Venerdì 16 gennaio 2026
Il Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani (DPUC) è lieto di presentare i testi per la prossima Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2026. Nell’emisfero settentrionale, la Settimana si svolge tradizionalmente dal 18 al 25 gennaio; nell’emisfero meridionale, dove gennaio è solitamente un periodo di vacanza, le Chiese la celebrano spesso intorno alla Pentecoste.

Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani
18-25 gennaio 2026

Scarica i materiali dalle seguenti sezioni:

Locandina

Animazione Liturgica

Animazione Pastorale

Appendice

Il tema della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani del 2026 è tratto dalla Lettera agli Efesini: “Un solo corpo e un solo Spirito, come una sola è la speranza a cui siete stati chiamati” (Ef 4,4). Le preghiere e le riflessioni sono state preparate da un gruppo ecumenico coordinato dal Dipartimento per le Relazioni Interreligiose della Chiesa Apostolica Armena. Come di consueto, un team internazionale nominato congiuntamente dal DPUC e dalla Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese ha collaborato con i redattori per finalizzare il materiale in un incontro tenutosi dal 13 al 18 ottobre 2024 presso la Santa Sede di Etchmiadzin, in Armenia.

Questi testi attingono al ricco patrimonio di preghiere tradizionalmente utilizzate per secoli dal popolo armeno e agli inni composti in antichi monasteri e chiese armene, alcuni risalenti al IV secolo. La Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2026 è quindi un invito a fare tesoro di questa comune eredità cristiana e ad approfondire la comunione in Cristo che unisce i suoi seguaci in tutto il mondo.

Il materiale include un’introduzione al tema, uno schema per la celebrazione ecumenica e una selezione di brevi letture e preghiere per ogni giorno della settimana. Questo contenuto può essere utilizzato in vari modi ed è pensato per essere impiegato non solo durante la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, ma anche durante l’intero anno 2026.

Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani

TESTO BIBLICO
Efesini 4,1-13

“Perciò, io che sono prigioniero a causa del Signore, vi raccomando: fate in modo che la nostra vita sia degna della vocazione che avete ricevuto! Siate sempre umili, cordiali e pazienti; sopportatevi l’un l’altro con amore; cercate di conservare, per mezzo della pace che vi unisce, quella unità che viene dallo Spirito Santo. Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati. Uno solo è il Signore, una sola è la fede, uno solo è il battesimo. Uno solo è Dio, Padre di tutti, al di sopra di tutti, che in tutti è presente e agisce. Eppure a ciascuno di noi Cristo ha dato la grazia sotto forma di doni diversi. Dice la Bibbia: Quando è salito in alto, ha portato con sé dei prigionieri, ha distribuito doni agli uomini. Se la Bibbia dice è salito in alto vuol dire che prima era disceso sulla terra. Colui che è venuto sulla terra è lo stesso che è salito nella più alta regione del cielo, per riempire tutto l’universo con la sua presenza. Ebbene, è proprio lui che ha dato diversi doni agli uomini: alcuni li ha fatti apostoli, altri profeti, altri evangelisti, altri pastori e maestri. Così egli prepara il popolo di Dio per il servizio che deve compiere. E così si costruisce il corpo di Cristo, fino a quando tutti assieme arriveremo all’unità, con la stessa fede e con la stessa conoscenza del Figlio di Dio; finché saremo giunti alla perfezione, a misura dell’infinita grandezza di Cristo che riempie l’universo”. N.B.: Testi biblici tratti da: – Parola del Signore.

La Bibbia. Nuova versione interconfessionale in lingua corrente, Elledici-Alleanza Biblica Universale, Torino-Roma 2014.
Chiesa Cattolica Italiana

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI
18-25 gennaio

“Credi tu questo?”
Giovanni 11, 26

LIBRETTO GUIDA DELLA SETTIMANA
INDICE

  • 03 Presentazione
  • 10 · Introduzione Teologico-Pastorale
  • 16 · La preparazione del materiale per la settimana di prehiera 2025
  • 19 · Testo Biblico
  • 21 · Celebrazione ecumenica della parola di Dio
  • 36 · Commento per gli otto giorni
  • 63 · Appendice I / Presentazione della Comunità Monastica di Bose
  • 67 · Appendice II / Preghiera universale
  • 84 · Appendice III / Canti per l’unità dei cristiani
  • 92 · Appendice IV / Date importanti nella storia della preghiera per l’unità
  • 96 · Appendice V / Temi della settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani: 1968-2025
  • 103 · Suggerimenti per l’organizzazione della settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani

PRESENTAZIONE
“Credi tu questo?”

Giovanni 11, 26

1. “Credi tu questo?”: questa domanda di Gesù è il fondamento della fede cristiana. È una domanda che percorre tutto il corso della storia e che ci interpella profondamente sul piano personale ed ecclesiale. Il brano scelto ci commuove perché ci richiama l’evento centrale della nostra fede: Gesù è risorto, è la risurrezione e la vita, la morte non ha l’ultima parola, ma è sommersa dalla risurrezione di Cristo.

Siamo nella parte del Vangelo di Giovanni chiamata “vangelo dei segni”: segni che rivelano tratti fondamentali del mistero di Cristo, segni che preludono al “Segno” perfetto e definitivo, all’evento della “gloria”, cioè il mistero pasquale, il dono totale che Cristo fa di sé al Padre e agli uomini, evento di salvezza e di rivelazione, dono dello Spirito ed espressione di un amore senza misura.

Nel contesto del capitolo 11 contrassegnato dall’attesa di quell’“ora”, risuonano le parole del dialogo tra Marta e il Signore: da una parte, la delusione, la fragilità e il dolore di Marta, che con Lazzaro sa di aver perso tutto ciò che aveva: “se tu eri qui, mio fratello non moriva!”. Dall’altra parte Gesù, il Signore della vita che davanti a lei afferma: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà; anzi chi vive e crede in me non morirà mai” (Gv 11, 25-26). Un’affermazione potente che non è solo un messaggio comunicativo, ma è performativo, è dabar. Parola di Dio efficace che realizza ciò che dice: non un messaggio ma un evento di risurrezione che spezza ogni delusione e dolore e che interpella personalmente e profondamente Marta e ognuno di noi: “Credi tu questo?”.

Sì, Marta lo aveva capito bene, il Padre nulla avrebbe negato a Gesù, ed era certa che ci sarebbe stata una risurrezione di tutti coloro che avevano creduto nel Maestro. Ed è singolare che proprio a una donna il Signore si riveli come la risurrezione e la vita, così come a una donna samaritana si è rivelato come Messia, e così come le donne saranno sotto la croce fino alla fine, e saranno donne le prime testimoni della risurrezione.

2. “Credi tu questo?”: sì, significa credere nella persona di Cristo e nel suo Spirito sia nella storia e nella vita personale di ognuno di noi, sia come chiese cristiane. In questo presente tempo in cui lo scetticismo verso i principi e le verità evangeliche sembra farla da padrone, i cristiani sono chiamati a credere e soprattutto vivere la fede in Gesù credendo alla sua Parola, credendo a ciò che può sembrare impossibile, perché il nostro Dio è l’Iddio dell’impossibile. La risurrezione è un vero e proprio ritorno alla vita, è un miracolo di Dio che si accetta per fede, estraneo al pensiero del nostro tempo ma è un miracolo e un dono. E la risurrezione di Cristo è garanzia della risurrezione dei credenti e della realtà della communio sanctorum, aprendo nuove prospettive sul piano personale e comunitario, sul piano escatologico e sul piano esistenziale ed ecclesiale.

