Giovedì 2 luglio 2026
I Missionari Comboniani hanno avviato un processo di riqualificazione. Il Consiglio Generale, facendo il punto sul percorso compiuto finora, afferma in una lettera indirizzata a tutti i confratelli che i primi passi intrapresi confermano che l’Istituto possiede energia, competenza e volontà sufficienti per affrontare questa sfida con fiducia e speranza. La lettera spiega che il processo non è semplicemente una risposta a difficoltà organizzative o numeriche, ma un’opportunità per rinnovare la fraternità e la missione alla luce delle sfide attuali.

Carissimi confratelli,
un cordiale saluto da Roma.

Nel contesto del percorso di riqualificazione che stiamo portando avanti nelle diverse Circoscrizioni desideriamo anzitutto esprimere a ciascuno di voi un sincero e sentito ringraziamento per l’impegno, la disponibilità e il senso di responsabilità dimostrati in questi mesi. Pensiamo ai lavori assembleari, all’attività dei diversi settori, al contributo offerto nei Consigli Provinciali e, non da ultimo, alle numerose riflessioni personali che molti confratelli hanno voluto condividere sul processo in atto.

Siamo consapevoli che il cammino intrapreso è particolarmente impegnativo. Da una parte vi è la scadenza del Capitolo del 2028, che ci chiede di procedere con decisione; dall’altra, ciascuno continua a portare avanti con dedizione il proprio ministero e le responsabilità ordinarie della vita missionaria.

Nella maggior parte dei confratelli abbiamo riscontrato una sostanziale adesione e un atteggiamento positivo nei confronti del processo di unificazione e riqualificazione, soprattutto quando esso viene letto alla luce del criterio della ministerialità e della missione. Al tempo stesso, alcuni confratelli continuano a esprimere dubbi, interrogativi e resistenze, principalmente a causa dell’incertezza riguardo a come il processo si svilupperà e a quali effetti produrrà. Un atteggiamento comprensibile di fronte a un cambiamento significativo. Consideriamo questi elementi parte integrante del discernimento che stiamo vivendo. Nessuno possiede tutte le risposte e nessuno può pretendere di avere una visione completa del futuro. Siamo chiamati a costruire insieme questo percorso, tenendo conto delle diverse realtà dell’Istituto e della situazione oggettiva che da tempo evidenzia difficoltà nella gestione del personale, nella sostenibilità delle opere e nell’organizzazione della missione.

Proprio per questo motivo, le difficoltà che incontriamo non devono scoraggiarci né possiamo diventare ostaggi delle paure. Esse rappresentano piuttosto un invito a un confronto più profondo, più maturo e più lungimirante, capace di guardare oltre le esigenze immediate e di interrogarsi su quale presenza missionaria siamo chiamati a offrire nei prossimi decenni.

Come Consiglio Generale, secondo quanto annunciato nella lettera del 1° febbraio, abbiamo realizzato un primo momento di verifica dei quattro mesi di cammino finora percorsi. Tale verifica si è basata sull’ascolto delle assemblee provinciali, dei lavori dei Consigli Provinciali e le commissioni regionali, dei dialoghi avuti con numerosi confratelli e dei contributi raccolti dai Segretari Generali di settore in dialogo con i rispettivi segretariati provinciali e con i Consigli Continentali.

Da questo confronto emergono alcuni elementi che riteniamo importante condividere con tutti voi.

Organizzazione delle nuove Regioni

Anzitutto rileviamo con soddisfazione che tutte le circoscrizioni stanno progressivamente intensificando il lavoro relativo all’organizzazione, alla gestione e al coordinamento delle future realtà territoriali, che per il momento continuiamo a definire “Regioni”, per distinguerle dalle attuali circoscrizioni (province e delegazioni).

