Venerdì 10 luglio 2026
«Stasera ho buone notizie da comunicarvi. Si intravede un ritorno alla normalità», scrive il padre comboniano Eliseo Tacchella (nella foto), ieri, da Isiro (Repubblica democratica del Congo). E spiega: «A Ndubala e dintorni non ci sono più militari, tutti sono stati inviati a sud di Mungbere dove sembra che i ribelli si siano ritirati. Sono i villaggi da dove erano partiti, Nsuka ya mboka, e altri villaggi sul fiume Nepoko». Dopo sei settimana di terrore, ci sono segni di ritorno alla normalità nella regione di Isiro, nel nord-est del Paese, dove lavora una quindicina di missionari comboniani. Ecco il racconto del missionario.

Ritorno alla normalità

Stasera ho buone notizie da comunicarvi. Si intravede un ritorno alla normalità. Oggi ho incontrato Jean Claude, il responsabile del settore di Ndubala, che era partito assieme al parroco due settimane fa. Poi era ripartito di nuovo ed è tornato ieri. Se il primo viaggio era segnato dalla paura, questo secondo l’ha fatto in tranquillità.

A Ndubala e dintorni non ci sono più militari, tutti sono stati inviati a sud di Mungbere dove sembra che i ribelli si siano ritirati. Sono i villaggi da dove erano partiti, Nsuka ya mboka, e altri villaggi sul fiume Nepoko.

Domenica, 5 luglio, alla preghiera nella cappella di Ndubala erano presenti un centinaio di cristiani. Questi, dice Jean Claude, sono quelli che si erano nascosti nella foresta, sperando di non essere scoperti dai ribelli. Normalmente alla preghiera ci sono più di 200 persone, quindi un centinaio in questa domenica è un bel segno di ritorno alla normalità. Alcuni hanno cominciato a ricostruire le abitazioni che erano state bruciate.

Questa mattina Jean Claude ha incoraggiato gli sfollati che sono qui in parrocchia e nelle famiglie a Isiro, a tornare. Qualcuno chiaramente ha ancora paura, soprattutto chi ha bambini piccoli. Un altro uomo, oggi pomeriggio, mi diceva che prima vuole andare a vedere, poi in seguito verrà a prendere la famiglia.

Preghiamo il Signore che la gente possa tornare presto per andare a raccogliere i prodotti dei campi prima che marciscano o siano mangiati dalle bestie, come le arachidi, le banane da cuocere, il pondù, la manioca... e seminare il riso, siamo a metà della stagione delle piogge. Jean Claude mi diceva che galline e capre sono sparite.

Vogliamo contattare le autorità per vedere se possono aiutare questa gente a tornare, mettendo a disposizione qualche bus o camion. Ma chiaramente ci vorrà del tempo. Si intravede comunque una luce in fondo al tunnel. Poi vedremo come aiutarli per ripartire. Alcune famiglie hanno perso tutto, non solo la casa ma anche tutto quello che c’era in casa.

Grazie ancora per la vostra preghiera e vicinanza. Il Signore che sempre ascolta il grido di chi lo invoca vi benedica.

Padre Eliseo Tacchella, mccj