Giovedì 23 aprile 2026
Con la presenza qualificata di tre persone competenti nel loro settore, Marco Zanetti (Unipd) Giulia Loremzato (Infocamere), Stefano Nassuato (Regalgrid), il 17 aprile 2026, è stata vissuta a Padova, nella sala Comboni della casa comboniana, la terza serata Nel solco della Laudato si’ – Accogliere i Limiti, attorno al tema: Consumi energetici e Clima: l’Impatto del Digitale. Tre gli approcci: scientifico, esperienziale e sapienziale-valoriale.

Padre Gaetano Montresor presenta il tema e la prospettiva che è sempre la stessa per i quattro incontri previsti: Accogliere i Limiti come risorsa, con coraggio e libertà. Negli interventi dei relatori nel dibattuto con il pubblico. Energia e digitale sono state messi in dialogo perché le due realtà diano ognuna il meglio di sé, per il bene comune, condiviso tra tutte le categorie di persone e con tutti i popoli.

Nell’Enciclica Laudato si’ (LS), principio ispiratore dei nostri incontri, il termine "energia" "energetica" compare 25 volte, nei numeri: 23 e 26. 51, 102, 104, 105, 152, 164, 165, 172, 175, 179, 102 – 114, 180 - 222. L’enciclica sottolinea l'importanza di limitare il consumo di energia non rinnovabile. Essa invoca una transizione energetica urgente, promuovendo il passaggio da combustibili fossili a energie rinnovabili per proteggere la "casa comune". L'enciclica critica l'uso sconsiderato di risorse e la dipendenza da fonti inquinanti, sostenendo uno sviluppo sostenibile che unisca la tutela ambientale alla giustizia sociale (ecologia integrale).

La rivoluzione ecologica non è fatta solo di tecnologia, e prima ancora di capire quale tecnologia adottare, occorre capire quali siano i pilastri su cui questa trasformazione deve reggersi: Esperienza del cliente, le Persone, il Cambiamento, l’Innovazione, la Leadership e la Cultura. Scrive papa Francesco nella LS: 114.

‘Ciò che sta accadendo ci pone di fronte all’urgenza di procedere in una coraggiosa rivoluzione culturale. La scienza e la tecnologia non sono neutrali, ma possono implicare dall’inizio alla fine di un processo, diverse intenzioni e possibilità, e possono configurarsi in vari modi. Nessuno vuole tornare all’epoca delle caverne, però è indispensabile rallentare la marcia per guardare la realtà in un altro modo, raccogliere gli sviluppi positivi e sostenibili, e al tempo stesso recuperare i valori e i grandi fini distrutti da una sfrenatezza megalomane’.

Approccio scientifico. Il professor Marco Zanetti ha parlato della relazione tra Intelligenza Artificiale (AI) e consumi energetici. Ha presentato il meccanismo tecnico che costruisce e fa funzionare l’AI, e la sua continua evoluzione, le sue applicazioni che aumentano, come cresce la sua performance. Alcuni titoli del suo intervento: Ingredienti (Enormi quantità di dati, disponibili in rete: Enormi capacità di stoccaggio dei dati; Algoritmi complessi con miliardi di parametri; Potenza di calcolo, nuove tecnologie); Funzionamento: una fase di allenamento in cui AI elabora una enorme quantità di dati di addestramento per impostare i parametri: questo richiede enormi risorse di calcolo dedicate (GPU) e settimane di tempo e energia. Dopo un tempo di “valutazione”, inizia l’utilizzo, ovvero un utente interroga il modello AI e lui risponde ad una domanda, genera un’immagine, edita un video. Questo è rapido e poco costoso per la singola chiamata, ma ha un numero enorme di utenti e di chiamate. Il costo è di 3W/h per chiamata che è continua, sia come costruzione sia come performance e applicazioni. Tra le attività umane il consumo di energia per l’intelligenza artificiale è al quinto posto.

Vengono applicate tecnologie di calcolo: processore ottimizzato per il calcolo in parello di migliaia di operazioni utili per AI, e consiste in operazioni vettoriali/matriciali parallelizzabili. Questo con un alto consumo. Parlando dei Data Centers, il professore dà alcune cifre record attuali: Dimensione: 1.000.000 m2 • Potenza: 650 MW • Costo: 3.000.000.000 $, e alcune caratteristiche: opera 24/7. ospita e vi operano migliaia di “rack”, ciascuno con una decina di server.

Il consumo di potenza necessaria per i vari utilizzi dell’AI è enorme, attualmente ~1% della produzione mondiale (~400 TWh) e la maggior parte della potenza è dissipata in calore (effetto Joule). Si cercano soluzioni per recuperare e riutilizzare questo calore,

È fondamentale continuare a studiare come evolverà l’AI nel prossimo futuro: come evolverà l’impatto (relativo) del consumo di energia. L’AI è in continua evoluzione: modelli sempre più grandi (?); Maggior numero di utenti (attualmente 1 su 6); Maggior numero di applicazioni (finanza, sanità, industria, ricerca); competizione tra aziende più computazione.

Lo scenario attorno a AI è preoccupante? Occorre pensare a soluzioni tecniche: chip più efficienti (TPU, neuromorfici), modelli più piccoli/efficienti (ovvero meno parametri, minor tempo di allenamento ed inferenza), algoritmi migliori.

