NOTICIARIO MENSUAL DE LOS MISIONEROS COMBONIANOS DEL CORAZON DE JESÚS
DIREZIONE GENERALE
Professioni perpetue
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Sc. Nteyamba Ilundu Étienne /CN) |
Madrid |
05-09-2026 |
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Sc. Saúl Arnaldo Bazo (MO) |
Madrid |
05-09-2026 |
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Sc. Asmare Gawo Gebre (ET) |
Qillenso/ET |
18-09-2026 |
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Sc. Biruk Girma Ababa Haileyesus (ET) |
Qillenso/ET |
18-09-2026 |
Ordinazioni
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Fidélio Artu (MO/SS) |
Carapira |
23-05-2026 |
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Jorge Carlos Joaquim Máquina (MO/RCA) |
Mwanza |
30-05-2026 |
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Gama Felix Blressings (MZ/EGSD) |
Blantyre |
22-08-2026 |
Separazioni definitive dall’Istituto – 2026
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P. Kabuayi Tshibi Charles |
13/01/2026 |
PE |
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Fr. Kasusi Apele Antoine |
13/02/2026 |
CN |
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Sc. Martínez Cervantes Eusebio |
24/03/2026 |
M |
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Sc. Aguehunde Marc Aurel Mindessè |
24/03/2026 |
TGB |
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Sc. Agbokabulo Bayaa Jacques |
24/03/2026 |
CN |
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Sc. Amade Queliso |
30/04/2026 |
MO |
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Fr. Umir James Ukongo Jenesio |
01/05/2026 |
SS |
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Sc. Millan Moses Juma |
30/04/2026 |
KE |
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Sc. Zindikirani Cornelius Jelenimo |
13/05/2026 |
MZ |
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P. Bonandi Arturo |
24/05/2026 |
I |
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Sc. Kambale Musumba Oscar |
23/06/2026 |
CN |
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Sc. Adriano Agostino Lapuia |
26/06/2026 |
MO |
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Fr. Ruch Siegfried |
28/07/2026 |
DSP |
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Fr. Rodriguez Fayad Jorge Arturo |
11/08/2026 |
M |
Questa tabella riporta i nomi dei confratelli professiche sono usciti definitivamente dall’Istituto dall’inizio del 2026 ad oggi. D’ora in poi, ogni numero di Familia Comboniana riporterà eventuali separazioni definitive dall’Istituto.
Opera del Redentore
Ottobre 01 – 07 RCA 08 – 15 TCH 16 – 31 RSA
Novembre 01 – 15 SS 16 – 30 T
Intenzioni di preghiera
Ottobre – Perché tutti i membri della Famiglia Comboniana, sostenuti dallo Spirito Santo e ispirati da san Daniele Comboni, annuncino il Vangelo con gioia e siano segni di luce, speranza e tenerezza tra i popoli a cui sono inviati. Preghiamo.
Novembre – Nel mese in cui si celebra la X Giornata mondiale dei poveri, preghiamo perché quanti hanno responsabilità nelle nazioni restituiscano giustizia ai poveri e li aiutino a ritrovare dignità e speranza. Preghiamo.
Calendario liturgico comboniano
OTTOBRE
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1 |
Santa Teresa di Gesù Bambino, vergine e |
festa |
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10 |
San Daniele Comboni, vescovo, Fondatore della Famiglia comboniana |
solennità |
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20 |
Beati Davide Okelo e Gildo Irwa, martiri |
mem. facolt. |
NOVEMBRE
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1 |
Commemorazione dei confratelli, familiari e benefattori defunti |
data da stabilire annualmente |
Ricorrenze significative
OTTOBRE
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12 |
Nossa Senhora Aparecida |
Brasile |
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16 |
Santa Margherita Maria Alacoque, vergine |
ovunque |
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19 |
Santi Giovanni di Brébeuf e Isacco Jogues, sacerdoti e compagni, martiri |
NAP (Stati Uniti e Canada) |
NOVEMBRE
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21 |
Nuestra Señora del Quinche |
Ecuador |
Pubblicazioni
Tonino Falaguasta Nyabenda, Bibbia: una parola per noi. Breve introduzione alla Bibbia, Missionari Comboniani, Verona, luglio 2026, 4a edizione, pp. 80 – Questo libretto è un utile strumento per conoscere la Sacra Scrittura. «Ogni cristiano – scrive nella prefazione padre Salvatore Marrone, superiore della Casa Madre in Verona – deve essere iniziato alla lettura e alla meditazione della Bibbia. È solo in questa “Biblioteca” che noi possiamo incontrare il Cristo e scoprire la via della salvezza e della felicità».