3. “Credi tu questo?”: anche nel cammino ecumenico si tratta di credere in Cristo nostra speranza, che nella sua Carne ha abbattuto il muro della divisione e ha fatto di due popoli una cosa sola (cfr. Ef 2, 14-15). Si tratta quindi di immergere in lui e nel suo Spirito il nostro cammino che porta i segni delle fragilità e degli interrogativi del presente. Crediamo che l’ecumenismo non sia soltanto un lavoro diplomatico, incontro al vertice o l’intesa pratica in uno spirito di collaborazione per le diverse iniziative, ma sia innanzitutto incontro personale con Cristo, guardarlo negli occhi e credere in lui e nella sua forza trasformante. Alle volte siamo presi dalla tentazione di accomodarci sui risultati raggiunti o dalla delusione per il fatto che dopo i documenti congiunti di particolare rilievo sul piano storico e teologico non si sia già arrivati all’unità auspicata.

Pensiamo a Paolo VI e Athenagoras che già 60 anni fa, il 7 dicembre 1965, auspicavano di celebrare mangiando dall’unico pane e bevendo dall’unico calice. Sembrava una cosa imminente. Importanti risultati sono stati raggiunti con il B.E.M., con il Documento congiunto sulla giustificazione, e sulla commemorazione congiunta dei 500 anni della Riforma, ma poi nel difficile momento storico degli anni ‘20 di questo secolo, caratterizzati dalla drammatica esperienza della pandemia e della guerra in Ucraina e in Medio oriente, sembra di trovarsi in un tempo sospeso dove tutto è congelato e immobile. E qui, quando ci sembra di poter dire con Marta “Signore, se tu eri qui, mio fratello non moriva!”, Cristo dice ancora una volta in questo momento storico: “Io sono la risurrezione e la vita (…) Credi tu questo?”.

Dunque, si tratta di credere nella risurrezione anche per quanto riguarda il cammino ecumenico. Sì, credere nella persona di Cristo. È lui che ha trasformato ogni immobilismo, ogni rigidità ogni tentazione, ogni difficoltà in luce, ogni morte in vita. Anche per il cammino ecumenico che noi come corpus christianorum effettuiamo. È lui che è entrato nelle nostre divisioni e le trasforma in perdono, misericordia, rinnovato amore reciproco, in una visione di unità poliedrica dell’unica Chiesa di Cristo (cfr. Evangelii Gaudium 236). Sentiamo a livello personale e come delegati delle nostre chiese l’interrogativo che ci interpella in coscienza profondamente. Credi tu questo? Credi in un mondo trasformato dall’amore e dalla luce di Cristo, vita e risurrezione, anche quando sembrano addensarsi le tenebre? Facciamo nostra la preghiera di Bonhoeffer a Flossenburg: “Al cominciar del giorno, Dio ti chiamo (…) c’è buio in me, in te invece c’è luce. Sono solo ma tu non mi abbandoni, non capisco le tue vie, ma tu sai quale è la strada, Padre del cielo siano lode e grazia a te!”.

4. “Credi tu questo?”: significa credere che non può essere svuotata la croce di Cristo. Ed è qui che possiamo ricordare quanto dissero Giovani Paolo II e Bartolomeo nel 1994: “Carissimi, abbiamo questo compito comune, dobbiamo dire insieme fra Oriente e Occidente: Ne evacuetur Crux! (cfr. 1Cor 1,17). Non sia svuotata la Croce di Cristo, perché se si svuota la Croce di Cristo, l’uomo non ha più radici, non ha più prospettive: è distrutto! Questo è il grido alla fine del secolo ventesimo. È il grido di Roma, il grido di Costantinopoli, il grido di Mosca. È il grido di tutta la cristianità”.

5. “Credi tu questo?”: significa credere nello Spirito di Cristo che ci guida alla verità tutta intera. Noi cristiani delle diverse chiese delle Marche crediamo che lo stesso Spirito che ha contraddistinto i primi cristiani a Nicea ci ha radunati insieme e ci sta facendo fare insieme un cammino di fraternità e di profonda accoglienza. Non lo potevamo nemmeno immaginare, quando nel 2011 ci siamo trovati a Loreto solo con una bozza di progetto ma come rappresentanti di diverse chiese per proclamare l’unica vera Chiesa in Cristo con sensibilità diverse. È stato molto bello studiare insieme uno statuto per poter testimoniare insieme nella nostra regione la nostra esperienza cristiana. Il fatto di trovarci a Loreto non è stato qualcosa di divisivo, anche se inizialmente poteva esserci qualche timore. Anzi, continuiamo ogni anno a trovarci proprio a Loreto come cristiani che nella loro diversità si radunano insieme in preghiera alla vigilia di Pentecoste effettuando una veglia ecumenica per chiedere il dono dello Spirito ed affidargli il cammino ecumenico. Questa esperienza che facciamo insieme da tre anni ci corrobora, ci unisce, ci fa avanzare nel cammino di conversione personale e comunitario come chiese.

6. Il Concilio di Nicea che ricordiamo nell’anniversario dei 1700 anni della sua convocazione, è di profonda attualità anche oggi, perché ci offre l’immagine di un Dio che in se stesso è comunione, è dialogo, è amore: la Trinità come modello di unità nella diversità, proclamando il Figlio come consustanziale al Padre si mette in evidenza non solo che il Figlio è Dio come è Dio il Padre, Dio vero da Dio vero, ma come l’amore costituisca lo specifico della Trinità, dove ogni Persona ha la sua specifica identità nella piena unità e nella totale donazione alle altre. Il Concilio di Nicea ci mostra la Trinità come modello dell’unica Chiesa di Cristo e ci ricorda che il cammino ecumenico si alimenta nell’amore reciproco che costituisce l’essere di Dio.

7. Il ricordo del Concilio di Nicea ci porta a pensare ad Atanasio, Padre della Chiesa, difensore della fede trinitaria espressa a Nicea contro l’arianesimo. Atanasio conosce il dramma delle divisioni della Chiesa antica, conosce le false accuse, l’esilio e la persecuzione, ma nella sua fedeltà a Cristo, nel credere fermamente in lui, che è la risurrezione e la vita riesce a intuire nel mistero di Cristo il disegno di Dio sull’uomo: in Cristo, Dio si è fatto Uomo perché l’uomo possa divenire Dio. Sì, Egli riesce a mostrarci la divinizzazione dell’uomo come centro dell’antropologia cristiana e della vita della chiesa, O admirabile commercium, o meraviglioso scambio tra la nostra povertà e la sua grandezza, che riecheggia tra gli antichi padri e che indica ancora nel cammino delle chiese di oggi la certezza che la nostra povertà è stata assunta e trasformata da Cristo.

