Martedì 31 marzo 2026
Un comunicato della Commissione delle conferenze episcopali dell’Unione Europea punta il dito su diritti, rimpatri di migranti e paesi terzi. “Seri interrogativi sull’effettiva salvaguardia dei diritti umani e sul rispetto della dignità di ogni persona” e soprattutto “un preoccupante cambiamento politico all’interno del Parlamento che consente l’emergere di nuove maggioranze su questioni di fondamentale importanza come emigrazione e protezione della nostra Casa comune”.
La COMECE, Commissione delle conferenze episcopali dell’Unione Europea, richiama l’europarlamento ai valori che stanno alla base della nascita dell’Unione stessa. All’indomani della votazione del 26 marzo sulle norme riguardanti il rimpatrio e l’inasprimento delle politiche migratorie, i vescovi scrivono un comunicato in cui esprimono preoccupazione per la direzione intrapresa.
Interrogativi, dubbi e preoccupazione riguardo alle misure che dovrebbero facilitare i rimpatri, ampliando la vulnerabilità delle persone migranti e la possibilità di incorrere in detenzione, e all’esternalizzazione delle frontiere in capo a paesi terzi dove creare degli hub.
La condanna dei vescovi europei arriva tramite un comunicato in cui si “segnala un preoccupante cambiamento politico” che rischia “di rimodellare l’approccio dell’Unione Europea in settori chiave, tra cui la migrazione e la protezione della nostra Casa comune, in modi che potrebbero discostarsi dai suoi valori fondanti”.
Ricordando come “il progetto europeo si è sempre fondato sui principi di solidarietà, fraternità umana e tutela dei più vulnerabili”, la COMECE sottolinea come questi principi non siano facoltativi, bensì siano “al centro dell’identità dell’Unione”. Per cui “qualsiasi sviluppo politico che rischi di comprometterli, richiede un’attenta riflessione e un rinnovato impegno”.
Il voto del 26 marzo in Parlamento, per i vescovi “mette in luce una preoccupazione più profonda: una possibile crisi d’identità all’interno dell’Unione Europea. In un momento di incertezza globale, l’Europa è chiamata non a rinnegare i propri valori ma a riaffermarli con chiarezza e coraggio”.
Da qui l’appello affinché, l’Unione Europea si rimetta nel cammino natio di garanzia dei diritti saldamente ancorati al rispetto della dignità umana e dei valori fondanti da cui è sorta. La COMECE, concludono i vescovi, “rimane impegnata a contribuire in modo costruttivo a questo dibattito, promuovendo politiche che tutelino sia la giustizia sia la compassione”.
In vista della loro prossima assemblea generale, che si terrà a Cipro a metà aprile, i vescovi anticipano che i temi della migrazione e dell’asilo saranno centrali.