Tonino Falaguasta Nyabenda, Missionari Comboniani Veronesi / 2, Verona, marzo 2026, pp. 112. In questo libretto, padre Tonino offre la lista dei 37 missionari comboniani veronesi viventi al 1° gennaio 2026 (con il luogo di nascita, di attuale residenza, e la nazione dove sono tuttora impegnati nella missione) e un brevissimo necrologio di ben 161 missionari comboniani veronesi morti. Perché ricordarli? «Perché hanno brillato per ciò che sono stati e per ciò che hanno realizzato nella loro vita missionaria, incarnando il carisma del nostro Santo Fondatore».
CURIA
16 vescovi comboniani a Roma per l’incontro biennale
Il 16 settembre, sedici dei 23 vescovi comboniani impegnati nel servizio episcopale in Africa e America Latina si sono riuniti a Roma, presso la Casa generalizia, per una settimana di formazione, preghiera e condivisione. Erano presenti mons. Juan José Aguirre Muñoz, mons. António Manuel Bogaio Constantino, mons. Christian Carlassare, mons. Victor-Hugo Castillo Matarrita, mons. Dominic Eibu, mons. Giuseppe Filippi, mons. Giuseppe Franzelli, mons. Damiano Giulio Guzzetti, mons. Claudio Lurati, mons. Matthew Remijio Adam Gbitiku, mons. Menghesteab Tesfamariam, mons. Léonard Ndjadi Ndjate, mons. Odelir José Magri, mons. Guerrino Perin, mons. Jesús Ruiz Molina e mons. Raphael P’Mony Wokorach.
Mons. Claudio Lurati, vicario apostolico di Alessandria d’Egitto e coordinatore dell’Unione dei Vescovi Comboniani, ha spiegato che l’incontro «consisterà in una settimana dedicata alla condivisione delle esperienze nel ministero episcopale, ma sarà anche un’occasione per rimettersi al passo con il cammino degli Istituti comboniani e della Chiesa».
A dare il benvenuto ai partecipanti, a nome del Consiglio generale, è stato padre Elias Sindjalim Essognimam, assistente generale. «La vostra presenza tra noi è motivo di grande gratitudine – ha sottolineato – e ci ricorda che, al di là del particolare servizio che la Chiesa vi ha affidato, rimangono vivi e profondi il vostro legame con l’Istituto e la comunione che condividiamo. Siete, infatti, uno dei volti del nostro comune carisma comboniano». È seguita una riflessione sulla missione e sul ministero dei vescovi comboniani, alla luce delle encicliche Dilexit nos e Dilexi te, guidata da padre David Glenday.
Alle ore 12.00 è stata celebrata l’Eucaristia, presieduta da mons. Menghesteab Tesfamariam, arcivescovo di Asmara, in Eritrea, che proprio quel giorno celebrava il 25° anniversario della sua ordinazione episcopale.
Nel corso della settimana, i vescovi hanno incontrato alcuni rappresentanti degli Istituti comboniani e hanno vissuto momenti di spiritualità episcopale e comboniana, e avuto occasioni di approfondimento su temi legati al loro ministero.
Due sono stati i principali contributi offerti da esperti esterni. La mattina del 17 settembre, mons. Krzysztof Józef Nykiel, della Penitenzieria Apostolica, ha presentato il ruolo dei vescovi nei confronti dei sacerdoti, con particolare riferimento ai sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione, soffermandosi poi su alcuni aspetti pastorali, spirituali e canonici.
La mattina del 18 settembre, padre Giuseppe Crea ha affrontato il tema dello stress e del burnout nel servizio episcopale, sottolineando l’importanza dell’ascolto attivo nel dialogo con i sacerdoti e della “cura di sé” come dimensioni necessarie di una sana leadership.
Il programma ha previsto anche alcune visite e momenti di pellegrinaggio. I vescovi si sono recati alla Basilica di Santa Maria in Trastevere, dove hanno incontrato la Comunità di Sant’Egidio, e hanno poi vissuto un pellegrinaggio nei luoghi francescani della Valle Santa Reatina, con le visite ai conventi di Greccio, Fonte Colombo e al Santuario della Foresta. Il programma si è concluso con la visita alla Cattedrale di Rieti e l’incontro con il vescovo della diocesi.
Al termine dell’incontro, prima di fare ritorno alle rispettive sedi (da martedì 22 settembre), i vescovi hanno riconfermato mons. Claudio Lurati come coordinatore dell’Unione dei Vescovi Comboniani.
BRASIL
Assemblea Provinciale e inaugurazione dell’Anno Giubilare
Una cinquantina di missionari si sono riuniti dall’8 all’11 settembre presso la sede provinciale di São Paulo per l’assemblea provinciale straordinaria. Due gli obiettivi principali dell’assise: riflettere sulla missione comboniana nel contesto attuale e sulla riconfigurazione e accorpamento (merging) delle circoscrizioni comboniane, e inaugurare ufficialmente l’Anno Giubilare Comboniano, che prevede due ricorrenze: i 75 anni di presenza comboniana in Brasile, e i 160 anni dalla fondazione dell’Istituto.
