Ghana e diaspora: tra promesse di cittadinanza e ostacoli burocratici

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Venerdì 6 febbraio 2026
Accra sospende le domande di cittadinanza per la diaspora dopo le proteste sui costi e l'obbligo del test del DNA. Mentre star e influencer come Stevie Wonder e IShowSpeed ottengono passaporti onorari, migliaia di afroamericani attendono regole chiare per vivere e investire nel paese. [I discendenti della diaspora africana prestano giuramento come cittadini ghanesi presso la Jubilee House di Accra (Credit: ufficio della Presidenza del Ghana)]

Alla fine del 2024 nel corso di una celebrazione ufficiale l’allora presidente Nana Akufo-Addo concesse la cittadinanza ghanese a 524 uomini e donne della diaspora. Avvenne giusto un mese prima che terminassero i suoi 8 anni di presidenza. Ma quello era solo l’ultimo atto, perché già dal 2016 coloro che possono dimostrare che i propri antenati provengono dall’Africa possono ottenere la cittadinanza ghanese.

Oltre il ritorno

Sono oltre mille le persone che sono così diventate ghanesi. Era stato Akufo-Addo, nel 2019, a lanciare il programma “Beyond the return”, séguito del “The year of return”, iniziative che miravano ad accogliere e a garantire cittadinanza a cittadini della diaspora sparsi negli USA e nei Caraibi a 400 anni dalla deportazione del primo africano su suolo americano. Non va dimenticato però che l’idea risale alla visione del primo presidente del paese, il panafricanista Kwame Nkrumah.

Investimenti e riconnessione

Ora il Ghana pullula di progetti e iniziative dedicate agli espatriati, soprattutto provenienti dagli Stati Uniti. Progetti di natura turistica, in primo luogo, che hanno lo scopo di riconnettere alle origini i discendenti degli africani forzatamente prelevati dalle loro terre nel corso dei lunghi decenni della tratta atlantica. Moltissimi in Ghana hanno poi aperto attività commerciali, investito in vari settori, principalmente quello immobiliare, comprato terre (a condizioni agevolate o addirittura concesse gratuitamente secondo voci, o forse gossip, degli stessi ghanesi), acquistato case e appartamenti.

Diritti e nuove regole

Ottenere la cittadinanza vuol dire dunque non solo avvicinarsi agli antenati ma acquisire il diritto a possedere proprietà, votare o accedere a funzioni pubbliche. Messe da parte cerimonie collettive oggi si deve procedere con le regole stabilite per la richiesta di cittadinanza che riguarda la categoria della diaspora. Regole esposte qualche giorno fa dal ministero dell’Interno e dall’Ufficio per gli Affari della Diaspora che in un primo momento aveva indicato la finestra dal 2 al 6 febbraio per la presentazione della documentazione.

La scadenza dell’indipendenza

Secondo le prime notizie i cittadini ammessi sarebbero stati poi invitati ad una cerimonia presieduta dal presidente John Mahama il 6 marzo, giorno in cui si celebra l’indipendenza del paese. Ma a parte i costi – oltre 1.500 Ghana cedi (circa 116 euro) per le spese amministrative e 25mila (circa 1.950 euro) da versare al ministero dell’Interno –, la comunità della diaspora ha criticato soprattutto l’obbligo della prova del DNA (elemento essenziale per stabilire la discendenza dei richiedenti la cittadinanza) e un lasso di tempo troppo breve per presentarla.

Proteste e sospensioni

La protesta che ne è derivata ha portato a decidere per una sospensione dell’accettazione delle domande, portando ulteriore scompiglio in chi aveva già organizzato movimenti, viaggi, addirittura investimenti. Intanto c’è chi ricorda il peso in termini economici della comunità della diaspora che si è già stabilita in Ghana. Come Kobby Morris Biggers (che già ha doppia cittadinanza, americana e ghanese) che sulla sua pagina facebook scrive: “Contribuiamo in modo significativo all’economia del Ghana. L’anno del ritorno del 2019 ha portato oltre 3 miliardi di dollari all’economia del paese”. E aggiunge: “Non permetteremo che il governo ghanese ci imponga questi inaccettabili requisiti di cittadinanza, prescritti all’ultimo minuto”.

Revisione del processo

Insomma, non si accettano barriere e limitazioni a quello che la diaspora ritiene un sacrosanto diritto. La protesta, com’era prevedibile – e anche grazie alla mediazione di Erieka Bennet, ambasciatrice del Diaspora African Forum, che aiuta le persone a trasferirsi in Ghana – è arrivata ai vertici che, come dicevamo, hanno annunciato una revisione del processo di presentazione dei documenti per la richiesta di cittadinanza.

La prova del DNA

Le nuove normative che introducono la prova del DNA, vanno dunque anche oltre il Right of Abode, una forma di status di residenza conferito, tra gli altri, proprio a persone di origine africana nella diaspora. Non una vera e propria cittadinanza ma che garantisce al titolare il diritto di risiedere permanentemente in Ghana, di entrare nel paese senza visto, di lavorare o di essere impiegato senza permesso di lavoro.

Passaporti a celebrità

Intanto, mentre gli afroamericani (sono loro la maggioranza di chi si è trasferito o vuole trasferirsi nel paese) attendono le decisioni del governo, c’è chi la cittadinanza l’ha già ottenuta senza neanche chiederla. È il caso, per esempio, del leggendario musicista Steve Wonder, a cui fu conferita nel maggio del 2024, sempre dall’allora presidente Akufo-Addo, nel corso di una grande cerimonia alla Jubilee House, il palazzo presidenziale.

Influencer e attivisti

Stesso “privilegio” accordato a Umar Johnson, un oratore motivazionale americano, autodefinitosi il “principe del panafricanismo”; e poi Yandy Smith, produttrice, attrice, cantante, personalità della tv americana e il marito (ma pare che oggi siano separati), l’attore Harris Mendeecees. Ultimo in ordine di tempo a garantirsi un passaporto ghanese è stato, lo scorso gennaio, il ventunenne afroamericano Darren Jason Watkins Jr., meglio noto come IShowSpeed, nato a Cincinnati, Ohio, uno degli influencer più seguiti al mondo con 50 milioni di iscritti su YouTube.

Oltre i cliché

Il suo merito? Mostrare un lato diverso dell’Africa, lontana dai cliché di povertà e conflitti. Al conferimento della cittadinanza il ministro degli Esteri, Sam Okudzeto Ablakwa, ha motivato la decisione dichiarando che l’influencer «rende orgoglioso il Ghana e il continente africano». Chi invece si è guadagnata la cittadinanza ghanese sul campo è Rita Marley, cantante e moglie di Bob Marley. Rita ottenne la cittadinanza onoraria nel 2013 dopo aver vissuto 20 anni nel paese. Vive ancora in Ghana, dove si è trasferita negli anni Novanta e dove ha creato una fondazione.

Ricordiamo, infine, che anche paesi come il Benin e la Sierra Leone offrono la cittadinanza alle persone di origine africana sulla base di legami ancestrali verificati.

Antonella Sinopoli (da Accra) – Nigrizia