Ancora oggi ci viene chiesto: credi tu questo? E ancora oggi possiamo dire che crediamo fermamente in Cristo e nell’azione del suo Spirito, e crediamo che la divinizzazione dell’uomo in comunione con gli altri nella reciprocità dell’amore e dunque nella koinonia, possa costituire il centro della ecclesiologia cristiana e la meta del cammino ecumenico: tutti uno in Cristo, risurrezione e vita. Che il Signore ci aiuti a proseguire in questo cammino!

Il Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche.
Sono membri del Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche: Chiesa Cattolico-Romana, Chiesa Ortodossa del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Romania, Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, Chiesa Battista delle Marche e Chiesa Evangelica Valdese.

INTRODUZIONE TEOLOGICO-PASTORALE
“Credi tu questo?”

Giovanni 11, 26

Le preghiere e le riflessioni per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani del 2025 sono state redatte dai fratelli e dalle sorelle della Comunità Monastica di Bose, nel nord Italia. Quest’anno ricorre l’anniversario dei 1700 anni del primo Concilio ecumenico dei cristiani che si tenne a Nicea, vicino Costantinopoli, nel 325 d.C.; questa commemora­zione offre un’opportunità unica per riflettere e celebrare la nostra comune fede di cristiani, quale fu espressa nel Credo formulato durante quel Concilio, una fede ancora oggi viva e feconda. La Settimana di preghiera del 2025 ci invita ad attingere a questa eredità condivisa e ad entrare più profondamente nella fede che ci unisce come cristiani.

Il Concilio di Nicea

Convocato dall’imperatore Costantino, il Concilio di Nicea fu celebrato – secondo la tradizione – da 318 Padri, per lo più provenienti dall’oriente. La Chiesa, che stava emergendo proprio allora dalla clandestinità e dalla persecuzione, cominciava a sperimentare quanto fosse difficile condividere la medesima fede nei diversi contesti culturali e politici dell’epoca. Accordarsi sul testo del Credo significò definire i fondamenti essenziali comuni su cui costruire comunità locali che si riconoscessero come chiese sorelle, ciascuna nel rispetto delle diversità delle altre.
Nei decenni precedenti erano sorte divergenze tra i cristiani, talvolta degenerate in gravi conflitti e dispute riguardanti svariate questioni quali: la natura di Cristo in relazione al Padre; l’accordo su un’unica data per celebrare la Pasqua e il suo rapporto con la Pasqua ebraica; l’opposizione a opinioni teologiche considerate eretiche; la riammissione dei credenti che avevano abiurato la fede durante le persecuzioni perpetrate negli anni precedenti.
Il testo del Credo approvato utilizzava la prima persona plurale: “Noi crediamo…”, formula che sottolineava un’appartenenza comune. Il Credo era costituito da tre parti, dedicate ciascuna ad una delle tre Persone della Trinità, cui seguiva una conclusione in cui venivano condannate le affermazioni considerate eretiche. Il testo di questo Credo fu rivisto e ampliato durante il Concilio di Costantinopoli del 381 d.C., in cui furono eliminate le condanne. Si raggiunse così quella formulazione della professione di fede che le chiese cristiane oggi riconoscono come “Credo niceno-costantinopolitano”, spesso indicato semplicemente come “Credo niceno”.

Dal 325 al 2025

Nonostante il Concilio di Nicea abbia stabilito il modo in cui calcolare la data della Pasqua, successive divergenze di interpretazione hanno fatto sì che spesso oriente e occidente abbiano individuato diverse date per la celebrazione pasquale. Nell’attesa che la data della celebrazione pasquale torni nuovamente a coincidere ogni anno, in questo anniversario del 2025 – per una felice coincidenza – questa solennità sarà celebrata nella stessa data sia dalle chiese di oriente che da quelle di occidente.

Il significato degli eventi salvifici che tutti i cristiani celebreranno la domenica di Pasqua, 20 aprile 2025, non è mutato con il passare di questi diciassette secoli. La Settimana di preghiera per l’unità rappresenta la possibilità per i cristiani di analizzare e ravvivare questa eredità e di riappropriarsene in modi consoni alla cultura contemporanea, nelle sue varie articolazioni, oggi ancor più complesse rispetto a quelle del mondo cristiano ai tempi del Concilio di Nicea. Vivere insieme la fede apostolica non significa riaprire le controversie teologiche di allora, protrattesi nei secoli, quanto piuttosto rileggere, in atteggiamento di preghiera, i fondamenti scritturistici e le esperienze ecclesiali che hanno condotto alla celebrazione del Concilio e ne hanno motivato le decisioni.

Il testo biblico per la Settimana di preghiera

Il testo biblico di riferimento per la Settimana – tratto dal Vangelo Giovanni, 11, 17-27 – è stato scelto proprio in quest’ottica, e il tema precipuo “Credi tu questo?” (v. 26), prende spunto dal dialogo tra Gesù e Marta, durante la visita di Gesù alla casa di Marta e Maria a Betania, dopo la morte del loro fratello Lazzaro, come narrato dall’evangelista Giovanni.

All’inizio del capitolo viene detto che Gesù amava Marta, Maria e Lazzaro (v. 5) e, informato che Lazzaro era gravemente malato, rassicura che la sua malattia “non porterà alla morte”, ma che “servirà a manifestare la gloriosa potenza di Dio e quella di suo Figlio” (v. 4); Gesù rimane in quel luogo per altri due giorni. Quando Gesù arriva a Betania, nonostante fosse stato avvertito del rischio di essere ucciso (v. 8), Lazzaro “era nella tomba da quattro giorni” (v. 17): le parole di Marta a Gesù esprimono rammarico per il suo arrivo tardivo, e forse contengono anche una nota di rimprovero: “Signore, se tu eri qui, mio fratello non moriva!” (v. 21). Ma sono seguite immediatamente da una professione di fede nella sua potenza salvifica: “E anche ora so che Dio ascolterà tutto quello che tu gli domandi” (v. 22). Quando Gesù la rassicura che suo fratello risorgerà (v. 23), lei risponde proclamando la sua fede religiosa: “Sì, lo so; nell’ultimo giorno risorgerà anche lui” (v. 24). Gesù la conduce oltre, dichiarando il suo potere sulla vita e sulla morte e rivelando la sua identità di Messia: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà; anzi chi vive e crede in me non morirà mai” (vv. 25-26). Dopo questa sorprendente affermazione, Gesù pone a Marta una domanda molto diretta e profondamente personale: “Credi tu questo?” (v. 26).

Come Marta, i primi cristiani non potevano rimanere indifferenti o passivi di fronte a queste parole di Gesù che toccavano e scrutavano il loro cuore. Cercarono, quindi, fervidamente, di dare una risposta comprensibile alla domanda di Gesù: “Credi tu questo?”. Analogamente, i Padri di Nicea si sforzarono di trovare le parole giuste per esprimere il Mistero dell’Incarnazione e della Passione, Morte e Risurrezione del loro Signore nella sua interezza. Nell’attesa del suo ritorno, i cristiani di tutto il mondo sono chiamati a testimoniare insieme questa fede nella risurrezione, che per loro è fonte di speranza e di gioia, da condividere con tutti i popoli.