Presenti quasi tutti i membri delle 14 comunità della provincia del Brasile, il superiore generale, padre Luigi Codianni, il vicario generale, padre David Domingues, e i superiori maggiori delle circoscrizioni di Perù, Ecuador e Colombia.
►“Andare oltre” nella missione – Il superiore provinciale, padre Raimundo Rocha, ha aperto i lavori presentando gli obiettivi dell’assemblea, sottolineando l’importanza di fare memoria della presenza comboniana in Brasile e, allo stesso tempo, di guardare al futuro attraverso le sfide del presente. «Vogliamo fare memoria della nostra presenza missionaria e rifl i 160 anni dalla fondazione dell’Istituto ettere sulla missione oggi, con l’obiettivo di rendere la nostra presenza e la nostra azione missionaria più significative e coerenti con la Regola di Vita, garantire un servizio missionario più qualificato e approfondire la riflessione sul processo di unificazione delle circoscrizioni».
Nel corso dei quattro giorni, i partecipanti hanno riflettuto sul tema “La missione comboniana oggi e la chiamata ad andare oltre”, ispirandosi all’invito di Gesù: «Prendi il largo» (Luca 5,4). Il programma ha alternato momenti di preghiera, condivisione, riflessione e dibattito, cercando di favorire una lettura comune delle sfide della missione comboniana e delle nuove esigenze poste alle comunità e ai missionari.
Uno dei temi centrali dell’assemblea è stato il processo di unificazione della provincia del Brasile con le circoscrizioni del Perù, dell’Ecuador e della Colombia.
►75 anni di presenza – Il 9 settembre, memoria liturgica di San Pietro Claver, patrono dell’Istituto, l’assemblea ha anche inaugurato l’Anno Giubilare Comboniano con una Eucaristia celebrata nel Santuario Santa Cruz da Reconciliação, nel quartiere Caxingui, a São Paulo, presieduta da padre Raimundo, con la presenza di membri della comunità del Santuario, alcune missionarie comboniane, scolastici e rappresentanti della parrocchia São Sebastião di Sapopemba. L’Anno Giubilare si svolgerà dal 10 ottobre 2026 al 10 ottobre 2027: 12 mesi durante i quali si festeggeranno i 75 anni di presenza comboniana in Brasile, iniziata nel 1952 con l’arrivo del primo gruppo di comboniani a Vitória, e i 160 anni dalla fondazione dell’Istituto dei missionari comboniani a Verona, 1° giugno 1867, ad opera di Daniele Comboni. (Padre Raimundo Rocha, mccj)
Verso la nuova Provincia del Sud America
Prende forma il progetto di unificazione delle circoscrizioni comboniane di Brasile, Colombia, Ecuador e Perù. Dal 16 al 19 settembre, la commissione incaricata di accompagnare questo processo si è riunita presso la sede provinciale di São Paulo.
Della commissione fanno parte i padri Raimundo Rocha e Mossi Kuami, per il Brasile; padre Jorge Benavides e fratel Abel Godfrey, per la Colom-bia; i padri Nelson Mitchell e Edison Lopez, per il Perù; e i padri Juan Rodríguez e Alcides Costa, per l’Ecuador. All’incontro hanno partecipato anche il superiore generale, padre Luigi Codianni, e il vicario generale, padre David Domingues, in visita alla Provincia del Brasile.
La riunione si inserisce nel percorso di riflessione e discernimento avviato dall’Istituto in vista della riconfigurazione delle presenze comboniane in Sud America. Dopo aver raccolto contributi e proposte provenienti dalle diverse realtà locali, la commissione ha elaborato una prima bozza del futuro Direttorio Provinciale. Il documento, che sarà presentato al Consiglio generale nel gennaio 2027, intende delineare il volto della nuova Provincia, mettendone in luce l’identità missionaria e il significato della presenza comboniana nel continente. Tra gli elementi presi in considerazione figurano le priorità missionarie, gli ambiti di attività, i servizi e altri aspetti fondamentali della futura organizzazione provinciale.
Il lavoro della commissione rappresenta, quindi, un ulteriore passo nel cammino verso una nuova configurazione della presenza comboniana in Sud America, frutto del confronto e del contributo delle diverse circoscrizioni. (Padre Raimundo Rocha, mccj)
Padre Alfonso Cigarini – Un secolo di vita e 70 anni di vita religiosa
Il 9 settembre padre Alfonso ha festeggiato il 70° anniversario dei suoi voti perpetui. Di anni, ne ha addirittura 100, essendo nato il 7 gennaio 2026. È stato ordinato sacerdote il 15 giugno 1957.
Subito dopo l’ordinazione, padre Alfonso ha lavorato in Mozambico dal 1957 al 1962. Dal 1963 al 1976, è vissuto in Portogallo. Dopo 2 anni trascorsi in Italia, nel 1978 è stato assegnato al Brasile, dove vive tuttora, ospite della “Casa Comboni” per missionari anziani e malati, a São José do Rio Preto, diocesi di São José do Rio Preto, nel sud-est del Brasile.
