Giovedì 3 aprile 2014
I missionari comboniani Fratel Jacek Andrzej Pomykacz, polacco, e lo scolastico Anatole Mughendi Mwengulo (nella foto firmando la formula dei voti), congolese, hanno rinnovato i voti temporanei lunedì, 31 marzo scorso, a Roma, dove si trovano per frequentare corsi di specializzazione nell’ambito, rispettivamente, della Dottrina Sociale della Chiesa e della Formazione. P. Alberto Pelucchi, vicario generale, durante l’omelia ha parlato dell’importanza “della vita consacrata come modo di essere, più che di fare”, e del bisogno del testimone che diventa “segno di credibilità e attrazione”.

 

Fr. Jacek Pomykacz,
firmando la formula
dei voti.

Nella cappella della comunità dei Confratelli Studenti a Roma, Fr. Jacek e lo Sc. Anatole hanno riconfermato il loro desiderio di seguire Cristo attraverso i consigli evangelici. In una cerimonia semplice, i due missionari hanno professato pubblicamente la loro fedeltà all’amore di Dio e all’Istituto.

Entrambi hanno rinnovato i loro voti per l’ultima volta, prima di consacrarsi perpetuamente a Dio per la missione verso la fine dell’anno. La celebrazione è stata presieduta da P. Alberto Pelucchi alla presenza di tutta la comunità dei confratelli studenti.

Durante l’omelia i partecipanti sono stati invitati da P. Alberto ad accogliere “il dono della vita consacrata come modo di essere, più che di fare, che diventa segno di credibilità e attrazione soltanto a partire da una conversione vissuta nella semplicità del quotidiano. È da convertiti che possiamo evangelizzare e rendere credibile il messaggio che proclamiamo e le opere che compiamo a favore dei più poveri e dimenticati della storia”.

“Il dono della loro vita nonché l’entusiasmo della loro scelta – ha detto il loro confratello P. Carlos Humberto Rodríguez Cascante – ci rimandano al giorno in cui il nostro sì missionario è diventato accoglienza di un nuovo modo di essere, tutto consacrato al servizio degli altri. L’intercessione di san Daniele Comboni li renda santi e capaci e susciti nei loro cuori gli stessi sentimenti di Cristo”.