Materiale per ogni giorno della Settimana di preghiera

Per ciascuno degli Otto giorni vengono forniti testi per la preghiera personale o comunitaria che comprendono due brani della Scrittura e un Salmo. I temi di ogni giorno, invece, ripropongono alla riflessione, personale e comunitaria, affermazioni-chiave del Credo niceno.

Giorno 1: Noi crediamo in un solo Dio, Padre onnipotente…

Giorno 2: … Creatore del cielo e della terra

Giorno 3: Noi crediamo in un solo Signore, Gesù Cristo (…) che si è fatto Uomo Giorno 4: Fu crocifisso (…). Morì e fu sepolto (…). Il terzo giorno è risuscitato

Giorno 5: Crediamo nello Spirito Santo, che (…) dà la vita

Giorno 6: Crediamo la Chiesa

Giorno 7: Professiamo un solo battesimo

Giorno 8: Aspettiamo la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà

Si è scelto di sostituire agli usuali Commenti alle letture scritturistiche di ciascun giorno delle brevi letture patristiche provenienti da diverse aree geografiche e tradizioni ecclesiali (greca, siriaca, armena e latina), con l’intento di offrire uno spaccato della riflessione cristiana del primo millennio, che aiuti a collocare le definizioni del Concilio di Nicea, sia nei contesti che le hanno generate, sia in quelli che ne sono stati influenzati. Le preghiere di intercessione e quelle per la meditazione di ogni giorno invitano a rendere attuale e operante – con sentimenti di gioia e gratitudine – il contenuto della fede condivisa e celebrata nei secoli in tutta l’ecumene.

TESTO BIBLICO
Giovanni 11, 17-27

Betània era un villaggio distante circa tre chilometri da Gerusalemme: quando vi giunse Gesù, Lazzaro era nella tomba da quattro giorni. Molta gente era andata a trovare Maria e Marta per confortarle dopo la morte del fratello. Quando Marta sentì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece rimase in casa. Marta disse a Gesù: “Signore, se tu eri qui, mio fratello non moriva! E anche ora so che Dio ascolterà tutto quello che tu gli domandi”. Gesù le disse: “Tuo fratello risorgerà”. Marta rispose: “Sì, lo so; nell’ultimo giorno risorgerà anche lui”. Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà; anzi chi vive e crede in me non morirà mai. Credi tu questo?”. Marta gli disse: “Signore, sì! Io credo che tu sei il Messia, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo”

Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2026
18-25 gennaio 2026

RIFLESSIONI E PREGHIERE PER GLI OTTO GIORNI

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PRIMO GIORNO
La nostra chiamata

Versetto del giorno

“Perciò, io che sono prigioniero a causa del Signore, vi raccomando: fate in modo che la nostra vita sia degna della vocazione che avete ricevuto.” (Ef 4, 1)

Letture bibliche supplementari

Michea 6, 6-8; Salmo 133 (132), 1-3; Marco 3,13-15

Commento

Nel versetto 4,1 della Lettera agli Efesini, Paolo sottolinea l’importanza di vivere una vita degna della “vocazione che avete ricevuto”, un aspetto intrinsecamente associato all’unità della comunità cristiana. In mezzo ad una società divisa, il Vangelo chiama i credenti a superare le barriere e a promuovere la riconciliazione. Questa chiamata divina ci invita a incarnare i valori del Regno di Dio all’interno della comunione dei credenti. Conformando il nostro comportamento a questa vocazione, non solo facciamo risplendere la dottrina di Cristo, ma contribuiamo anche all’unità e alla crescita del suo Corpo. Riconoscere e abbracciare questa vocazione è essenziale per vivere la vera essenza della comunità cristiana e alimentare una comunione armoniosa e solidale.

Per riflettere

In che modo la riflessione sulla “vocazione che avete ricevuto”, descritta nella Lettera agli Efesini 4,1, ci ispira a contribuire attivamente all’unità, all’interno della nostra comunità ecclesiale sia locale che globale?

Preghiera

Dio della Luce, ci hai chiamati dalle tenebre alla tua luce. Fa’ che, rispondendo prontamente alla tua chiamata possiamo cercare attivamente la riconciliazione e condividere la tua luce nel mondo. Amen.

SECONDO GIORNO
Sostenersi a vicenda nell’amore

Versetto del giorno

“Siate sempre umili, cordiali e pazienti; sopportatevi l’un l’altro con amore.” (Ef 4, 2)

Letture bibliche supplementari

Zaccaria 7, 8-10; Salmo 25 (24), 6-10; Luca 10, 30-36

Commento

L’apostolo Paolo ci esorta a vivere in modo degno della nostra vocazione cristiana, fornendoci un significativo orientamento per la vita di relazione. Egli chiama i credenti ad essere “sempre umili, cordiali e pazienti”, comportandosi in modo degno ed esorta: “sopportatevi l’un l’altro con amore”. Questa chiamata divina non è solo un percorso personale, ma si esprime vividamente nelle nostre interazioni con gli altri. Le quattro virtù che Paolo mette in evidenza – umiltà, cordialità, pazienza e amorevole sopportazione – sono parimenti fondamentali per coltivare relazioni basate sull’amore. Incarnare queste virtù significa avvicinarsi agli altri con spirito di genuina umiltà, essere gentili anche con chi mette alla prova la nostra pazienza e mostrare tolleranza nei confronti di chi ci provoca. Più profondamente, significa l’invito a “sopportarsi gli uni gli altri” nonostante le nostre differenze, divenendo così specchio di un amore che trascende tutte le divisioni terrene e che incarna la grazia dell’infinita compassione di Dio.

Per riflettere

In che modo le virtù dell’umiltà, della cordialità, della pazienza e dell’amorevole sopportazione, menzionate nella Lettera agli Efesini, possono aiutarci come credenti a tenere la rotta e superare le divisioni che nascono all’interno delle nostre comunità cristiane locali?

Preghiera

Signore Gesù Cristo, Tu ci mostri come essere pazienti gli uni con gli altri con umiltà e dolcezza. La luce che hai fatto brillare sul nostro cammino ci conduca verso l’unità. Aiutaci a curare le ferite della divisione e dell’indifferenza che spesso dividono le comunità. Amen.

TERZO GIORNO
Il vincolo della pace

Versetto del giorno

“Cercate di conservare, per mezzo della pace che vi unisce, quella unità che viene dallo Spirito Santo.” (Ef 4, 3)

Letture bibliche supplementari

Isaia 11, 6-9; Salmo 86 (85), 8-13; Giovanni 14, 27-31

Commento

La pace è un elemento indispensabile per mantenere l’unità all’interno della Chiesa. Nel versetto 4, 3 della Lettera agli Efesini, la “pace che vi unisce” indica un principio vitale e attivo che non solo offre fondamento, ma sostiene e nutre l’unità della comunità cristiana. Cristo, Principe della Pace (cfr Isaia 9, 6), ha predicato la pace e la riconciliazione. La pace è un dono e un frutto dello Spirito (cfr Galati 5, 22). La “pace che vi unisce” è una forza attiva che preserva la coesione della Chiesa e ne unisce tutti i membri, indipendentemente dalle loro differenze di provenienza o di opinione. La pace favorisce relazioni significative, permettendo ai credenti di interagire armoniosamente e di essere pronti al perdono. Paolo sottolinea come la vera unità richieda un impegno costante per la pace e ci inviti a coltivare costantemente e promuovere attivamente la pace tra i membri della Chiesa.

