Giovedì 23 aprile 2026
Dal 13 al 18 aprile, una trentina di missionari comboniani, provenienti dalle diverse comunità della provincia dell’Rd Congo, si sono ritrovati a Kisangani per un “tempo di sosta”. Per questi uomini, abituati al ritmo intenso dell’apostolato, i sei giorni di esercizi spirituali sono stati molto più di una semplice pausa: sono stati un vero ritorno alle sorgenti. Si è trattato, del resto, del primo incontro di tale portata dopo l’assemblea di febbraio 2023 a Kinshasa.
«Insegnami a contare i miei giorni»
Nel clima raccolto della casa San Giuseppe, che ha ospitato questo appuntamento, il tempo è sembrato sospeso, capace di offrire uno spazio privilegiato per curare le ferite, rileggere il cammino percorso, e lasciare che la Parola di Dio fecondasse nuovamente i cuori. Accompagnati dalla sapienza del padre Ntima Nkanza, gesuita, i confratelli sono stati guidati al cuore della preghiera del salmista: «Insegnami a contare i miei giorni».
Durante la sua predicazione, padre Ntima ha saputo toccare quel gruppo di missionari nella loro umanità con parole semplici e incisive. La sua riflessione, centrata sulla metafora del canto, ha colpito profondamente. «La nostra vita è un canto», ha insistito: «un canto polifonico, nel quale Dio è il primo solista, colui che intona la melodia della nostra esistenza». Noi cantiamo per noi stessi. Ma anche gli altri cantano per noi, con la loro presenza, il loro sostegno e la loro testimonianza.
Il gesuita ha offerto anche uno sguardo realistico, ricordando che la vita missionaria non è sempre un cammino facile: «A volte, gli altri cantano male, gettando su di noi discredito, critiche o pregiudizi». Queste stonature, lungi dall’essere un fallimento, diventano una sfida alla carità. L’invito rivolto a ciascuno è stato quello di armonizzare il canto della propria vita, per restituire ad esso la giusta melodia. Tale insegnamento è risuonato come un balsamo sulle tante fatiche accumulate, ricordando che la pace non nasce dall’assenza di conflitti, ma dalla capacità di accordare il proprio cuore a quello di Cristo.
Tra insegnamenti, condivisioni spirituali e preghiera personale, gli esercizi hanno ricostruito un tessuto di comunione con Dio e tra i confratelli. I partecipanti hanno così riscoperto che, nel tumulto delle sfide della provincia dell’Rd Congo, il canto della loro vita resta prezioso.
Sono usciti dai sei giorni non solo con alcuni “buoni propositi”, ma anche con una certezza radicata nel profondo: se Dio è il compositore della storia di ciascuno e dell’Istituto, spetta a ognuno, con umiltà e perseveranza, esserne l’interprete più fedele.
I sei giorni non sono serviti soltanto a ritemprare le forze; hanno rappresentato anche una tappa di preparazione all’assemblea provinciale, nella quale si sono trovati con una ventina di confratelli per affrontare i temi più importanti della vita della provincia.
L’intero gruppo sarà in comunione con tutto l’Istituto, grazie anche alla presenza di padre Luigi Codiani, superiore generale; e di padre Elias Sindjalim, assistente generale incaricato dell’Africa francofona.
Padre Romain Tollet, mccj
Assemblea provinciale: “Guardare le sfide con lucidità e speranza”
«La vostra presenza nelle diverse diocesi dell’Rd Congo è una pagina viva della storia della salvezza nella nostra Chiesa locale e una testimonianza di fedeltà all’intuizione missionaria di San Daniele Comboni: “Salvare l’Africa con l’Africa”», ha detto mons. Marcel Utembi, arcivescovo metropolita di Kisangani, il 20 aprile 2026, in occasione dell’apertura dell’assemblea provinciale dei missionari comboniani presso la Casa “San Giuseppe” a Kisangani.
Nel suo intervento, a nome dei vescovi delle diocesi in cui siamo presenti, mons. Utembi ha ringraziato i comboniani per la loro dedizione e il loro impegno, soprattutto nelle zone periferiche: «In molti casi, siete stati pionieri dell’evangelizzazione in aree difficili da raggiungere… Con il vostro zelo apostolico avete annunciato Cristo con perseveranza e coraggio e avete dato vita a comunità cristiane vive, inculturando la fede nelle realtà locali».
L’arcivescovo ci ha invitato a essere fieri della ricchezza del carisma comboniano, che ci spinge a impegnarsi nella formazione dei catechisti, dei sacerdoti diocesani, dei religiosi e religiose e dei laici impegnati, nonché a operare a sostegno del popolo congolese nei campi della salute, dell’educazione, della pastorale ecologica, ecc.
Mons. Utembi ha esortato tutti a guardare le sfide attuali con lucidità e ad affrontarle con speranza, in collaborazione con il clero locale. Inoltre, ci ha invitati a essere “artigiani di sinodalità”, a investire nella formazione approfondita (con una particolare attenzione pastorale ai giovani), a rafforzare la presenza nelle periferie, a promuovere la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato e a testimoniare una vita comunitaria autentica.
Infine, mons. Marcel ci ha augurato una fruttuosa assemblea provinciale, come «occasione per fare memoria insieme, rileggere insieme il cammino percorso, discernere insieme e aprire nuove prospettive per l’azione missionaria».
Anche durante l’assemblea, che si concluderà venerdì 24 aprile 2026, abbiamo beneficiato dell’accompagnamento di padre Luigi Codiani, superiore generale, e di padre Elias Sindjalim, assistente generale incaricato dell’Africa francofona. La loro presenza è segno di unità e di comunione con tutti noi, e anche di incoraggiamento nella nostra missione comune: annunciare il Vangelo ai più poveri, ispirati dal carisma di san Daniele Comboni.
Fratel Kakule Silusawa Lwanga, mccj