Mercoledì 10 giugno 2026
Ogni due anni i missionari comboniani in Europa organizzano il Simposio di Limone, così chiamato dal luogo di nascita del Fondatore, San Daniele Comboni. Si tratta di un momento di riflessione sui temi di fondo che orientano la nostra presenza e la nostra azione in Europa. Quest’anno una ventina di membri appartenenti ai vari rami della famiglia comboniana si sono ritrovati a Limone sul Garda dal 1° al 5 giugno. [Nella foto: Wolfgang Palaver]
Il tema che è risuonato durante le giornate di lavoro può essere riassunto in una domanda centrale: Come essere cristiani in Europa oggi? Una domanda che nasce da un contesto preciso: un continente attraversato da una profonda crisi di senso, di partecipazione democratica e di identità culturale e che, al tempo stesso, è il luogo in cui milioni di migranti – spesso giovani – cercano un futuro e una nuova casa.
I relatori invitati hanno affrontato questa domanda da quattro angolazioni complementari:
Tra i fili conduttori emersi trasversalmente vi sono: la necessità di una fede pensata, capace di incarnarsi nel sociale; la centralità del dialogo – interreligioso, interculturale, tra credenti e non credenti –; la sfida della partecipazione autentica, che richiede un reale trasferimento del potere; e l’urgenza di accompagnare giovani, migranti e persone in ricerca senza pretendere di convertire o risolvere, ma camminando insieme.
Dalle discussioni e dai lavori di gruppo sono emerse diverse acquisizioni e alcune linee operative. Abbiamo compreso che, come missionari, possediamo ancora la libertà e l’autorevolezza necessarie per proporre percorsi nuovi alle Chiese locali in Europa. Possiamo, infatti, partire dalla nostra esperienza missionaria e dalla nostra presenza accanto ai migranti.
Anche noi, tuttavia, avvertiamo il bisogno di dedicare più tempo all’ascolto per migliorare le forme di accoglienza che proponiamo.
Occorre, quindi, ritagliarsi spazi di riflessione e confronto per approfondire i temi emersi, elaborare nuove prospettive teologiche e rinnovare le metodologie di intervento. La nostra azione dovrebbe integrare sempre più il punto di vista di chi è alla ricerca di un senso, di una nuova patria, e di un modo nuovo di costruire la società.