In occasione del suo 100° compleanno, ha detto: «Ciò che mi motiva è la presenza di Gesù, che ci invita a sperare in un nuovo cielo e una terra nuova. Ciò che lascio alle molte persone che ho incontrato e amato è l’invito a vivere una vita piacevole, cercando di essere buoni esempi, amando il prossimo e mantenendo la speranza in un futuro migliore». Tanto di cappello, padre Alfonso! (padre Raimundo Rocha, mccj)
ERITREA
Visita di padre Austine Radol Odjambo
I comboniani impegnati in Eritrea sono molto grati al consiglio generale per averci inviato in visita ufficiale padre Austine, assistente generale. La sua visita, dal 3 al 10 settembre, è stata motivo di profonda gioia e di forte incoraggiamento per tutti noi che prestiamo servizio nelle quattro comunità presenti in questo Paese.
Le visite dei membri del consiglio generale in Eritrea non sono frequenti, soprattutto a causa delle difficoltà nell’ottenere i visti d’ingresso dal governo. Grazie alla sua precedente esperienza di alcuni anni in Eritrea e al fatto di essere cittadino kenyano, padre Austine è riuscito a ottenere un permesso di soggiorno di tre mesi.
Durante la sua permanenza, padre Austine ha animato una breve assemblea con i confratelli e ha avuto l’opportunità di incontrare personalmente ciascuno di loro, riuscendo a visitare tre delle quattro comunità: la sede provinciale e il postulato (Asmara), il seminario minore (Decamere) e lo scolasticato (Asmara). I membri della comunità non visitata, che prestano servizio nelle parrocchie di Delle e Hykota, sono venuti ad Asmara per incontrarlo. I confratelli sono rimasti particolarmente colpiti dal fatto che, nonostante abbia lasciato l’Eritrea molti anni or sono, non abbia per nulla dimenticato il tigrino.
Padre Austine ha incontrato anche l’arcivescovo di Asmara, mons. Menghesteab Tesfamariam, che lo ha invitato a cena. Ha inoltre celebrato l’Eucaristia nella sede provinciale delle suore comboniane e visitato altre suore anziane.
Ci auguriamo che ora egli condivida con il consiglio generale ciò che ha visto e avvertito durante la sua visita e che ricordi a tutto l’Istituto il nostro pesante senso di isolamento, invitando tutti i confratelli a pregare per noi.
(Padre Gaim Haileselassie, mccj)
ESPAÑA
Due figli d’Africa riaccendono la speranza vocazionale in provincia
Il 5 settembre, nella cappella della sede provinciale dei comboniani a Madrid, il congolese Nteyamba Ilundu Étienne e il mozambicano Saúl Arnaldo Bazo hanno emesso i voti perpetui alla presenza di padre Miguel Ángel Llamazares, superiore provinciale, in rappresentanza del superiore generale, padre Luigi Fernando Codianni.
Una settimana dopo, il 12 settembre, nella parrocchia comboniana Virgen de las Mercedes, a Granada, i due neoprofessi sono stati ordinati diaconi. La celebrazione ha riunito familiari e amici degli ordinandi, parrocchiani, membri della Famiglia comboniana, professori e studenti della Loyola University di Granada.
La solenne Eucaristia è stata presieduta dall’arcivescovo di Granada, mons. José María Gil Tamayo, concelebrata da una ventina di sacerdoti e accompagnata dal servizio di un diacono. Gli scolastici comboniani hanno animato la liturgia.
A rappresentare le famiglie dei due ordinandi erano presenti il papà di Saúl, Ribeiro José Bazo, e la madrina, Lucrecia Venancio Mateus, giunti dal Mozambico, e lo zio e il cugino di Étienne, Hubert Lwaramanga e Benjamín Kwepanga, rispettivamente dal Belgio e dall’Italia.
Nell’omelia, mons. José María si è detto grato per la presenza e il lavoro dei missionari comboniani in Spagna, conosciuti in particolare per il loro impegno nell’animazione missionaria, anche attraverso la rivista Mundo Negro. Rivolgendosi ai due ordinandi, ha ricordato che quella che stavano intraprendendo «non è una carriera, ma un servizio», come suggerisce la stessa parola diacono, cioè servitore. Li ha quindi esortati a essere «servitori della Parola».
Durante il rito dell’ordinazione, l’arcivescovo ha consegnato a ciascuno il Vangelo, pronunciando le parole previste dal rito: «Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l’annunciatore: credi sempre ciò che proclami, insegna ciò che hai appreso nella fede, vivi ciò che insegni».
Al termine della celebrazione, padre Miguel Ángel, dopo aver ringraziato mons. José María e tutti i presenti, ha ricordato la storia della comunità formativa di Granada, riconosciuta dal 2023 come scolasticato internazionale.
