Don Gian Pietro Müller (Mueller), nato a Weiswampach (Lussemburgo) l'11 aprile 1859, studente, proveniente dal Collegio Vescovile di Lussemburgo, entrò a Verona il 24 aprile 1880. Sembianti aggiunge: "Vestì l'abito clericale nella cappella dell'Istituto il 7 novembre 1880, ebbe la tonsura il 14 detto da S.E. mons. Comboni. Ebbe gli ordini minori il 30 maggio 1882 da S.E. di Canossa. Andò in patria per malattia il 28 maggio. Ritornato nell'ottobre 1883, fu ordinato suddiacono il giorno 8 giugno, diacono il 15 e sacerdote il 24 giugno 1884 da S.E. card. di Canossa per rescritto che accordava l'extra tempus" (SPV, 78).
Nelle liste del personale, il suo nome ricompare ogni anno dal 1879, e si conserva in archivio il testo del giuramento di sua mano, in latino, Verona 8 giugno 1884, di servire in perpetuo il vicariato dell'A.C. (A/45/1/10). Mons. Sogaro aveva approvato l'ordinazione di Müller, scrivendo a Sembianti il 30 febbraio 1883: "Approvo pienamente l'accettazione dell'ottimo Müller" (A/39/33/56). E il 16 maggio 1884: "Quanto al caso Müller, gli procuri il titolo e facciasi tutto che sta in man nostra in favore di codesto ottimo confratello, che se lo merita" (A/39/34/11). Avendo poi chiesto il neo sacerdote di recarsi in Cairo, Sogaro scrisse a Sembianti il 3 ottobre 1884: "Feci scrivere a d. Müller che io non ero persuaso di farlo venire, perché al più tardi in marzo si sarebbe dovuto pensare a farlo partire, stanti i calori insoffribili per un povero ammalato" (A/39/34/28). Era affetto da tubercolosi, e gli fu concesso di recarsi in patria per curarsi, e dove morì. In una breve necrologia in Nigrizia 1886 p. Sembianti scriveva: "Pietà sincera, delicatezza di coscienza, diligenza grande nello studio e lodevole profitto, contegno rispettoso e tratto conciliante lo resero caro ai superiori ed ai compagni. Morì il 29 gennaio 1886, lasciando in noi tutti la più dolce memoria delle sue virtù ed il dolore d'averlo perduto così presto" (64).
Da P. Bano Leonzio, Missionari del Comboni 3, p 70