Gemellaggio tra l’Oasi Laudato Si’ presso la casa dei Comboniani di Firenze e il Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo

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Lunedì 18 maggio 2026
Il 16 maggio 2026 rimarrà scolpito come una data speciale per la comunità ecclesiale e il territorio fiorentino. In una giornata caratterizzata da una alternanza tra pioggia rigenerante e sprazzi di sole luminoso, l’Oasi Laudato Si’ presso la casa dei Missionari Comboniani di Firenze ha celebrato il gemellaggio con il Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo, progetto fortemente voluto da Papa Francesco come laboratorio concreto di conversione ecologica e fraternità universale. La ceremonia del gemellaggio è vissuta nella gioia profonda. All’esempio del Borgo Laudato Si’, l’Oasi Laudato Si’ di Firenze diventa un laboratorio vivente di conversione ecologica e pace.

A coordinare e moderare con maestria l’intera giornata è stato Lorenzo Orioli, Presidente dell’Associazione Oasi Laudato Si’ Firenze ETS. Orioli ha saputo tessere le fila degli interventi, sottolineando come l’Oasi sia nata proprio per tradurre in passi concreti le encicliche di Papa Francesco, Laudato Si’ e Fratelli tutti.

Il saluto di benvenuto è stato affidato a padre Pietro Ciuciula, superiore provinciale dei Missionari Comboniani in Italia. Il suo intervento ha toccato corde profonde, ricordando come per la congregazione la cura del Creato non sia un tema accessorio, ma il cuore stesso della missione. Padre Ciuciula ha ribadito l’impegno instancabile dei Comboniani nei campi della giustizia, della pace e dell’integrità del creato, evidenziando come la difesa dell’ambiente sia indissolubilmente legata alla dignità dei popoli più vulnerabili.

Il cuore dell’evento è stata la visita guidata sotto la cura di Paolo Luzzi. Il percorso esperienziale dell’Oasi, articolato in sette spazi unici che invitano alla riflessione: il Giardino dei Popoli; l’Orto di San Francesco e l’Aiuola di Santa Ildegarda; il Giardino dei Frutti; il Giardino degli Olivi, dedicato alla “olivoterapia”; la Stanza delle Farfalle e delle Api; il Giardino dell’Accoglienza, il Malbes di “San Daniele Comboni”.

Il momento più solenne ha visto il Cardinale Baggio piantare un ulivo giunto dai giardini pontifici, simbolo del legame tra Firenze e il Vaticano. In risposta, l’Oasi ha donato un esemplare raro di Iris Florentina, l’iris primigenio da cui deriva il giglio di Firenze, simbolo di una bellezza fragile che richiede custodia e amore.

Il gemellaggio tra l’Oasi Laudato Si’ di Firenze e il Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo rappresenta oggi un importante segno di speranza. In un tempo segnato da crisi ambientali, guerre e divisioni sociali, questa iniziativa testimonia che è possibile costruire percorsi di pace, sostenibilità e fraternità attraverso la collaborazione tra comunità ecclesiali e realtà territoriali.

Prima di concludere la mattinata, l’attenzione si è spostata sulla presentazione approfondita del libro “Racconti di alberi e fede” di Paolo Luzzi, un’opera preziosa arricchita dalla prefazione dello stesso Cardinale Fabio Baggio. Luzzi propone un viaggio affascinante che lega la botanica alla spiritualità, mettendo in luce come gli alberi siano stati protagonisti della tradizione biblica e simboli di fede. Durante il dibattito, è emerso con forza che la crisi ecologica non può essere risolta solo con la tecnologia, ma richiede una conversione del cuore. Gli alberi, nel loro silenzioso protendersi verso l’alto, diventano maestri di questa nuova postura interiore verso Dio e la Terra.

La giornata si è conclusa con un’agape fraterna, dove i partecipanti hanno condiviso il cibo e la gioia dell’incontro. Sotto il cielo di Firenze, tra il prato bagnato dalla pioggia e il calore del sole ritrovato, il gemellaggio ha piantato una certezza: la cura della Casa Comune è una missione che, se vissuta insieme, può davvero generare speranza per il futuro.