Venerdì 10 aprile 2026
Poco dopo che il Ghana ha ottenuto una vittoria storica all’ONU (marzo 2026), con l’approvazione di una risoluzione che dichiara la schiavitù transatlantica come “il crimine più grave contro l’umanità”, pubblichiamo qui un breve articolo sull’evento dello scorso 8 aprile, promosso dalla Pontificia Università Cattolica di Campinas, in Brasile. Gli effetti del colonialismo e il razzismo sono temi attuali e trasversali a tutti i continenti.
Un incontro alla PUC-Campinas ha portato un’esperta di Africa
per riflettere sulle eredità del colonialismo e sulle sfide attuali.
La PUC-Campinas, tramite il Centro de Estudos Africanos e Afro-Brasileiros, Dra. Nicéa Quintino Amauro, (CEAAB) e l’Osservatorio PUC-Campinas, ha realizzato, nella serata di mercoledì 8 aprile 2026, una conferenza sui “70 anni dall’inizio delle lotte di liberazione anticoloniale in Africa: sfide di ieri, confronti di oggi”. L’ospite invitata è stata la Prof.ssa Dott.ssa Patrícia Teixeira Santos, esperta di Storia dell’Africa.
La discussione ha coinvolto docenti, studenti e ricercatori in un evento dedicato alla riflessione su razzismo, memoria storica e resistenza. Con questo tema, l’iniziativa ha cercato di ampliare il dibattito sulle disuguaglianze ancora presenti nelle relazioni sociali e politiche, specialmente nel contesto brasiliano.
L’obiettivo dell’incontro è stato quello di affrontare il razzismo come elemento centrale nella formazione etica e civica, oltre a promuovere uno spazio interdisciplinare di discussione sulle sue diverse manifestazioni nella società. L’attività ha inoltre evidenziato l’importanza di comprendere i processi storici che hanno plasmato le dinamiche contemporanee di esclusione e resistenza.
L’apertura ha visto gli interventi della coordinatrice del Centro de Estudos Africanos e Afro-Brasileiros, Dott.ssa Nicéa Quintino Amauro, della commendatrice Edna Almeida Lourenço, e del Prof. Dott. Pe. José António Boareto, docente della Facoltà di Teologia e ricercatore dell’Osservatorio PUC-Campinas.
Per la commendatrice Edna, la realizzazione dell’evento e la presenza di specialisti rafforzano la crescita e la rilevanza del centro di studi. “L’asticella del CEAAB continua a salire, ed è in una crescita molto significativa. Avere qui la professoressa Patrícia è di un’importanza senza pari, per tutto il bagaglio che lei possiede su questo tema, portando questa nostra storia così sofferta, così dolorosa, ma che porta anche una vittoria, che mostra la forza del nostro popolo nero”, ha affermato.
Ha inoltre anticipato le partnership internazionali del Centro: “Stiamo vivendo una relazione intensa con l’Africa. Riceveremo professori dell’Università Pedagogica di Maputo, in Mozambico, e siamo in trattative con il Ministero della Salute dell’Angola. È un momento magico per noi, di grande felicità, con l’impegno di professionisti dedicati alla salute integrale della popolazione nera”, ha concluso.
Padre Boareto ha ribadito l’importanza di rivisitare questo processo storico per comprendere le sfide attuali. “Sono 70 anni di lotta anticoloniale. I paesi africani hanno conquistato la loro indipendenza, ma permangono ancora residui di quella colonizzazione. L’importante è percepire come questi popoli continuino a resistere attraverso l’ancestralità, i saperi e le pratiche culturali”, ha spiegato.
Secondo lui, questa resistenza si manifesta come elemento centrale di identità e continuità storica. “Questa memoria ancestrale è anche resistenza nel presente, una forma di riorganizzazione di fronte alle impronte lasciate dal colonialismo”, ha evidenziato.
Successivamente, la conferenza principale è stata condotta dalla professoressa dott.ssa Patrícia Teixeira Santos, esperta di Storia dell’Africa. Ella ha approfondito questi 70 anni di lotta e presentato elementi importanti per il dibattito attuale.
“È una grande gioia essere qui. Voglio sottolineare l’importanza del CEAAB a livello nazionale, come punto di riferimento per la riflessione, l’apprendimento e il confronto tra ricercatori, giovani e attivisti. Questa comunione è fondamentale”, ha dichiarato.
La ricercatrice ha inoltre evidenziato l’attualità del tema, collegando passato e presente. “Riflettere sulle lotte e sulle resilienze dei popoli, che continuano a essere sfruttati in nuovi contesti, è fondamentale per comprendere l’ultracolonialismo che viviamo oggi”, ha affermato. Ricordando episodi storici, come la Guerra d’Algeria, ha enfatizzato il ruolo della resistenza popolare. “Ricordare queste lotte significa anche riconoscere la nostra capacità di reagire e resistere a situazioni oppressive”, ha precisato.
Sulla professoressa Patrícia Teixeira Santos
La professoressa dott.ssa Patrícia Teixeira Santos è titolare di Storia dell’Africa presso l’UNIFESP; docente permanente del Programma di Post-Laurea in Storia dell’UFAM; ricercatrice collaboratrice del Centro Transdisciplinare Cultura, Spazio e Memoria dell’Università di Porto, in Portogallo; del Laboratorio Le Afriche nel Mondo; dell’Istituto di Scienze Politiche dell’Università di Bordeaux; del Centro di Ricerche sull’Inculturazione del Cristianesimo dell’Università di Bordeaux, in Francia; e del Dipartimento di Studi Africani dell’Università di Delhi, in India.