Per riflettere

In che modo l’insegnamento dell’apostolo Paolo, secondo cui la pace è un frutto dello Spirito, influisce sulle nostre interazioni e relazioni quotidiane all’interno delle nostre comunità, specialmente quando c’è bisogno di riconciliazione o di perdono?

Preghiera

Signore Gesù Cristo, tu sei il Principe della Pace. Rafforza il vincolo di pace tra noi e nel nostro mondo tormentato. Muovi alla pace il cuore di tutti coloro che suscitano guerre; sana le ferite di tutti coloro che sono afflitti dalla guerra. Preghiamo in particolare per il popolo dell’Armenia e dell’Artsakh, e per le loro famiglie, sparse in tutto il mondo. Fà che la luce del tuo Amore risplenda in tutti i luoghi oscuri del nostro mondo e affretta il giorno in cui tutti i popoli potranno vivere in pace e giustizia. Amen.

QUARTO GIORNO
Chiamati a una sola speranza

Versetto del giorno

“Una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati.” (Ef 4, 4)

Letture bibliche supplementari

Deuteronomio 6, 4-9; Salmo 24 (23), 1-6; Giovanni 17, 20-26

Commento

Nella Lettera agli Efesini 4,4, l’apostolo Paolo sottolinea la relazione di profonda unità che caratterizza l’intera Chiesa nel mondo. Tale unità è radicata nell’unico Spirito e nell’unica speranza che uniscono tutti i cristiani nella fede. Il giorno della Pentecoste, lo Spirito Santo ha infiammato i cuori degli apostoli e dato avvio alla missione universale della Chiesa. Questo stesso Spirito ci offre ogni strumento necessario a tal fine e sostiene la nostra missione collettiva nel mondo attuale, promuovendo una Chiesa che trascende i confini nazionali e culturali. La nostra comune speranza della salvezza in Gesù Cristo è la pietra angolare di questa unità, in cui si ritrovano genti diverse all’interno di un’unica Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. In quanto cristiani, questa unica speranza e questo unico Spirito, mediante il quale siamo battezzati e rinnovati, costituiscono la nostra identità. Il nostro compito è quello di garantire che questa unità non sia solo un concetto, ma una realtà vissuta che rafforza la nostra missione condivisa e nutre l’amore reciproco tra gli esseri umani.

Per riflettere

In che modo possiamo, come chiesa o come singole comunità, accettare la sfida che ci viene posta dalla nostra unica vocazione, pur preservando la nostra identità e le nostre tradizioni specifiche?

Preghiera

Gesù Cristo, ci hai riuniti in tutta la nostra diversità come tua famiglia e come Chiesa. A fronte delle tante situazioni sulla terra in cui la speranza ha lasciato il posto alla disperazione e a cuori feriti, rinnova la nostra speranza nell’opera dello Spirito Santo che trasformerà il mondo. Portaci a diffondere questa speranza a tutti e in ogni luogo. Tu sei la vera Luce, che scaccia le tenebre del peccato e fa risplendere nei nostri cuori la gioia e la speranza del tuo Amore eterno. Amen.

QUINTO GIORNO
Una sola fede, un solo battesimo

Versetto del giorno

“Uno solo è il Signore, una sola è la fede, uno solo è il battesimo.” (Ef 4, 5)

Letture bibliche supplementari

Zaccaria 14, 6-9; Salmo 100 (99), 1-5; Matteo 28, 16-20

Commento

Nel versetto 4,5 della Lettera agli Efesini, l’apostolo Paolo sottolinea che l’atto del battesimo consolida l’unità cristiana, segnando l’ingresso dei credenti nella comunione della Chiesa e affermando la loro testimonianza condivisa nello stesso Signore. È il battesimo a creare l’identità comunionale della Chiesa, poiché siamo uno nel Corpo del Signore. Questo sacramento serve a ricordarci con forza che, sebbene i membri della Chiesa possano provenire da contesti diversi, la loro unità nella fede e nel battesimo trascende ogni divisione. Ponendo al centro questi elementi unificanti, la Chiesa può celebrare la sua diversità rimanendo saldamente unita. È una sfida a dare priorità alla nostra comune identità in Cristo e, nonostante il permanere delle nostre differenze, rafforzare il legame di noi fedeli in Gesù Cristo.

Per riflettere

Quali iniziative di collaborazione possono essere intraprese dalle nostre varie comunità, per celebrare la nostra fede comune in Gesù Cristo e l’unità sugellata dal battesimo?

Preghiera

Spirito di Dio e vero Dio, che scendesti sul fiume Giordano e nel cenacolo; che ci hai illuminato con il battesimo nel santo fonte, abbiamo peccato contro il Cielo e davanti a te, purificaci nuovamente con il tuo fuoco divino, come fu per gli apostoli con le lingue di fuoco. Abbi pietà di ogni tua creatura, specialmente di noi. Amen.

San Narsete il Grazioso di Gla

SESTO GIORNO
Un solo Signore e Padre

Versetto del giorno

“Uno solo è Dio, Padre di tutti, al di sopra di tutti, che in tutti è presente e agisce.” (Ef 4, 6)

Letture bibliche supplementari

1 Re 8, 56-60; Salmo 148, 7-13; Matteo 5, 44-48

Commento

Nella Lettera agli Efesini 4,6, l’apostolo Paolo evidenzia la profonda unicità di Dio, dichiarando che Egli è “al di sopra di tutti, che in tutti è presente e agisce”. Dio è sia trascendente, giacché esiste al di là di tutto, sia immanente, giacché è presente e operante all’interno del suo creato. Questa verità fondamentale chiama la Chiesa a incarnare e vivere l’unità, radicandosi nella fede condivisa in un unico vero Dio che è Padre di tutti i credenti. Con la parola “tutti”, si intende che ogni persona creata a immagine di Dio ricade sotto la sua autorità. L’adorazione di un unico Dio crea un forte legame di unità tra i cristiani. Proprio come i membri di una famiglia trovano nell’amore per un genitore il proprio terreno di appartenenza comune, così i cristiani sono chiamati a essere uniti nella loro devozione allo stesso Padre.

Per riflettere

In che modo l’immagine di Dio come Padre amorevole e premuroso nei confronti di tutti può costituire parte della missione e del ministero delle nostre varie comunità ecclesiali, e aiutarle a promuovere una testimonianza cristiana più unitaria a livello internazionale?

Preghiera

Ti professiamo con fede e ti adoriamo, Padre amorevole, perché Tu sei in cielo al di là delle parole e in terra al di là di ogni comprensione, per mezzo del tuo Figlio, Gesù Cristo. Nel tuo tenero Amore, sei l’inizio e il compimento di tutto. Gloria per sempre a te, Padre, con il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.