Ogni regione ha individuato una propria commissione di coordinamento che, in molti casi, si è già riunita più volte e ha coinvolto anche i diversi segretariati, favorendo un dialogo ampio e partecipato. Pur con ritmi differenti, tutte le regioni stanno elaborando strumenti di lavoro e prime bozze di direttori che possano offrire una visione condivisa dell’organizzazione, della gestione e delle priorità future. Il materiale sarà inoltre approfondito e condiviso nei mesi di settembre e ottobre attraverso un confronto tra i rappresentanti delle future Regioni e alcuni membri del Consiglio Generale.

La sfida dei prossimi mesi sarà quella di rendere questo materiale sempre più accessibile a tutti i confratelli, affinché il processo non rimanga limitato alle commissioni o ai gruppi di lavoro, ma diventi realmente patrimonio comune.

Missione

Il tema della riqualificazione missionaria rimane certamente l’aspetto più complesso e decisivo del percorso.

Si percepisce una diffusa difficoltà nel progettare il futuro delle nuove Regioni a partire dalla ministerialità. In molti casi si tende ancora a immaginare il futuro come una semplice prosecuzione dell’esistente, mentre fatica a emergere un autentico processo di ripensamento delle priorità apostoliche e delle modalità di presenza missionaria. Questa debolezza richiama l’attenzione sulla tensione che già viviamo tra gli orientamenti e le priorità ministeriali che abbiamo definito e le risorse effettivamente disponibili per realizzarli.

Eppure è proprio qui che si gioca il significato più profondo della riqualificazione. Non si tratta semplicemente di accorpare strutture o semplificare organismi di governo, ma di domandarci quali presenze siano oggi realmente significative per la missione e quali scelte siano necessarie per garantire vitalità e sostenibilità nel futuro.

Questo discernimento potrebbe comportare decisioni non facili, come la trasformazione, il ridimensionamento o persino la chiusura di alcune realtà. Sono passaggi che richiedono coraggio, libertà interiore e una visione condivisa del bene dell’Istituto nel suo insieme.

In questo contesto, il lavoro di ricerca sulle pastorali specifiche portato avanti dal Segretariato Generale della Missione rappresenta un contributo prezioso e potrà offrire strumenti concreti per rendere più dinamico e incisivo il processo di riqualificazione.

Occorrerà inoltre continuare a riflettere con attenzione sui settori dell’Animazione Missionaria e della Comunicazione, che saranno chiamati a svolgere un ruolo sempre più strategico nelle future Regioni.

Per questo motivo, possiamo affermare che questo processo costituisce un autentico esercizio di riqualificazione missionaria, offrendoci l’opportunità di riflettere su come incarnare e attuare il nostro carisma nel contesto concreto in cui siamo chiamati a svolgere la nostra missione.

Formazione

Anche il settore della Formazione ha avviato un importante lavoro di revisione delle attuali strutture formative e dell’intero percorso di formazione.

Sono emerse questioni significative riguardanti l’iter formativo, i contenuti, l’accompagnamento, il livello accademico, l’eventuale accorpamento e ridefinizione di alcune strutture e il discernimento vocazionale. In tutte le Regioni, inoltre, è apparsa con particolare forza la preoccupazione per la Formazione Permanente, riconosciuta da molti come una priorità imprescindibile per il futuro.

È stata inoltre accolta con interesse la proposta di iniziare a progettare un piano condiviso di specializzazioni a livello regionale, che permetta di valorizzare meglio le competenze presenti e di rispondere alle esigenze future della missione.

Economia e sostenibilità

Riteniamo opportuno ribadire un principio già espresso in precedenza: fino all’erezione giuridica delle nuove Regioni, il patrimonio delle attuali circoscrizioni rimarrà di competenza delle rispettive Circoscrizioni.

Le future scelte dipenderanno inevitabilmente anche dalle implicazioni fiscali e legali proprie di ciascuna realtà territoriale.

