono poter cogliere e approfondire lo stretto legame che esiste tra i due sacramenti», ha precisato.

Durante l’omelia, Mons. Wanok ha ricordato ai tre candidati che la loro ordinazione non è una “promozione”, bensì un radicale “inserimento in un servizio”. «Non dovrete mai dimenticare che essere cristiani significa di­ventare ‘servi’, sull’esempio di Cristo, che “spogliò sé stesso, assumendo la condizione di servo”» (cfr. Fil 2,6-11).

Ha poi ringraziato i missionari comboniani per aver piantato tra i Lango della diocesi di Lira il seme della fede, precisando: «Voi siete i nostri ‘nonni nella fede” e vi esorto caldamente a non abbandonare mai i vostri nipoti». Presenti alla celebrazione c’erano molti membri della Famiglia Comboniana – padri, fratelli e suore –, oltre a un buon numero di sacerdoti diocesani e di altre congregazioni religiose.

Padre Anthony Kimbowa Kibira ha invitato tutti a vivere la celebrazione come un momento di ispirazione, «in modo particolare i giovani che si chiedono cosa debbano fare della loro vita». Ha quindi espresso il suo “sogno” di poter presto assistere all’ordinazione del primo sacerdote com­boniano Lango.

PREGHIAMO PER I NOSTRI DEFUNTI

LA MADRE: Ángela García de Martínez, di P. Anastacio Martínez Gar­cía; Maria, di Fr. Mariano Zonta.
IL FRATELLO: Aurelio, di P. Enrico Radaelli e della Secolare combo­niana Graziella; Jesus, di P. José Luis Vale Insua; Luciano, di padre Fau­sto Beretta; Salvatore, di P. Gennaro Campochiaro.
LA SORELLA: Nives, di P. Gianluigi Pitton; Oliva, di P. Alberto Villotti; Sr. Maria do Carmo, di P. José de Sousa; Gabriella, di fr. Silvano Berga­mini.
LE SUORE MISSIONARIE COMBONIANE: Sr. Andreis M. Ester; Sr. Ferrario M. Albina.