COMBONI, QUEL GIORNO

In Pace Christi

P. de Sousa Rogério Artur

Data di nascita: 29/04/1933
Luogo di Nascita: Aguiar de Beira/P

Voti temporanei: 09/09/1954
Voti perpetui: 10/03/1957
Ordinazione: 27/07/1958

Data Decesso: 24/06/2017
Luogo Decesso: Viseu/P

Era evidente che P. Rogério Artur de Sousa si stava spegnendo, parlava meno, preferiva sedersi nel presbiterio, accanto al Santissimo Sacramento, mentre la comunità recitava le lodi con le suore comboniane e alcuni laici. Ma non aveva perso il suo senso dell’humour: l’ultima volta che ci siamo visti, mi ha dato un colpetto sulla testa con il suo inseparabile bastone e mi ha detto: “Provinciale, continua a crescere, eh?!”.

Il 15 giugno è stato ricoverato per insufficienza cardiaca all’ospedale São Teotónio di Viseu, dove è rimasto una settimana. Il 24 giugno, aveva difficoltà a cenare e si è ritirato in camera. La guardia medica, chiamata proprio perché faceva fatica a respirare, si è limitata a confermare il decesso. P. Rogério è salito al cielo il giorno in cui la Chiesa celebra la nascita di san Giovanni Battista; decano dei comboniani portoghesi, aveva 84 anni.

P. Rogério era nato il 29 aprile 1933 a Sargaçais, parrocchia di Souto de Aguiar, comune di Aguiar, da Beira da António Augusto de Sousa e Rosa de Jesus, agricoltori. Degli otto figli, due femmine e sei maschi, cinque scelsero la vita religiosa. Una delle due femmine si fece Suora Dorotea e quattro maschi entrarono dai Comboniani: due sacerdoti, P. Rogério e P. José de Sousa, e due Fratelli, Fr. Miguel dos Santos, deceduto nel 1979 a Coimbra, e Fr. Jorge Fernandes de Sousa che ha lasciato l’Istituto in Brasile.

P. Rogério entrò nel Seminario Maggiore di Viseu nel 1951. Dopo il noviziato a Gozzano (Italia) emise i primi voti il 9 settembre 1954 a Viseu, assieme a Fr. António Martins da Costa – i primi due portoghesi a professare nell’Istituto sette anni dopo l’arrivo dei comboniani a Viseu.

Fece la Teologia prima a Venegono, fra il 1954 e il 1957, poi a Viseu, l’anno successivo. Emise la professione perpetua il 10 marzo 1958 e fu ordinato sacerdote il 27 luglio a Viseu, dove rimase come insegnante fino al 1960.

Quell’anno partì per il Mozambico, nella missione di Lunga. Ritornò in Portogallo nel 1962 ed entrò a far parte dell’equipe della rivista Além-Mar, a Paço d’Arcos. Due anni dopo, fu assegnato a Vila Nova de Famalicão come formatore del seminario minore.

Nel 1967 ripartì per il Mozambico come cappellano militare e tre anni dopo ritornò al servizio missionario attivo in varie missioni della diocesi di Nampula: Carapira (1970-1971), Nacala (1971-1974), Mossuril (1974-1976) e Memba (1976-1987).

P. Rogério faceva parte del gruppo degli undici comboniani espulsi dal Mozambico il 13 aprile 1974 in conseguenza dell’Imperativo di Coscienza scritto dal Vescovo Manuel Vieira Pinto e dai comboniani. Ritornò in Mozambico non appena la situazione politica lo permise.

Nel 1987 era di nuovo in Portogallo e rimase a Lisbona fino al 1993, nella redazione delle riviste. Oltre a scrivere (firmava molti articoli con il suo nome e altri con uno pseudonimo) traduceva materiale dall’italiano al portoghese.

Dopo due anni passati fuori comunità, andò a Vila Nova de Famalicão per le confessioni; poi, nel 2013, a Viseu, nel Centro di Accoglienza della provincia.

P. Rogério è stato un missionario umile e pieno di zelo, con una grande devozione per la Divina Misericordia. Aveva cercato di dare vita ad un movimento laicale – Missionari della Divina Misericordia – ispirato agli scritti e alle visioni di Santa Faustina, frutto di una antica inquietudine: “Da molti anni sento la necessità di divulgare e manifestare a tutti la Misericordia di Dio, affinché in questi tempi di confusione e di allontanamento da Dio gli uomini e il mondo ritrovino con gioia ‘le fonti della Salvezza’ che il Cuore Trafitto di Gesù non cessa di indicare”. Apparteneva al Rinnovamento Carismatico e aveva proposto ai superiori alcune ricerche sul tema Comboni e il Divino Santo Spirito, tema sul quale intendeva scrivere un libro.

“È stato sempre, in tutto, Missionario Comboniano – afferma suo fratello, P. José de Sousa – e ha sempre preso molto sul serio la vita e il suo sì a Comboni. Come diffusore, con i suoi libri, della Divina Misericordia, ha subito delle critiche esagerate, ingiuste, su un tema che è stato poi pienamente assunto da san Giovanni Paolo II, con la festa della Divina Misericordia. Si è unito alla croce con la donazione totale nelle mani di Dio, dimenticando tutto quello che lo aveva fatto soffrire. La devozione al santo Padre Pio lo ha confortato e reso docile”. (P. José Vieira)