È un passaggio significativo per la provincia comboniana di Spagna. Professione perpetua e ordinazione diaconale erano infatti assenti da molti anni nel suo calendario delle celebrazioni: per trovare la precedente professione perpetua bisogna risalire a 15 anni fa, mentre per la precedente ordinazione diaconale occorre andare indietro di oltre 20 anni.
Non è un dettaglio secondario che a riaprire questa pagina della storia comboniana in Spagna siano due giovani missionari africani. Étienne e Saúl sono arrivati in Spagna nel 2021 e, dopo un anno dedicato all’apprendimento dello spagnolo, hanno iniziato gli studi di teologia presso la Loyola University di Granada. Conclusi gli studi, hanno scelto di rimanere in Spagna per il loro primo servizio missionario: Étienne a Barcellona e Saúl a Madrid. La loro pur breve presenza racconta anche il volto sempre più internazionale della missione comboniana. (Padre Boniface Gbama, mccj)
ETHIOPIA
Mons. Tesfaye insediato come nuovo arcivescovo di Addis Abeba
Domenica 6 settembre 2026, monsignor Tesfaye Tadesse Gebresilasie, nominato arcivescovo di Addis Abeba il 12 giugno scorso, è stato insediato come nuovo capo dell’arcidiocesi cattolica di Addis Abeba, in Etiopia, nel corso di una commovente celebrazione liturgica durata oltre quattro ore.
L’evento ha rappresentato un momento storico per la Chiesa cattolica in Etiopia e per l’arcidiocesi di Addis Abeba. Dopo quasi 27 anni di guida pastorale, il card. Berhaneyesus Demerew Souraphiel ha consegnato il ministero pastorale dell’arcidiocesi al nuovo arcivescovo Tesfaye. Alla celebrazione eucaristica di insediamento erano presenti l’arcivescovo Brian Udaigwe, nunzio apostolico in Etiopia e Gibuti, numerosi vescovi etiopi, sacerdoti, fratelli e sorelle religiosi impegnati ad Addis Abeba e in altre parti del paese, nonché membri della famiglia comboniana, tra cui fratel Alberto Lamana, assistente generale. Presenti anche il responsabile della Chiesa ortodossa di Addis Abeba, un rappresentante de L’Œuvre d’Orient, benefattori, familiari e amici di mons. Tesfaye. Il passaggio del ministero pastorale ha avuto come tema il seguente slogan: «Guardando indietro con gratitudine, camminando avanti con speranza».
►Solenne celebrazione in rito cattolico etiope – La prima parte dell’Eucaristia, celebrata secondo il rito cattolico etiopico, è stata presieduta dal cardinale Berhaneyesus fino alla proclamazione del vangelo.
L’omelia è stata tenuta dal nunzio apostolico, che ha esordito dicendo: «Ho pochi consigli da offrire al nuovo arcivescovo, considerando la sua già significativa esperienza episcopale» (mons. Tesfaye è vescovo dal febbraio 2025, ndr.). Tuttavia, lo ha invitato a mantenere lo sguardo fisso su Gesù Cristo, il Buon Pastore e modello di tutti i pastori, ricordando che Gesù non è venuto a liberare il suo popolo attraverso la forza delle armi, come molti israeliti si aspettavano, ma attraverso l’amore e, in ultima analisi, attraverso la Croce, dando così l’esempio di come guidare e servire il popolo.
Mons. Udaigwe ha continuato: «Un pastore è chiamato a camminare davanti al gregge per indicare la strada, in mezzo al gregge per mantenerlo unito, dietro al gregge perché nessuno rimanga indietro… Duc in altum (“prendi il largo”) senza paura».
Dopo aver ha esortato i fedeli e il clero a collaborare strettamente con il loro nuovo arcivescovo, il nunzio ha ringraziato la famiglia comboniana per aver donato uno dei suoi membri alla Chiesa per un servizio così nobile e importante. Dopo l’omelia, la liturgia è stata presieduta dal nuovo arcivescovo.
►Un invito al rinnovamento e alla speranza – Nell’ufficiale messaggio di gratitudine e di benvenuto, la curia dell’arcidiocesi di Addis Abeba ha invitato i fedeli a considerare l’insediamento non una semplice cerimonia, ma un’opportunità di rinnovamento spirituale: «Che questo insediamento e il passaggio del ministero pastorale siano davvero un rinnovamento del nostro impegno battesimale, un momento in cui ogni cattolico si ponga le seguenti domande: “Cosa mi chiede Cristo oggi? Dove mi sta mandando? Chi sono chiamato a servire?” […] Che la Chiesa cattolica in Etiopia possa continuare il suo servizio con fiducia: grata per il passato, attenta al presente e coraggiosa nell’affrontare il futuro».
