Lunedì 26 gennaio 2026
Il 7 gennaio 2026 padre Alfonso Cigarini, missionario comboniano, ha compiuto cento anni di vita e di dedizione alla missione del Regno. Nato a Bagno, diocesi di Reggio Emilia, il 7 gennaio 1926, nella regione Emilia-Romagna, nel centro-nord dell’Italia, entrò giovanissimo nel Seminario Vescovile Urbano di Reggio Emilia, dove rimase fino alla fine della terza liceo, coltivando sempre nel proprio cuore il desiderio di diventare missionario.
Nel novembre del 1952 entrò nel noviziato comboniano di Firenze, durante il quale frequentò il primo corso di teologia nel Seminario di Fiesole. Il 9 settembre 1954 fece i primi voti temporanei e fu destinato allo scolasticato di Venegono Superiore per concludere gli studi di teologia. Il 9 settembre 1956 fece la professione perpetua e fu ordinato sacerdote il 15 giugno 1957 nel duomo di Milano da all’arcivescovo. Giovanni Battista Montindi, futuro Paulo VI.
Dopo l’ordinazione, padre Alfonso ha svolto il suo ministero missionario in tre continenti: Europa, Africa e America.
Dal 1957 al 1962 lavorò in Mozambico. Dal 1963 al 1976 fu in Portogallo. Dal 1976 al 1978 fu in Italia; dal 1978 al 1984 in Brasile. Dopo due anni trascorsi in patria, nel 1985 tornò di nuovo in Brasile fino al 2000, quando rientrò in Italia un anno. Nel 2001 fu destinato ancora al Brasile, dove risiede tuttora.
In Brasile, padre Alfonso ha lavorato a Uruçuí, nello Stato del Piauí, diocesi di Floriano, a Sucupira e Tasso Fragoso, nello Stato del Maranhão, diocesi di Balsas, a Santa Rita, nello Stato del Paraíba, arcidiocesi di Paraíba, e Timon, nello Stato del Maranhão, diocesi di Caxias). Oggi vive nella Casa Comboni, che accoglie missionari anziani e malati, a São José do Rio Preto, nella diocesi omonima, nel sud-est del Brasile.
Padre Alfonso – o “Funsein”, come viene chiamato nella sua terra natale – è una testimonianza di vita e di missione. È giunto a 100 anni con grande energia ed entusiasmo missionario, pur con una salute fragile. Per lui, la fede continua a essere il principale carburante della longevità.
«Ciò che mi motiva è la presenza di Gesù, che ci invita a sperare in un cielo nuovo e in una terra nuova. Ciò che lascio alle persone è l’invito a condurre una vita serena, cercando di essere buoni esempi, valorizzando il prossimo e mantenendo la speranza in un futuro migliore», ha sottolineato padre Alfonso nel giorno del suo centenario.
Lodiamo Dio per il dono della sua vita e della sua vocazione missionaria.
Padre Raimundo Nonato Rocha dos Santos,
Superiore Provinciale dei Comboniani nel Brasile