San Gregorio di Narek

SETTIMO GIORNO
Il dono di Dio dato nel battesimo

Versetto del giorno

“Eppure a ciascuno di noi Cristo ha dato la grazia sotto forma di doni diversi.” (Ef 4, 7)

Letture bibliche supplementari

Geremia 1, 4-9; Salmo 131 (130), 1-3; Matteo 25, 14-18

Commento

Nell’unità che hanno ricevuto da Dio come dono, le chiese e tutte le comunità locali sono diverse tra loro, poiché la grazia viene assegnata in base al dono di Cristo che contribuisce alla costruzione del Regno di Dio. Questi doni spirituali sono concessi da un unico Signore, in un unico battesimo, per un unico scopo. Diversità nell’unità: questa è l’unica ricchezza e potenza della Chiesa, fondata su Cristo, nell’azione dello Spirito Santo.

Per riflettere

Come cambieranno le nostre relazioni, se accetteremo che la diversità dei doni non è motivo di contrasto e rivalità, bensì di rafforzamento e condivisione reciproca?

Preghiera

Signore Gesù Cristo, dall’opera dello Spirito Santo nell’unico battesimo, hai elargito su di noi grazie meravigliose e molteplici, doni per l’edificazione del tuo Corpo, la Chiesa. Concedici ora il desiderio di apprezzare appieno la ricchezza della loro diversità e di adoperarli fruttuosamente per favorire la diffusione del Vangelo. Nel tuo Nome preghiamo. Amen.

OTTAVO GIORNO
Crescere in Cristo

Versetto del giorno

“Fino a quando tutti assieme arriveremo all’unità, con la stessa fede e con la stessa conoscenza del Figlio di Dio; finché saremo giunti alla perfezione, a misura dell’infinita grandezza di Cristo che riempie l’universo.” (Ef 4, 13)

Letture bibliche supplementari

Proverbi 9, 10-12; Salmo 119 (118), 97-104; Giovanni 17, 3-7

Commento

Nel versetto 4,13 della Lettera agli Efesini, l’apostolo Paolo riassume la visione del Corpo di Cristo in tre ambiti fondamentali: unità nella fede, maturità nella conoscenza e pienezza in Cristo. Per raggiungere la maturità, è necessario sviluppare una conoscenza sempre più profonda di Gesù Cristo. Si tratta di una conoscenza che rivoluziona la vita umana e che ci porta a rinnovare la nostra mente e ad applicarla in azioni concrete, e non solo nella semplice comprensione intellettuale. Assomiglieremo sempre di più a lui nella misura in cui arriveremo a conoscerlo meglio. Per ottenere questa conoscenza, bisogna studiare i suoi insegnamenti e viverli quotidianamente in obbedienza. La “misura dell’infinita grandezza di Cristo” è l’obiettivo della maturità cristiana. Significa cercare e adoperare ogni mezzo per diventare più simili a Gesù: amando come lui ama, servendo come lui serve e facendo nostro il suo atteggiamento. Siamo chiamati a discernere il nostro cammino spirituale, cercando unità con gli altri, approfondendo la nostra conoscenza del Figlio di Dio e aspirando ad essere colmati dalla sua pienezza.

Per riflettere

In che modo stiamo approfondendo la nostra conoscenza di Cristo e come lasciamo che questa conoscenza guidi le nostre azioni, i nostri pensieri e le nostre relazioni?

Preghiera

O Cristo, vera Luce del mondo, rendi la mia anima degna di vedere con gioia la luce della tua gloria nel giorno in cui mi chiamerai, e di riposare, con la speranza del bene, nella dimora dei giusti, fino al giorno della tua gloriosa venuta. Abbi pietà delle tue creature, e di me, che sono un grande peccatore. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2026
PREGHIERA UNIVERSALE
Preghiera dei fedeli per la Santa Messa o la Liturgia della Parola

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PRIMO GIORNO
La nostra chiamata

“Perciò, io che sono prigioniero a causa del Signore, vi raccomando: fate in modo che la nostra vita sia degna della vocazione che avete ricevuto”
(Ef 4,1)

Il presidente:

Si elevi a te, Padre buono, la nostra comune invocazione affinché i battezzati siano costruttori di unità e il mondo abbia la pace. Con fede certa ti supplichiamo dicendo:
℟. Padre buono fa che accogliamo la chiamata nel tuo nome.

  • Per i cristiani delle diverse confessioni: vivano fedelmente il Vangelo e siano capaci di porgere l’orecchio a ogni grido di dolore per essere segno di prossimità e conforto nei riguardi dell’umanità sempre più lacerata da egoismo e separazione. Noi ti preghiamo.

  • Per coloro che si spendono nelle diverse forme di assistenza e carità: portino a termine il loro impegno nello spirito del Vangelo, medicando le piaghe di ogni uomo e riavvicinando quanti sono lontani e dispersi. Noi ti preghiamo.

  • Per quanti fanno esperienza di sofferenza, di solitudine e di abbandono: siano amorevolmente consolati dalla carità e dalla presenza disinteressata dei battezzati in Cristo. Noi ti preghiamo.

  • Per quanti vivono confinati dalla loro terra: il tormento della separazione sia mitigato da concreti esempi di carità fraterna e dalla certezza di avere una stabile dimora nel Regno del Padre. Noi ti preghiamo.

  • Per noi qui radunati: accettando le difficoltà della vita possiamo cantare la confortante presenza del Signore nella certezza che Egli ha predisposto per noi felicità e grazia fino al termine della nostra vita. Noi ti preghiamo.

[Nella Liturgia della Parola Il presidente: Memori del comando del Signore preghiamo come lui stesso ci ha insegnato. ℟. Padre nostro].

Il presidente:

Dio della Luce, Tu che ci hai chiamati dalle tenebre alla tua luce fa’ che rispondendo prontamente alla tua chiamata cerchiamo attivamente la riconciliazione per condividere tenacemente la tua luce nel mondo. Per Cristo nostro Signore.
℟. Amen.

SECONDO GIORNO
Sostenersi a vicenda nell’amore

“Siate sempre umili, cordiali e pazienti;
sopportatevi l’un l’altro con amore”
(Ef 4,2)

Il presidente:

A Dio Padre che con umiltà e pazienza sostiene il mondo e custodisce con premura la vita di ciascuno, rivolgiamo unanimi la nostra preghiera dicendo:
℟. O Signore, riempi il nostro cuore del tuo amore.

  • Per la Chiesa, nei suoi figli manifesti al mondo l’offerta autentica dell’amore incondizionato del Padre che unisce e ridona vita. Preghiamo.

  • Per coloro che annunciano il Vangelo, questo lieto messaggio li sorregga nella fatica del cammino. Preghiamo.

  • Per i cristiani di ogni confessione, sul modello di Cristo possano portare ai fratelli e alle sorelle afflitti dalle guerre e dalle calamità l’olio della consolazione e il vino della speranza. Preghiamo.

  • Per gli uomini e le donne che il Signore ama, possano portare pace e speranza ai popoli della terra. Preghiamo.

  • Per noi, riuniti nel nome del Signore, spronati dalla forza rigenerante della Parola apriamo i nostri occhi alle necessità del prossimo per rinsaldare legami di pace e di riconciliazione. Preghiamo.

[Nella Liturgia della Parola Il presidente: Innalziamo al Padre la nostra comune preghiera, perché venga il suo Regno di fraternità e di pace. ℟. Padre nostro].