Alla celebrazione è seguito un pranzo fraterno, che si è concluso con momenti di animazione, spettacoli culturali proposti da diversi gruppi religiosi e altri partecipanti. Sono stati inoltre presentati doni al nuovo arcivescovo come segno di accoglienza e di sostegno per la sua nuova missione pastorale. (Padre Hippolyte Awoumessi Apedovi, mccj)
Voti perpetui e diaconato
Gli scolastici Asmare Gawo Gebre e Biruk Girma Ababa Haileyesus hanno emesso i loro voti perpetui il 18 settembre, nelle mani di padre Asfaha Yohannes, superiore provinciale, a nome del superiore generale. Alla celebrazione, tenuta nella missione di Qillenso, nella diocesi di Hawassa, nel sud dell’Etiopia, hanno partecipato alcuni comboniani, due religiose (una delle quali è sorella di Asmare) e un gruppo di fedeli.
Domenica 20 settembre, nella chiesa di San Daniele Comboni a Adola, Asmare e Biruk sono stati ordinati diaconi per le mani di mons. Merhakristos Gobezayehu Getachew Yilma, vicario apostolico di Hawassa. Nell’omelia, il vescovo ha ricordato ai candidati che sono stati scelti per questo ministero non perché fossero i migliori, ma perché «sono stati chiamati dalla misericordia di Dio per il suo servizio».
Alla fine della cerimonia, padre Asfaha si è congratulato con i neo ordinati e con la numerosa assemblea riunita per l’importante occasione. Ai due diaconi ha detto: «Avete raggiunto questa tappa grazie alla grazia di Dio. Vi incoraggio a continuare a testimoniare il Vangelo con la vostra vita e il vostro nuovo ministero». La celebrazione si è conclusa con un pranzo condiviso presso la Biblioteca Pubblica “San Daniele Comboni”.
Asmare continuerà il suo ministero a Haro Wato, mentre Biruk rimarrà a Qillenso. (Padre Habtamu Masresha, mccj)
ITALIA
Padre Marco Innocenti – 25 anni di sacerdozio tra i Gumuz
Il 19 settembre, la comunità di Montebonello si è riunita nella chiesa parrocchiale, assieme a una ventina di sacerdoti locali e ad alcuni comboniani della comunità di Firenze e di altre comunità in Italia. Erano presenti sacerdoti anche dall’Etiopia e da altre parti dell’Africa, tutti stretti attorno a padre Marco Innocenti per celebrare il suo 25° anniversario di ordinazione sacerdotale. La celebrazione eucaristica, animata dal coro parrocchiale e da alcuni Laici Missionari Comboniani della Toscana, è stata il momento culminante per ringraziare Dio per le meraviglie da lui compiute attraverso il servizio missionario di padre Marco tra il gruppo etnico dei Gumuz per ben 23 anni.
Padre Marco ha iniziato l’Eucaristia ringraziando i presenti, in particolare i suoi genitori, che hanno faticato alquanto a lasciar partire il loro figlio unico, ma sono rimasti convinti che, nella logica di Dio, è donando che si riceve. Un sincero grazie è andato anche ai numerosi benefattori e sostenitori della sua opera missionaria.
Padre Marco ha voluto associare al proprio giubileo quello di don Renzo Salvatici, suo antico parroco, che ha festeggiato il 65° anniversario di sacerdozio. Una scelta ricca di significato, per mettere in evidenza la comunione presbiterale e il servizio sinodale e missionario reso al popolo di Dio da parte di tutti i ministri. Ha detto: «Questa Eucaristia sia un rendimento di grazie a Dio per i benefici che mi ha concesso chiamandomi a essere prete e missionario, e per quello che ha voluto far giungere, tramite me, a voi, al popolo Gumuz, che ho sempre cercato di servire al meglio in questi 25 anni», ha detto. Alla fine dell’Eucaristia sono stati letti numerosi messaggi di auguri, arrivati dall’Etiopia, da alcuni vescovi, dal superiore generale e da alcuni presenti.
Dopo la Messa, i molti invitati hanno continuato la festa con un’agape fraterna, preparata da un comitato ad hoc della parrocchia. Non sono mancati i fuochi d’artificio! C’è stata anche una raccolta di fondi per la costruzione di una scuola destinata ai ragazzi più poveri tra i poveri dei Gumuz. (Padre Fernando Zolli, mccj)
Brescia celebra la memoria profetica di mons. Franco Masserdotti
Vittima di un tragico incidente stradale il 17 settembre 2006 – fu investito una domenica pomeriggio mentre andava in bicicletta lungo una strada di Balsas, sede della sua diocesi – mons. Franco Masserdotti è stato ricordato a Brescia, a vent’anni dalla morte, con tre eventi.
Il primo è stata l’Eucaristia celebrata il 17 settembre 2026 a Concesio (Brescia), presieduta da padre Mario Andrighetto, con l’omelia di padre Severino Perini, entrambi missionari in Brasile.
