COMBONI COMO HOY

P - Portugal

Sede: Lisboa
Membri: 43 (30 padri, 12 fratelli e 1 scolastico)
Comunità: 7
Superiore Provinciale: P. José da Silva Vieira

Nei suoi numerosi viaggi in tutta Europa, non risulta che Comboni sia mai stato in Portogallo. Ciò non gli impedì di coinvolgere nella fitta rete delle sue conoscenze,

sempre indirizzate al bene della missione africana, anche un’illustre rappresentante dell’alta società portoghese, la principessa Maria Assunta di Braganza, che viveva a Roma. Comboni la conobbe, nel 1865 ne fece la sua insegnante di portoghese e soprattutto la coinvolse nella diffusione del suo Piano. Più tardi, il laico D. Antonio De Almeida sul periodico di Porto “A Palavra” informa i cattolici portoghesi sui progressi della missione comboniana. Lo stesso fa a più riprese l’edizione portoghese degli “Annali della Propagazione della Fede”, attingendo ai resoconti inviati da Comboni stesso. All’inizio del 1880, a Roma, Mons. Comboni assume un cameriere portoghese, Domingo Correia, che alla fine dello stesso anno lo segue in Sudan. Ma la vita dura della missione non fa per lui, e Domenico torna in Europa nell’agosto del 1881. Pochi giorni dopo la morte di Comboni, su richiesta del Card. Simeoni, prefetto di Propaganda Fide, compila in spagnolo una lista accurata degli oggetti appartenenti al defunto, da lui fedelmente servito.

Bisogna poi attendere il 1947 perché gli eredi di Comboni arrivino in Portogallo.

Invitati nel 1946 ad aprire un nuovo fronte missionario in Mozambico, allora territorio portoghese, i comboniani chiedono di poter aprire una comunità in Portogallo. Arriva così P. Giovanni Cotta, accolto cordialmente dal vescovo di Viseu. Il 1 Giugno 1948 la prima pietra della casa di Viseu segna l’inizio di una storia che vede sorgere altre fondazioni in diverse zone del paese. Alcune di queste case (Falerio, Aveiro e la parrocchia di Paco d’Arcos) sono state ormai chiuse. Attualmente nelle comunità di Coimbra, Famalicao, Lisbona, Maia, Santarém e Viseu lavorano 29 sacerdoti e 5 fratelli comboniani. Giuridicamente, la Delegazione del Portogallo passa a far parte nel 1964 della Provincia Iberica, assieme alla Spagna. Cinque anni dopo, il Portogallo diventa Provincia a sé. I primi comboniani portoghesi emettono i voti nel 1954, mentre il primo sacerdote viene ordinato nel 1958. L’istituto conta ora 100 comboniani portoghesi, dei quali 75 sono sacerdoti, 24 fratelli e 1 studente di teologia.

Nel 1965 arrivano nel paese anche le Suore Comboniane. Vengono accolte a Viseu, sede del seminario minore dei comboniani. Dallo scopo iniziale di dare un appoggio alle consorelle italiane destinate al Mozambico, la loro presenza diventa l’inizio di una collaborazione fraterna coi comboniani nelle case di formazione dei giovani seminaristi e nell’animazione missionaria e vocazionale della Chiesa portoghese. Dal 1973 il gruppo delle suore diventa Delegazione autonoma. Attualmente le comboniane portoghesi sono 53, sparse in vari paesi d’Africa e di America Latina..


Dalla fine degli anni ’50, sono presenti in Portogallo anche le Missionarie Secolari Comboniane, l’istituto secolare nato in Italia, che si rifà al carisma di Comboni, specialmente nella dimensione dell’animazione e cooperazione missionaria.
Attualmente si contano tre gruppi, che operano a Porto, Braga e Viseu.

Il compito comune di animare missionariamente la Chiesa e la società portoghese, viene portato avanti dai tre istituti comboniani sia collaborando con iniziative comuni sia con attività specifiche a ciascuno di essi. Tutte le iniziative tendono alla formazione di una coscienza più aperta e sensibile ai problemi del mondo e della missione ad gentes.

Nella più genuina tradizione comboniana, un particolare impegno viene espresso nel campo dei Mass Media. I comboniani si impegnano da sempre nell’edizione di libri ed altri sussidi di animazione missionaria ed hanno lanciato due riviste mensili: “Audácia” per i ragazzi e Além-Mar per gli adulti, conseguendo anche importanti riconoscimenti pubblici e risultati di eccellenza. Dal 1987 le suore comboniane pubblicano “Evangelizar Hoje, a Voz da Mulher na Missão”.Un campo nuovo, che richiede oggi attenzione e sensibilità missionaria è la realtà dell’immigrazione. Assieme a questi impegni, gli istituti comboniani continuano nel compito di preparare chi parte, ed accogliere e accompagnare chi rientra dalla missione. Sia le comboniane che i comboniani dedicano molte energie alla pastorale vocazionale e alla formazione dei candidati all’istituto, nelle sue varie fasi.

Quattro comunità di comboniani accompagnano ragazzi ed adolescenti attraverso l’esperienza del “seminario in famiglia” fino all’entrata nel Seminario di Viseu, dove maturano la loro scelta di diventare sacerdoti o fratelli.

Per la formazione delle giovani le comboniane hanno una casa di postulato a Porto, mentre i giovani fanno il postulato a Maia.

Un padre, una suora ed una coppia collaborano nella formazione ed accompagnamento dei Laici Missionari Comboniani (LMC), l’ultima delle realtà comboniane in ordine di tempo, che attualmente conta 4 laici portoghesi in missione.

Da segnalare un momento forte di tutta la famiglia comboniana in Portogallo:
il caratteristico pellegrinaggio che mobilita ed unisce ogni anno nel nome di Comboni migliaia di persone, familiari, amici e collaboratori attorno a Maria a Fatima, a pregare per le missioni.