Ciò non esime tuttavia gli Economi Provinciali dal proseguire il lavoro di raccolta e sistematizzazione dei dati necessari per costruire un quadro consolidato delle future Regioni. Se gli aspetti economici e finanziari risultano relativamente più facilmente analizzabili, più complesso appare invece il censimento degli immobili, delle opere, dei progetti e delle altre risorse materiali.

Da più parti emerge inoltre l’urgenza di affrontare il tema della sostenibilità. Questo non riguarda soltanto le risorse economiche, ma anche quelle umane e pastorali. La sostenibilità dovrà diventare uno dei criteri fondamentali per valutare le scelte future e garantire che le nostre presenze possano continuare a essere significative e missionariamente efficaci.

Strutture di governo

Stanno pervenendo numerose proposte riguardanti la futura struttura di governo, i collegi elettorali, i mandati degli organismi di governo generale e regionale e altri aspetti istituzionali.

Si tratta di contributi preziosi che testimoniano il desiderio dei confratelli di partecipare attivamente alla costruzione della nuova configurazione dell’Istituto. Tutte queste proposte saranno trasmesse alla Commissione incaricata della revisione della Regola di Vita, affinché possano essere valutate e trasformate in possibili proposte da sottoporre al discernimento capitolare.

Sebbene sia ancora presto per definire con chiarezza la futura struttura di governo, un elemento sta già emergendo con evidenza: il processo di riorganizzazione si orienta verso un decentramento decisionale che attribuisce maggiore autonomia alle Regioni, consentendo loro di rispondere con maggiore efficacia al proprio piano missionario. In questo quadro, viene inoltre valorizzato il principio di sussidiarietà come criterio per garantire risposte più agili alle esigenze pastorali e alle specifiche situazioni del personale.

Il cammino verso settembre

In questo orizzonte si colloca anche l'incontro programmato per il prossimo mese di settembre tra il Consiglio Generale e le Commissioni delle nuove Regioni. Sarà un momento particolarmente significativo, non solo per verificare il cammino compiuto nei primi mesi di lavoro, ma soprattutto per confrontarci sulle prospettive future e sulle eventuali correzioni di rotta necessarie. Desideriamo che questo appuntamento diventi uno spazio autentico di ascolto, discernimento e corresponsabilità, capace di valorizzare quanto è stato elaborato nelle diverse Regioni e di favorire una maggiore convergenza sugli orientamenti fondamentali. Le indicazioni che emergeranno da tale incontro costituiranno una tappa importante del processo e offriranno gli elementi necessari per la successiva verifica generale prevista per gennaio 2027. Quest'ultima rappresenterà un momento decisivo per valutare il percorso svolto, individuare le priorità ancora aperte e orientare con maggiore chiarezza il lavoro che ci accompagnerà verso il Capitolo del 2028.

Siamo ancora all’inizio di un cammino che richiederà tempo, ascolto reciproco, flessibilità e capacità di discernimento. Tuttavia, i primi passi compiuti ci confermano che l’Istituto possiede energie, competenze e disponibilità sufficienti per affrontare questa sfida con fiducia e speranza.

Questo cammino non è solo una risposta a difficoltà organizzative o numeriche, ma un’occasione per rinnovare la fraternità e la missione alla luce delle sfide attuali, valorizzando i doni ricevuti a servizio dell’Istituto e della Chiesa. In questa prospettiva, il carisma è una realtà viva da riscoprire e attualizzare: non solo da custodire, ma da vivere con fedeltà creativa, lasciandosi guidare dallo Spirito nel discernere nuove forme di presenza e di missione. Siamo quindi chiamati non solo a conservare l’eredità ricevuta, ma a immaginare insieme modalità nuove di evangelizzazione, con creatività, coraggio e fedeltà.

Confidando nel contributo responsabile di ciascuno, continuiamo dunque questo cammino con fiducia, determinazione e spirito di comunione.

Fraternamente,
Il Consiglio Generale
Roma, 2 luglio 2026