COMBONI, QUEL GIORNO

In Pace Christi

P. Tiboni Pietro

Data di nascita: 06/04/1925
Luogo di Nascita: Tiarno di Sopra/I

Voti temporanei: 15/08/1944
Voti perpetui: 23/09/1949
Ordinazione: 08/04/1950

Data Decesso: 13/06/2017
Luogo Decesso: Lacor/UG

P. Pietro Tiboni (Tibo per i suoi numerosi amici) era nato il 6 aprile 1925 a Tiarno di Sopra, vicino a Trento, sulle montagne confinanti con il lago di Garda, luogo natale di san Daniele Comboni. Quando, ancora adolescente, sentì il desiderio di dedicare la sua vita come missionario, Don Virgilio, il suo parroco, lo indirizzò ai Missionari Comboniani.

Emise i primi voti il 15 agosto 1944 sotto la protezione di Nostra Signora nei cui confronti ha avuto una devozione incrollabile per tutta la vita. Continuò poi gli studi teologici e fu ordinato sacerdote l’8 aprile 1950. I superiori, riconoscendo la sua intelligenza brillante e vivida, gli chiesero di continuare gli studi a Roma nei due anni successivi. In tale breve periodo conseguì due lauree specialistiche in filosofia e teologia, sotto la guida del prestigioso filosofo teorico P. Cornelio Fabro. Anche quest’ultimo riconobbe le capacità del giovane P. Tiboni e gli propose di andare avanti e di intraprendere una carriera accademica a Roma. A quel punto P. Tiboni fu chiaro: “La mia Roma è in Africa! Sono un Missionario Comboniano e ammiro tutti i missionari comboniani perché sono pronti a offrire la loro vita”.

Nel suo caso però la partenza per l’Africa dovette attendere. I superiori, infatti, gli avevano chiesto di rimanere in Italia dove, a Verona, insegnò filosofia ai giovani candidati dell’Istituto. Fu solo nel 1955 che gli fu permesso di lasciare l’insegnamento, per ulteriori studi nel Regno Unito, dove per due anni imparò l’inglese e ottenne un Certificato Generale di Istruzione che gli consentiva di insegnare nelle scuole dei Paesi del Commonwealth, un requisito essenziale per un educatore nato e destinato a insegnare per tutta la sua vita.

Nel 1957 poté partire per l’Africa, assegnato alla provincia del Sud Sudan per l’insegnamento della filosofia e teologia nel Seminario Nazionale di Tore, nel sud del Paese. Tra i suoi numerosi alunni ci fu il futuro cardinale, arcivescovo di Khartoum, Mons. Gabriel Zubeir Wako, e anche il missionario comboniano P. Peter Magalasi, pure lui ammalato, che è stato suo compagno negli ultimi anni di vita di P. Tiboni nella comunità comboniana di Lacor Hospital, Gulu. P. Magalasi lo ricorda non solo come un insegnante dotato, capace di spiegare i più complessi concetti filosofici e teologici in termini che li rendevano comprensibili a tutti, ma anche un missionario molto compassionevole, sempre pronto a raggiungere “i più dimenticati e abbandonati” dei figli di Dio. Questa caratteristica di P. Tiboni è testimoniata dai molti poveri e ammalati, uomini e donne con i quali P. Tiboni ha intensamente cercato di condividere sia l’aiuto spirituale che materiale, insieme ad una enorme dose di simpatia e di empatia. A suo modo, P. Tiboni è stato un esempio della “Chiesa in uscita missionaria”, di cui parla Papa Francesco.

Nel 1964 il suo periodo in Sud Sudan fu interrotto quando i leader politici del nuovo indipendente Sudan decisero di espellere un gran numero di missionari cattolici.

Dopo un breve periodo di insegnamento a Verona, fu nominato, ancora una volta, professore al Teologato Internazionale (Scolasticato) di Venegono Superiore. Trascorse sei anni nel ministero della formazione teologica dei giovani candidati missionari comboniani

Finalmente, nel 1970, poté ritornare nella sua amata Africa, questa volta in Uganda settentrionale, a Kitgum. Per la prima volta i superiori gli avevano chiesto di intraprendere un impegno pastorale attivo e fu nominato parroco della chiesa nella città di Kitgum, non lontano dalla sua vecchia parrocchia missionaria. A causa della sua particolare preoccupazione per la formazione dei sacerdoti africani, presto perseguì la sua intuizione che la formazione sacerdotale doveva essere fortemente radicata in un ambiente apostolico attivo e perciò fondò, accanto alla chiesa parrocchiale, un Seminario per le vocazioni adulte con una particolare polarizzazione per la pastorale e la vita comunitaria: il PIK (Pastoral Institute Kitgum). Questa formazione particolare si interromperà solo durante le turbolenze che colpirono l’Uganda settentrionale fin dai primi anni 1980, ma non prima che fossero ordinati un buon numero di sacerdoti, tutte vocazioni adulte, sia africane che europee: qualcosa di nuovo in Uganda.

