Il voto in Centrafrica. L’appello dei vescovi al dialogo e al rispetto delle istituzioni

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Domenica 30 novembre 2025
In vista delle elezioni del prossimo 28 dicembre, la Conferenza episcopale del Paese africano si rivolge alla classe politica e alla società civile invocando un cambiamento decisivo che possa favorire sviluppo e crescita economica, e invitando alla lotta “contro l'etnocentrismo esclusivo, il nepotismo, la corruzione, la cattiva gestione finanziaria e l'appropriazione indebita dei fondi pubblici”. (Leggi l’appello in francese, in allegato)

Il voto del 28 dicembre nella Repubblica del Centrafrica, quando gli elettori saranno chiamati alle urne per le presidenziali, le legislative e le comunali, sarà un “momento storico” per ricostruire il Paese, mettendolo “sulla via dello sviluppo sociale e della crescita economica”.

È in un messaggio del 28 novembre scorso che la Conferenza episcopale del Paese si rivolge a tutte le componenti della società per lanciare un appello in vista delle elezioni. Il richiamo dei vescovi è alla necessità di avviare un dialogo inclusivo, all’insegna della tolleranza; alla responsabilità dei candidati e dei partiti politici; ad un voto consapevole e responsabile; al rispetto e all’indipendenza delle istituzioni; alla libertà e alla neutralità delle forze dell’ordine e dei media; ad evitare la strumentalizzazione della gioventù.

La Chiesa, si legge, “non può rimanere in silenzio di fronte a situazioni ed emergenze attuali del nostro Paese”. E l’elenco della criticità non tralascia nulla, le sfide principali riguardano tutti i settori: da quello sanitario a quello della sicurezza, a quello della cultura e dei diritti umani. Senza dimenticare la priorità della “lotta contro l'etnocentrismo esclusivo, il nepotismo, la corruzione, la cattiva gestione finanziaria e l'appropriazione indebita dei fondi pubblici”.

Un Paese "cantiere"

L’imperativo improrogabile che la nuova politica dovrà affrontare, spiegano ancora i presuli, sarà quello costituito dalle urgenze nel campo della promozione della giustizia e della coesione sociale; la buona gestione; la costruzione di alloggi e di infrastrutture; l'urbanizzazione e la riabilitazione stradale all'interno del Paese.

La Repubblica Centrafricana è “un vero e proprio cantiere”, scrivono ancora i vescovi che chiedono a tutte le componenti della società di mantenere un clima di pace e serenità durante il periodo elettorale, abbandonando “messaggi di discriminazione e discredito, di violenza e di odio contro persone e gruppi”.

Agli elettori l’invito è quello di arrivare alle urne avendo prima rinunciato a “tutte le scelte guidate dall'appartenenza etnica, dal fanatismo e dall'oscurantismo, per lasciarsi guidare solamente dal bene comune, dall'interesse supremo della Nazione”. Nel sollecitare la classe politica a dar vita a programmi di sviluppo diretti ai giovani, ad oggi vittime della precarietà socioeconomica del Paese che “li rende vulnerabili al fascino del denaro facile”, i vescovi si rivolgono anche agli stessi ragazzi chiedendo loro di compiere “scelte che vi aprano nuovi orizzonti e vi offrano prospettive per un domani migliore”.  

La speranza di una nazione forte e prosperosa

Il cammino “verso una pace duratura e uno sviluppo sostenibile è lungo, ma non è impossibile”, è la conclusione del messaggio, con l’episcopato che si dice pronto a pregare per “l'avvento di una Nazione forte e prosperosa, che poggi sui pilastri della giustizia sociale, della pace e della riconciliazione nazionale, della promozione dell'unità nazionale e del rispetto inalienabile della dignità umana, della valorizzazione del lavoro e dello sforzo per il progresso e il benessere di tutti, e di un rinnovato senso civico e patriottismo”.

Vatican News