Il presidente:

Signore Gesù Cristo, Tu ci mostri come essere pazienti gli uni con gli altri attraverso l’umiltà e la dolcezza. La luce che hai fatto brillare sul nostro cammino possa condurci verso l’unità e così da essere pronti nel curare le ferite della divisione e dell’indifferenza che spesso dividono la tua famiglia.
Per Cristo nostro Signore.

. Amen.

TERZO GIORNO
Il vincolo della pace

“Cercate di conservare, per mezzo della pace che vi unisce,
quella unità che viene dallo Spirito Santo” (Ef 4,3)

Il presidente:

Raccomandiamo al Signore le preghiere di tutti gli uomini e le donne affinché sia resa manifesta, in questo nostro tempo, l’universalità dell’amore che unisce ogni lingua, popolo e nazione. Preghiamo insieme e diciamo:
℟. Ridesta in noi, o Signore, uno Spirito nuovo.

  • Dona il tuo Spirito alle Chiese fra loro ancora divise: abbiano il vivo desiderio di compiere gesti concreti che manifestino al mondo l’unità. Preghiamo.

  • Dona costante vigore ai discepoli di questo tempo: il timore di essere rifiutati non ponga limiti all’accoglienza dell’altro ma progredisca l’entusiasmo nel mostrare sempre la prossimità del tuo volto. Preghiamo.

  • Dona la capacità di discernimento a coloro che hanno compiti di governo: siano capaci di promuovere il progresso di tutti i popoli per perseguire una vita onesta e matura. Preghiamo.

  • Dona la pace a quanti sono afflitti dai tormenti e dalle tribolazioni: trovino sulla via quotidiana uomini e donne capaci di fare sperimentare la potenza della tua grazia vivificante con compassione e vicinanza. Preghiamo.

  • Dona luce a quanti sono qui radunati nel tuo nome: facciano esperienza dello splendore e della forza trasfigurante del Vangelo per dimostrare a tutti l’amore credibile per il prossimo. Preghiamo.

[Nella Liturgia della Parola Il presidente: Guidati dallo Spirito di amore e unità, eleviamo insieme la preghiera che Gesù Cristo il giusto ci ha insegnato.
℟. Padre nostro].

Il presidente:

Signore Gesù Cristo, Tu che sei il Principe della Pace rafforza tra noi e in questo mondo tormentato i legami di pace. Fa’ che la luce del tuo amore risplenda in tutti i luoghi oscuri del nostro mondo e affretta il giorno in cui tutti i popoli potranno cogliere dalla terra i germogli di verità e dal cielo l’abbondanza della giustizia.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

. Amen.

QUARTO GIORNO
Chiamati a una sola speranza

“Una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Ef 4,4)

Il presidente:

Figli e figlie carissimi, l’universo ha atteso il momento in cui Dio ha mostrato il suo volto nel Cristo suo Unigenito Figlio. Certi di godere della pienezza di questo volto ci impegniamo ad ascoltare la sua voce per andargli incontro e rendere oggi testimonianza del suo amore. Con fiducia diciamo:
℟. Dio della speranza, tendi l’orecchio al nostro grido.

  • O Signore, nostro gaudio e letizia, unisci i battezzati di tutte le Chiese: manifestino, nell’appartenenza al Cristo morto e risorto, gesti di amore fraterno verso quanti vivono nel bisogno. Preghiamo.

  • O Signore, fortezza e rifugio, illumina i governanti delle Nazioni: i loro intenti abbiano a cuore l’accoglienza e l’inclusione per l’edificazione di una società fondata sulla pace vera, piena e duratura. Preghiamo.

  • O Signore, grande e ammirabile, guida le comunità cristiane sparse nel mondo: alla scuola dell’Evangelo siano premurose verso quanti sono costretti a situazioni di marginalità, povertà e sofferenza. Preghiamo.

  • O Signore, nostra fede e speranza, tocca il cuore dei piccoli e dei giovani: nella loro ricerca autentica facciano esperienza dell’Amore vero per ricostruire il mondo da discepoli del tuo Figlio. Preghiamo.

  • O Signore, protettore, custode e difensore, rivolgi lo sguardo su questa famiglia: nelle difficoltà quotidiane dona a ciascuno l’opportunità di gustare la dolcezza del tuo amore per essere veri promotori di unità in ogni situazione della vita. Preghiamo.

[Nella Liturgia della Parola Il presidente: Con il cuore ricolmo di speranza, ci rivolgiamo al Padre di ogni dono con le stesse parole di Gesù. ℟. Padre nostro].

Il presidente:

Signore Gesù Cristo, ci hai riuniti in tutta la nostra diversità come tua famiglia e come Chiesa. A fronte delle tante situazioni sulla terra in cui la speranza ha lasciato il posto alla disperazione e a cuori feriti, rinnova la nostra speranza nell’opera dello Spirito Santo che trasformerà il mondo. Tu che sei la vera Luce, scaccia le tenebre del peccato e fa risplendere nei nostri cuori la gioia e la speranza del tuo amore eterno, per tutti i secoli dei secoli.
℟. Amen.

QUINTO GIORNO
Una sola fede, un solo battesimo

“Uno solo è il Signore, una sola è la fede, uno solo è il battesimo” (Ef 4,5)

Il presidente:

Battezzati nell’unica fede di Cristo siamo chiamati a dare vita a un solo corpo. Rivolgiamoci con fiducia a Dio nostro Padre perché ci conceda di camminare come autentici discepoli del suo Cristo. Insieme diciamo:
℟. Rendici saldi nell’unità, o Signore.

  • Per le Chiese presenti in ogni parte del mondo: rese forti dall’amore di Cristo vincano ogni logica di separazione per attuare progetti di crescita verso uno stile fondato sulla carità e sul confronto reciproco. Preghiamo.

  • Per quanti guidano le comunità cristiane: attenti alla voce del Maestro e Pastore, siano esempio vero per il popolo loro affidato così da condurli a una conoscenza piena di lui e del suo mistero di amore. Preghiamo.

  • Per quanti vivono nella malattia e nel dolore: la difficoltà della prova manifesti in loro la presenza di Cristo sofferente e lenisca i tormenti ridando vigore al corpo e allo spirito. Preghiamo.

  • Per quanti sono schiacciati dall’odio e dalla violenza: il Risorto lenisca le ferite del peccato risanando i cuori affranti per offrire la pace a quanti la ricercano. Preghiamo.

  • Per noi qui riuniti nel nome del Signore: sostenuti da Cristo, Via, Verità e Vita, possiamo imparare ad amare gli altri con lo stesso amore con cui noi siamo amati. Preghiamo.

[Nella Liturgia della Parola Il presidente: Domandiamo al Padre di tutti gli uomini di accogliere la nostra preghiera e facciamo nostre le parole di Gesù, nostro Maestro.
℟. Padre nostro].

Il presidente:

Accogli con amore, o Padre, le nostre intenzioni di preghiera e accendi in noi il fuoco del tuo Spirito perché ci lasciamo infiammare dal tuo stesso amore.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

. Amen.

