Giovedì 23 aprile 2026
A Padona, domenica 19 aprile 2026, la comunità comboniana ha rivissuto, dopo due anni, la gioia dell’incontro con i familiari di un gruppo di confratelli comboniani del territorio veneto. Circa ottanta persone hanno partecipato alla festa che ha avuto quattro momenti: Accoglienza, un tempo di condivisione con la presenza di p. Pietro Ciuciulla, provinciale d’Italia, la Messa e il momento conviviale, il pranzo.
Questo incontro era stato sospeso a causa dei lavori di ristrutturazione della casa, in vista dell’accoglienza di un forte gruppo (109) studenti universitari, titolari di borse di studio. La casa, quindi, è ora completamente usata ed è messa a disposizione di giovani studenti, come risposta ad un enorme bisogno della città- Gesto sociale che è stato molto apprezzato da tutta la popolazione.
Nel momento della accoglienza, è stato bello vedere le persone incontrarsi, salutarsi con gioia, abbracciarsi e raccontare le ultime vicende familiari e parlare del loro familiare comboniano, qualcuno in Italia ed altri in missione, in altri Paesi del mondo.
Sono arrivati familiari di p. Vittorio Moretto, ora in Messico, la mamma di p. Diego Dalle Carbonare, la mamma e il fratello di p. Alesandro Bedin, tutti e due in Sudan; i familiari di p. Roberto Ardini e di p. Manuel Ceola ora in Congo; di p. Ottorino Poletto e p. Stefano Zuin, ora in Ecuador e p. Luigi Andriollo ora in Brasile. Sempre più numerosi i confratelli comboniani italiani che ora sono on Italia e anche i loro familiari sono arrivati: p. Tonino Falaguasta, p. Vittorio Barin e Vincenzo Todesco che sono a Verona; fr. Simone Bauce che è a Bari; p. Giorgio Padovan e p. Daniele Zarantonell che sono a Roma; p. Girolamo Miante a Brescia e p. Gaetano Montresor a Padova. Sono arrivati anche alcuni familiari di confratelli che già sono mancati: mons. Edoardo Mason, mons. Camillo Ballin, e fr. Giuseppe Parise. Altri familiari hanno salutato scusandosi di non poter partecipare.
Insieme a p. Pietro Ciuciulla, provinciale, da Verona è venuto anche he p. Romeo Ballan che ha raccontato come 80 fa era arrivato in questo seminario comboniano: aveva undici anni.
Nel secondo momento, quello della condivisione, p. Gaetano, aiutato da un PowerPoint, ha presentato vari confratelli. Il primo ricordo è stato per i confratelli che già sono in Paradiso: fr. Giuseppe Parise, mons. Edoardo Mason e mons. Camillo Ballin, insieme ai confratelli che, negli ultimi anni, hanno vissuto nella comunità di Padova: p. Celestino Prevedello, p. Giancarlo Guiducci, p. Piero Ferrari e p. Provvido Crozzoletto.
In seguito sono stati ricordati con una foto e con i nomi dei luoghi della loro missione, i confratelli che sono stati nella comunità di Padova che ora sono altrove: fr, Alberto Parise, p. Celestino Seabra, ora a Roma; p. Pietro Moro, fr Renato Dalla Vecchia, a Castel d’Azzano; fr. Silvano Bergamini, ora a Verona; p. Francesco Chemello, in Sud Sudan; p. Antonjo D’Agostino, per ora in famiglia a Lecce e p. Alessio Geraci, in Perù; p. Lorenzo Schiavon, in Uganda; p. Maurizio Binaghi, in Kenya, Infine sono stati presentati i confratelli che compongono ora, la comunità di Padova: p Luciano Benetazzo, Giuseppe Caramazza, Carlo Castelli, Giampaolo Mortaro, Claudio Bozza, fr. Simon Tsoklo e p. Gaetano Montresor. P. Gaetano è stato è stato presentato come prossimo partente da Padova per la comunità Brescia e fr Simon Tsoklo come già assegnato alla provincia del Togo.
Ha preso la parola P. Pietro Ciuciulla che ha ringraziato i partecipanti per aver accolto la vocazione missionaria del loro congiunto e aver collaborato con lui. Spesso, ha affermato, dove c’è un comboniano in famiglia, tutta la famiglia in un certo senso, diventa comboniana. Ha parlato della famiglia comboniana, in profonda mutazione a livello vocazionale con una realtà di forte diminuzione e di invecchiamento in Europa, in contrasto con la grande giovinezza dei confratelli africani. Ha presentato poi la realtà della provincia italiana dove sono numerosi (220) i confratelli e molto diversificata è la loro presenza, dovuta a età (media di 78 anni) e stato di salute. Pur essendo forte l’impegno per accogliere i confratelli anziani e ammalati, la presenza comboniana in Italia è ancora molto significativa e apprezzata.
Gli ambiti di impegno sono l’Animazione missionaria, la pastorale giovanile; l’accoglienza dei migranti e l’integrazione dei nuovi cittadini che hanno origine non italiana, il clima, il rispetto della Creazione con una ecologia integrale tra natura e uomo, il rispetto dei diritti umani, la pace, la spiritualità e il ritrovare il senso di umanità. Sempre in collaborazione con la Chiesa, le istituzioni e le associazioni. I comboniani gestiscono alcune parrocchie a Palermo, Castelvolturno, Troia e a Milano nel quartiere tutto particolare di via Padova, dove si sentono parlare tante lingue diverse e dove, forse la meno parlata è l’italiano. Accennando ad alcune situazioni di missione più difficili e sofferenti, p. Pietro ha citato il Sudan, il Libano, il Congo, il Mozambico, l’Eritrea e l‘Etiopia.
In conclusione, del secondo momento p. Gaetano ha presentato le attività che impegnano la comunità di Padova che collabora in tanti settori della vita ecclesiale e sociale di questo territorio. Opera con l’ufficio missionario, i religiosi, il mondo della cultura universitaria e teologica, la pastorale della salute, la pastorale sociale, per iniziative legate alla pace e all’ecologia. Nella casa ridotta e ristrutturata, vengono accolti vari gruppi, tra cui alcune comunità africane e filippine, per attività e incontri di preghiera, riflessione, dibattiti e formazione.
Il terzo momento è stata la celebrazione della Messa, animata da un gruppetto di laici comboniani, presieduta da p. Pietro e concelebrata da alcuni confratelli della comunità. Il messaggio del Vangelo, il testo dei discepoli di Emmaus, è stato presentato da p. Pietro come il cammino al seguito di Gesù, che richiede sempre di ripartire, e andare oltre le possibili delusioni e fallimenti, con la certezza di essere sempre accompagnati da Gesù che non giudica mai. Seguire Gesù non è questione di ragionamento, anzi è più questione di cuore che di mente.
Il pranzo, momento conviviale è stato un prezioso tempo di festa, di gioia, a cui hanno contribuito un gustoso menù e il buon vino, quello che rallegra il cuore. La generosa partecipazione, anche per il ‘servizio alla mensa’, di tanti ha permesso la riuscita di una giornata comboniana da ricordare.
Padre Gaetano Montresor, MCCJ