Martedì 31 marzo 2026
Nella casa dei Missionari comboniani di Padova, è stata organizzata domenica 29 marzo 2026, una serata di preghiera interreligiosa per la pace nel mondo. È stata animata da rappresentanti di varie confessioni religiose con la partecipazione attiva dei Laici missionari comboniani. Attorno al profondo massaggio di verità contenuto nella celebre frase di Gandhi: ‘Non c’è via per la pace, la pace è la via’, si è riunito un gruppo di persone che da alcuni anni fanno un percorso di amicizia, riflessione, preghiera interreligiosa. Sono amici di fede cristiana cattolica, altre confessioni cristiane, fede Bahá'í, fede islamica, buddista.
Il tempo di preghiera è stato arricchito da testi propri ad ogni religione, con riflessioni, dati sull’attuale realtà di violenza e guerra, tanto presente in molte nazioni del mondo; e soprattutto da tanta preghiera rivolta a Dio, con piena fiducia di essere accolta, come ben accetto è il profumo dell’incenso che posto nel braciere ad ogni intervento dei singoli rappresentanti delle diverse fedi, saliva, profumato, verso il cielo.
Ad ogni intervento veniva anche acceso un cero, luce che illumina la tenebra della violenza, che sta oggi oscurando la terra, l’umanità.
Nella fede cristiana, è stata proclamata la parola di pace di Dio che parla ai suoi figli: ‘Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore, vigilando che nessuno venga meno alla grazia di Dio’ (He 12,14) e l’annuncio pasquale: Pace a voi, (Gv 20,21). La pace nel Vangelo, infatti, è un dono pasquale del Cristo risorto, non intesa come assenza di conflitti, ma come riconciliazione profonda, amore reciproco e superamento della paura. È una pace interiore, diversa da quella mondana, fondata sulla fede e sulla giustizia, che chiama i discepoli a essere costruttori di pace.
Nelle sure del Corano che sono state citate, è scritto di essere uomini di pace. Nei testi della fede Baha’i e Buddista e nelle parole accorate dell’Unione mondiale delle donne per la Pace e dei giovani e rappresentante delle famiglie, membri della chiesa dell’Unificazione, sono stati annunciati messaggi di fiducia e speranza in una società nuova in pace.
Dopo il canto del Padre nostro, che è diventato la preghiera comune per tutti, la libazione gli antenati, propria della Religione Tradizionale Africana della Costa degli schiavi, prima con bevanda alcolica poi con farina sciolta nell’acqua ed infine con l’acqua arricchita dalla potenza delle erbe, a cui ha fatto seguito il canto della pace, nella preghiera Semplice di Francesco.
Il momento conviviale finale ha contribuiti ad una migliore accoglienza e conoscenza reciproca tra i partecipanti.
Padre Gaetano Montresor, mccj