Lunedì 20 aprile 2026
L’Articolazione dei Popoli Indigeni del Brasile (Apib) ha presentato, durante l’Accampamento Terra Livre (ATL) 2026, il rapporto “Smascherare la lobby mineraria nei territori indigeni in Brasile”, che rivela l’azione coordinata di imprese, investitori e attori pubblici volta a rendere possibile l’estrazione mineraria nei territori indigeni. [Accedi al rapporto completo]
Il documento evidenzia che l’avanzata dell’attività mineraria non avviene soltanto per domanda economica, ma attraverso una struttura di finanziamento, lobbying e influenza istituzionale che raggiunge i tre poteri della Repubblica. Questo scenario si intensifica nel contesto della cosiddetta transizione energetica, che ha accelerato la ricerca di minerali strategici come litio, rame e nichel.
Secondo il rapporto, solo in Amazzonia esistono oltre 5.000 richieste minerarie attive, di cui più di 1.300 colpiscano i territori indigeni, per sovrapposizione diretta o per prossimità critica. Questi dati evidenziano la pressione crescente su territori che svolgono un ruolo fondamentale nella protezione della biodiversità e nell’equilibrio climatico.
Lo studio lancia inoltre un allarme sull’operato di gruppi organizzati nel Congresso Nazionale e nel sistema giudiziario, che cercano di flessibilizzare le norme e aprire la strada alla regolamentazione dell’estrazione mineraria nei territori indigeni. Tra i rischi segnalati vi è la possibilità di avanzamento di progetti senza la garanzia del diritto alla consultazione libera, preventiva e informata, come previsto dalla Costituzione brasiliana e dai trattati internazionali.
Oltre alla dimensione istituzionale, il rapporto evidenzia che gli impatti si fanno già sentire nei territori. I popoli indigeni continuano a denunciare invasioni, violenze e minacce legate allo sfruttamento minerario, ribadendo che la difesa dei territori è anche difesa della vita e del futuro del pianeta.
Per la REPAM-Brasile, il documento rafforza l’urgenza di consolidare l’incidenza socioambientale, la protezione dei diritti dei popoli originari e l’impegno per l’Ecologia Integrale, come propone l’enciclica Laudato Si'.
Di fronte alla crisi climatica globale, diventa ancor più necessario mettere in discussione modelli di sviluppo che, sotto il discorso della sostenibilità, riproducono dinamiche di sfruttamento e approfondiscono le disuguaglianze storiche.
REPAM