Possono essere diverse le infrastrutture: data center alimentati da fonti rinnovabili indipendenti o nucleare di nuova generazione: concentrazione dei data center in luoghi freddi: Inclusione dell’AI nelle policy contro il carbon footprint: imposizione di modelli sostenibili

L’AI è imprescindibile in tutte le dinamiche del mondo moderno; il suo sviluppo ha attualmente enormi implicazioni (e preoccupazioni.) geopolitiche., il mercato del lavoro, finanza, materie prime, industria, ricerca. Rimane un aspetto molto rilevante è il consumo di energia. All’inizio dell’era dell’AI il suo impatto è già non irrilevante: gli scenari potrebbero essere non drammatici, ma la questione va affrontata prima che sfugga di mano

Approccio esperienziale. Giulia Lorenzato, ha presentato l’esperienza di una buona pratica: ridurre i consumi energetici di edifici e data center: il caso Infocamere. Nelle quattro sedi del gruppo Infocamere, per il contenimento del cambiamento climatico: e in particolare in quella di Padova, sono stati fatti degli interventi strutturali sia sugli edifici per realizzare fonti rinnovabili di energia, sia nel riposizionamento della strumentazione all’interno degli spazi, con un risparmio di energia per il riscaldamento e per il raffreddamento. Il risultato è stato evidente, e consistente: è possibile ridurre e aver un risultato positivo per il rispetto della creazione e del suo clima, ed anche con un vantaggio economico.

È stato un approccio più sapienziale, valoriale, quello di Stefano Nassuato di Regalgrid: la crisi climatica come questione di giustizia. Propone di cambiare il punto di vista, quello della giustizia, nello sguardo sulla crisi climatica e presenta alcune proposte: distribuzione degli impatti, considerando che gli eventi climatici colpiscono maggiormente chi vive in condizioni di vulnerabilità sociale ed economica; distribuzione dei costi visto che l'aumento dei prezzi energetici pesa più sulle famiglie vulnerabili, aumentando la povertà energetica; distribuzione dei benefici perché ora i profitti del sistema energetico sono concentrati in pochi soggetti, alimentando disuguaglianze. Insomma vivere la transizione energetica nella giustizia, perché consideri equità, accesso, partecipazione e resilienza e non solo emissioni. Essendo un nuovo modello di sviluppo, consideri tutti gli elementi che lo compongono: impianti, tutti i costi anche quelli ambientali e sociali; le dipendenze da importazioni e infrastrutture che generano vulnerabilità e disuguaglianze. Una soluzione che richiede un'architettura di sistema con regole e strumenti di ridistribuzione.

Parlando del modello fossile, rimarca che la produzione fossile è concentrata in pochi grandi impianti, dove l'acquisto continuo di combustibile comporta uscita di valore economico dal territorio. Mentre le rinnovabili utilizzano energia primaria locale e gratuita (sole, vento, acqua), il fossile richiede flusso continuo di combustibile, mentre le rinnovabili richiedono investimento iniziale per una energia gratuita

La transizione non è solo tecnologia e ha varie dimensioni: fisica perché la produzione si sposta verso energia distribuita, riducendo dipendenza da combustibile, con reti intelligenti e flessibili per gestire la variabilità. Ha una dimensione sociale e istituzionale perché la produzione distribuita favorisce partecipazione di famiglie, PMI e comunità, perché il fotovoltaico ed eolico portano produzione vicino al consumo, riducendo dipendenze. La transizione è già realtà: le famiglie e imprese producono e consumano energia, partecipando a comunità energetiche; le rinnovabili sono componente strutturale del mix elettrico italiano, serve quindi governance per evitare disuguaglianze e distribuire competenze e risorse. Là dove milioni di impianti distribuiti ridisegnano la geografia energetica, serve coordinamento, semplificazione e digitalizzazione per una transizione giusta.

Il successo dipende da un piano che integra energia, efficienza, sicurezza e aspetti sociali come povertà energetica. Nucleare non si contrappone a rinnovabili. Se le nuove centrali nucleari richiedono 10-15 anni per pianificazione e costruzione, le rinnovabili possono essere installate in 1-3 anni La finestra critica per l'azione climatica prevede la massima accelerazione oggi. Il nucleare richiede lunghi tempi, le rinnovabili sono rapidamente dispiegabili per l'urgenza climatica

Da notare che le rinnovabili usano carburante locale e gratuito, i fossili richiedono acquisti continui. Si va anche verso una autonomia reale, perché riducendo il flusso di denaro verso l'estero e costruendo sistemi locali aumenta l'autonomia e il valore economico che resta sul territorio invece di essere trasferito per acquisto di combustibile. Ha parlato infine, a lungo sulle Comunità energetiche rinnovabili.

La serata è stata particolarmente interessante perché in essa sono state condivise conoscenze, preoccupazioni, sfide e linee di riflessione e di impegno per il futuro che è già presente, nel costruire la nuova società più sostenibile, attenta alla cura della casa comune e, in essa, dell’uomo, e della comunità umana, che lo accoglie.
Colibrì, io faccio la mia parte (Comunità Laudato si’ – Padova)