È durante il suo soggiorno a Kitgum, proprio all’inizio degli anni ’70, che P. Tiboni si imbatte in qualcosa che lo colpisce e lo provoca, e che segnerà tutta la sua vita successiva e la comprensione della sua vocazione missionaria. Incontra un piccolo gruppo di volontari del Nord Italia appartenenti al movimento di Comunione e Liberazione (CL), che si erano appena trasferiti a Kitgum spronati dall’impulso missionario del carisma del Fondatore del Movimento, don Luigi Giussani, a lavorare come professionisti medici e insegnanti nelle istituzioni locali e fu colpito dal fatto che quei giovani professionisti e le loro famiglie mettevano Gesù Cristo al centro di tutto e vivevano tra di loro una comunione che P. Tiboni trovava impressionante e intrigante. In altre parole, P. Tiboni riconobbe in don Giussani un’anima gemella ed ebbe la certezza che la sua appartenenza ai Comboniani avrebbe potuto trovare nel carisma di don Giussani una nuova energia e impulso.

Nel 1975 P. Tiboni viene espulso dall’Uganda dal regime di Amin, ma lui si trovava già a Roma per il Capitolo Generale dei Comboniani, dove viene eletto Assistente Generale. Gli anni trascorsi nel Consiglio Generale (1975-1979), oltre ad essere segnati da un importante servizio all’Istituto, gli offrono la possibilità di un profondo coinvolgimento nella vita di CL.

La caduta di Amin e il termine del suo servizio nel Consiglio Generale, danno a P. Tiboni la possibilità di ritornare in Uganda. Nel 1980 i superiori lo assegnano alla formazione dei giovani missionari comboniani nello Scolasticato Internazionale di Kampala, pur continuando ad insegnare teologia presso il Seminario Nazionale di Ggaba e il Seminario diocesano per le vocazioni adulte di Saint Mbaga, fondato dal cardinale Nsubuga, sotto l’ispirazione del PIK. Nel frattempo, la presenza di volontari di CL continua a Kitgum, nonostante l’incertezza della situazione politica di quegli anni. Il desiderio di proporre a tutti una comunione di vita in Cristo è rimasta viva nel cuore dei volontari, di P. Tiboni, di molti suoi confratelli comboniani e dei giovani sacerdoti provenienti dal PIK. L’occasione di far coraggiosamente “apparire in pubblico” questo desiderio, trova la sua espressione durante una Settimana Teologica Nazionale nel Seminario di Katigondo nell’agosto 1981: in quel contesto P. Tiboni, i suoi amici e i suoi confratelli lanciano il Movimento “Cristo è Comunione e Vita”. Questo gesto, conosciuto come “la proposta di Katigondo”, esprime bene la sintesi raggiunta nel cuore di P. Tiboni tra il carisma di san Daniele Comboni e quello di don Giussani: profondo amore per Cristo, profondo amore per la comunione che nasce dalla Sua Presenza e quindi una spinta missionaria verso tutti.

Grazie ad un’esplicita richiesta di don Giussani all’allora Superiore Generale dei Comboniani, P. Tiboni ottiene il permesso di continuare, insieme al suo ministero dell’insegnamento al servizio della Chiesa nei seminari d’Uganda, anche nella guida del Movimento di CL nel Paese. Per molti anni P. Tiboni ha continuato a guidare CL e a insegnare nei seminari di Kampala fino all’inizio del 2014, quando, a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute, è stato mandato a Gulu, all’Ospedale di Lacor, nella comunità comboniana dove i missionari anziani vengono assistiti e curati. Ma l’idea di pensionamento non ha mai trovato posto nella mente e nel cuore di P. Tiboni. Le molte persone che lo visitavano traevano conforto ed energia dall’incontro con lui nella sua debole condizione.

L’offerta di sé a Cristo, di P. Tiboni, attraverso le mani della Madonna è arrivata alla sua realizzazione lunedì 13 giugno 2017, alle ore 20.15, presso l’Ospedale di Lacor. (Fr. Daniele Giusti)