Il secondo appuntamento, giovedì 18 settembre, è stato il colloquio ospitato nella sede de Il Giornale di Brescia, sul tema “Memoria profetica – L’attualità di dom Franco Masserdotti”. Il giornalista Francesco Alberti ha dialogato con padre Dario Bossi e, da remoto, con padre Mansueto Dal Maso, entrambi con una lunga esperienza in Brasile e una profonda conoscenza di mons. Masserdotti.
Il vescovo è stato presentato come una persona brillante, piacevole e intelligente, sostenuta da una solida formazione teologica e sociologica. Missionario in Brasile, vivace e creativo, è stato membro del consiglio generale dei missionari comboniani, formatore nello scolasticato comboniano di São Paulo e, infine, vescovo di Balsas.
Da semplice padre Franco, è stato un missionario che ha vissuto in mezzo a un popolo impoverito dall’ingiustizia e che, anche come vescovo, ha continuato a vivere la scelta preferenziale dei poveri, propria della Chiesa latinoamericana, con grande passione e mettendo a rischio la propria vita.
Il suo è stato uno stile di presenza davanti, in mezzo e dietro al popolo, in una relazione semplice, empatica e coraggiosa. Sembra quasi che mons. Franco abbia anticipato alcune espressioni divenute poi proprie di papa Francesco, come «Chiesa in uscita», «sentire l’odore delle pecore» e «Chiesa, ospedale da campo».
Il terzo appuntamento si è svolto domenica 20 settembre nella sua parrocchia di origine, a Fiumicello (Brescia), dove è stata celebrata una Messa presieduta da padre Dario Bossi, alla presenza di una quindicina di confratelli comboniani.
Nell’omelia, padre Dario ha messo in risalto il lavoro compiuto da mons. Franco per la realizzazione del Regno di Dio, che egli amava definire come «crescita dell’umano». Con una semplice immagine ha descritto il suo modo di operare: «A un uomo impoverito, che sta sulla riva di un fiume, gli dai un pesce per aiutarlo, ma anche lo motivi, dandogli una canna da pesca, e assieme a lui cerchi di pulire il fiume da tutto quello che lo inquina».
Verso la fine della messa, la nipote Federica, con un breve intervento, ha ben delineato la personalità dello zio: «Dom Franco era una persona diretta, che parlava al cuore e lasciava una bella sensazione in chi lo ascoltava. Con una spiritualità profonda, carismatico ma semplice, era dotato di una straordinaria capacità di intessere relazioni. Aveva un cuore grande, uno spirito giovane e il senso dell’umorismo. La sua vita è stata completamente dedicata al servizio degli impoveriti, al dialogo e alla ricerca della giustizia».
Dopo la messa, nella sala parrocchiale si è svolto un incontro durante il quale padre Giovanni Munari, già missionario comboniano in Brasile, ha raccontato in modo bello e appassionato la figura di mons. Franco davanti a un numeroso pubblico. Significativa è stata anche la presenza di un gruppo di amici trentini che hanno sempre collaborato con mons. Franco e che ancora oggi si impegnano a sostenere la missione in Brasile.
Padre Munari ha presentato la figura di “padre” e di “mons.” Franco Masserdotti attraverso quattro momenti significativi della sua missione:
Padre Franco visse la sua formazione teologica in un momento unico nella vita della Chiesa: quello della conclusione del Concilio Vaticano II. Successivamente frequentò la facoltà di Sociologia a Trento, nel pieno fermento dei movimenti studenteschi che chiedevano una partecipazione più attiva alla vita della società, anche nei campi dello studio e della politica. Visse così il fermento di una Chiesa che voleva cambiare e mettersi al servizio del mondo, in un ambiente universitario segnato da una forte contestazione. Tra i suoi compagni di studio vi furono anche persone che sarebbero poi state tra i fondatori delle Brigate Rosse.
Nel primo periodo della sua missione in Brasile, egli condivise la visione della Chiesa conciliare, fatta propria dai vescovi dell’America Latina e rilanciata dal Patto delle Catacombe (sottoscritto il 16 novembre 1965) e dalla Conferenza ecclesiale di Medellín (1968). Fu un momento esaltante e carico di speranza, nel quale venivano accolte le linee guida indicate dai vescovi latinoamericani: l’opzione preferenziale per i poveri, le comunità ecclesiali di base e la valorizzazione dei ministeri ecclesiali.
Nel secondo periodo della missione in Brasile, padre Franco si trovò invece in un ambiente profondamente cambiato. La Chiesa appariva più ferma, dopo che alcune delle scelte dei vescovi latinoamericani erano state giudicate «sospette» dal Vaticano. Attraverso interventi mirati, molte iniziative furono progressivamente fermate e gran parte della riflessione maturata negli anni precedenti venne ridimensionata; anche la Teologia della Liberazione stava entrando in una fase di declino.