SESTO GIORNO
Un solo Signore e Padre

“Uno solo è Dio, Padre di tutti, al di sopra di tutti,
che in tutti è presente e agisce” (Ef 4,6)

Il presidente:

A Dio nostro Padre presentiamo coralmente la nostra invocazione affinché interceda per il mondo donando la pace e aiutando tutti i battezzati a costruire vincoli di unità. Per questo lo supplichiamo con fede dicendo:
℟. Mostraci, o Signore, il tuo volto d’amore.

  • O Padre, elargisci il dono del tuo Spirito a tutte Chiese sparse nel mondo perché, attraverso di esso, allontanino la divisione per comporre saldi legami di unità. Noi ti preghiamo.

  • O Padre, ravviva uno sguardo limpido in tutti i battezzati perché possano riconoscerti nel volto dei fratelli e delle sorelle che incontrano lungo il cammino della loro esistenza. Noi ti preghiamo.

  • O Padre, concedi ai governanti di ogni popolo e nazione il dono della vera sapienza perché il loro servizio sia svolto nella promozione e nella costruzione di uguale giustizia per tutti gli uomini. Noi ti preghiamo.

  • O Padre, rinvigorisci i costruttori di pace perché dall’impegno e dall’autentica testimonianza della loro vita si estinguano nel mondo i sentimenti di amarezza, separazione e dissidio. Noi ti preghiamo.

  • O Padre, nutri della tua presenza i tuoi figli qui riuniti perché facciamo fruttificare nei loro cuori i semi vitali della tua Parola così da portare frutti di bene nella Chiesa e nel mondo intero. Noi ti preghiamo.

[Nella Liturgia della Parola Il presidente: Come figli dell’unico Padre, ci rivolgiamo a lui con le parole che Gesù ci ha insegnato: ℟. Padre nostro].

Il presidente:

Ti professiamo con fede e ti adoriamo, Padre amorevole, perché Tu sei in cielo al di là delle parole e in terra al di là di ogni comprensione, per mezzo del tuo Figlio Gesù Cristo. Fa che anche noi possiamo essere nel mondo riflesso autentico della tua presenza divina e consolatrice.
Te lo chiediamo per Cristo tuo Figlio e nostro Signore.

. Amen.

SETTIMO GIORNO
Il dono di Dio dato nel battesimo

“Eppure a ciascuno di noi Cristo ha dato la grazia
sotto forma di doni diversi” (Ef 4,7)

Il presidente:

Fratelli e sorelle, il Signore che ha plasmato il nostro cuore per mezzo di un amore senza limiti ha concesso protezione e salvezza al suo popolo. Con viva fede eleviamo a lui la nostra preghiera dicendo:
℟. Donaci la grazia di essere testimoni della vera fede.

  • Tutte le comunità cristiane si mettano in cammino attraverso sentieri di unità. Oltrepassino gli interessi di questo mondo per riconoscere l’abbondante ricchezza elargita dal lieto annuncio del Vangelo di Cristo. Noi ti preghiamo.

  • Le nazioni siano liberate dai quotidiani esempi di violenza, prepotenza e prevaricazione. Trovino guide e promotori capaci di indicare nella convivenza e nel rispetto sentieri di fratellanza e di pace. Noi ti preghiamo.

  • La società civile si apra a orizzonti di intesa e di autentico amore verso l’uomo. Liberata dall’individualismo sia fecondata da esempi di umiltà avendo come modello lo stesso rispetto che Dio ha per l’opera da lui creata. Noi ti preghiamo.

  • Quanti vivono nella povertà spirituale e materiale percepiscano la vicinanza di Dio. Braccio potente e mano tesa siano il compito di ogni cristiano nel proprio cammino quotidiano di crescita. Noi ti preghiamo.

  • Noi, qui radunati, possiamo sentirci nutriti e confortati dalla Parola e dal Pane di vita. Il modello di fraternità e amore universale diffondano nel mondo il buon profumo di Cristo e della sua Santa Chiesa. Noi ti preghiamo.

[Nella Liturgia della Parola Il presidente: Invochiamo la misericordia di Dio sulla nostra vita, pregando insieme con le parole che riassumono tutto l’insegnamento cristiano. ℟. Padre nostro].

Il presidente:

O Dio nostro Padre, dall’opera dello Spirito Santo nell’unico battesimo, hai elargito su di noi grazie meravigliose e molteplici doni per l’edificazione della Chiesa. Ascolta benevolo la preghiera di noi tuoi figli e concedici il desiderio di apprezzare appieno la ricchezza della diversità per favorire la diffusione del Vangelo.
Per Cristo nostro Signore.
℟. Amen.

OTTAVO GIORNO
Crescere in Cristo

“Fino a quando tutti assieme arriveremo all’unità, con la stessa fede e con la stessa conoscenza del Figlio di Dio; finché saremo giunti alla perfezione, a misura dell’infinita grandezza di Cristo che riempie l’universo” (Ef 4,13)

Il presidente:

Radunati dal Padre per implorare insieme l’unità di tutte le comunità cristiane, a lui chiediamo di mostrarci la sua mirabile perfezione per essere segno e strumento del suo infinito progetto di pace. Rivolgiamo insieme la nostra preghiera:
℟. O Padre, rafforza in noi la fede, ravviva la speranza e dona la tua carità.

  • Per il popolo cristiano: si accresca in ogni battezzato il desiderio di pace e riconciliazione. Divenga concreta la volontà del Padre di fare di tutti una cosa sola in Cristo. Ti preghiamo.

  • Per quanti sono alla guida delle varie comunità cristiane: siano immagine della carità operosa di Cristo. L’attenzione alle molteplici necessità di quanti sono loro affidati faccia regnare nei cuori la perfetta carità. Ti preghiamo.

  • Per quanti si prodigano nei vari ambiti dell’educazione: alimentino il bene comune e l’unità nei cuori dei piccoli e dei giovani. Il coraggio e la speranza nel futuro siano trasmessi con la certezza di ricevere forza dal Padre, autentica fonte di crescita e maturazione. Ti preghiamo.

  • Per coloro che hanno perso la vita pur di mantenere l’unità tra i cristiani: il loro esempio sia seme fecondo per i figli di tutta la terra. La loro certezza evangelica orienti la nostra incertezza verso Dio Padre, specchio di unità e comunione. Ti preghiamo.

  • Per noi e le nostre famiglie: il cammino compiuto ci renda solleciti nel percorrere insieme la via per poter raggiungere la casa comune. Insieme e per l’eternità contempleremo il volto del Signore per custodirne l’unità e la ricchezza della diversità. Ti preghiamo.

[Nella Liturgia della Parola Il presidente: Uniti dall’amore del Cristo, crocifisso e risorto, come unica famiglia ci presentiamo al Padre come il Signore Gesù ci ha insegnato. ℟. Padre nostro].

Il presidente:

O Dio nostro Padre, accogli la nostra incessante invocazione per i cristiani uniti nella confessione e nella testimonianza di Gesù tuo Figlio. Affretta l’ora in cui tutte le comunità cristiane giungeranno all’unità da te voluta e per la quale il tuo Figlio ti ha pregato nella potenza dello Spirito Santo. Per Cristo nostro Signore.
℟. Amen.