Padre Franco, che aveva sempre voluto conservare la comunione con la Chiesa, si trovò così diviso nell’obbedienza tra due visioni della Chiesa molto diverse tra loro.
Fu dapprima nominato coadiutore di mons. Carlesi e successivamente vescovo di Balsas. Oltre all’attività nella diocesi, vissuta con uno stile di prossimità alla gente, gli fu affidato anche il compito di essere il vescovo di riferimento per la pastorale tra gli indios, con i quali seppe immedesimarsi profondamente.
È sufficiente ricordare un solo episodio legato a questo impegno. In occasione della Marcia del 2000, organizzata per i 500 anni dell’evangelizzazione del Brasile, la comunità indigena decise di non partecipare alla manifestazione ufficiale e si radunò separatamente, in un luogo non molto lontano dal grande assembramento. Dom Franco era con loro.
A un certo momento, il gruppo degli indios fu intercettato dalle forze dell’ordine, che procedettero ad alcuni arresti. Tra gli arrestati c’era anche mons. Franco. Un ufficiale lo riconobbe e decise di liberarlo, ma lui rifiutò, dicendo: «Questa è la mia gente. Resto con loro». Alla fine, dopo sei lunghe ore, tutti furono liberati.
L’intervento di padre Munari è stato molto apprezzato e calorosamente applaudito. In quell’applauso si è voluto, nello stesso tempo, ricordare e quasi acclamare mons. Franco Masserdotti e accogliere ancora oggi il suo messaggio di vita. (Padre Gaetano Montresor, mccj)
MÉXICO
50 anni del Centro di Animazione Missionaria di Città del Messico
Il 21 settembre 2026, il Centro di Animazione Missionaria (CAM) dei missionari comboniani, nel quartiere Tabacalera di Città del Messico, ha celebrato il suo 50° anniversario. Dal CAM vengono preparate e diffuse le riviste Esquila Misional e Aguiluchos, oltre a libri, opuscoli e altro materiale destinato all’animazione missionaria.
Il Centro fu inaugurato il 21 settembre 1976, durante una semplice cerimonia presieduta dall’allora superiore generale padre Tarcisio Agostoni. Alla celebrazione parteciparono anche l’ambasciatore d’Italia in Messico, Raffaele Marras, numerosi sacerdoti, le zelatrici comboniane, benefattori e amici.
Nel corso della sua storia, il CAM ha attraversato anche momenti difficili. L’edificio subì gravi danni durante il terremoto che colpì Città del Messico nel 1985, rendendo necessari importanti interventi di consolidamento. Il Centro, tuttavia, continuò la sua attività e ancora oggi rappresenta uno dei principali strumenti di animazione missionaria dei comboniani in Messico.
Nel corso di questi cinquant’anni, numerosi sacerdoti e fratelli comboniani hanno prestato servizio al CAM, occupandosi della redazione e della pubblicazione delle riviste, dell’amministrazione e dei rapporti con i benefattori. Accanto a loro, molti collaboratori hanno contribuito con il proprio lavoro a mantenere vivo questo importante servizio alla missione.
Il Centro è stato anche luogo di numerose iniziative di animazione, formazione e sensibilizzazione missionaria, favorendo la conoscenza della missione e sostenendo la diffusione dello spirito missionario in tutto il Messico.
Per celebrare questo importante anniversario, la comunità del CAM e i dipendenti hanno partecipato a una messa di ringraziamento, rendendo grazie a Dio per questi cinquant’anni di servizio alla causa missionaria. La celebrazione è stata presieduta da padre Rafael González Ponce, che aveva conosciuto gli inizi del Centro e che visse in prima persona anche i drammatici giorni del terremoto del 1985. Durante l’omelia, padre Rafael ha ripercorso con emozione la storia degli inizi e dei primi anni di attività del CAM, inserendola nel contesto sociale, ecclesiale e comboniano di quel periodo.
Al termine della celebrazione, missionari e dipendenti hanno condiviso un pranzo fraterno, in un clima di gratitudine e di festa.
Cinquant’anni dopo, il CAM continua così la sua missione, attraverso la comunicazione e l’animazione missionaria. La comunità e quanti vi lavorano hanno rinnovato l’impegno a continuare questo servizio, affinché Esquila Misional e Aguiluchos possano raggiungere ancora molte famiglie e mantenere vivo in Messico lo spirito della missione. (Padre Ismael Piñón, mccj)
PREGHIAMO PER I NOSTRI DEFUNTI
IL PADRE: Apolinar, di padre Vázquez Hernández Felipe de Jesú (ME/KE)
IL FRATELLO: don Gianni, di mons. Spagnolo Olindo Natale (†) e cugino di padre Spagnolo Marillo (I)
LA SORELLA: Sr. Angelina-Martha Nagler (suora terziaria di san Francesco), di fratel Eduard Nagler (DSP)
SUORE COMBONIANE: Sr. Maria Adele Recalcati (I)