Mercoledì 10 giugno 2026
Africae Festival torna a Verona dal 12 al 14 giugno, con un’immersione in riflessioni, suoni e sapori. Stesso posto e stessa formula delle due precedenti edizioni: di giorno, le conferenze nella sala eventi del Museo africano e, alla sera, i concerti nel Parco dei Missionari Comboniani, dove al piacere della musica si somma quello del palato, con le cucine di vari Paesi africani (senza farci mancare qualche pietanza locale). Tutti gli eventi sono gratuiti. (Nella foto, l’invitata d’onore di Africae 2025: Ayanna Witter-Johnson. Foto: Sarah Baldo)
Spazio anche alle arti visive. Le illustrazioni di Cupa, illustratore della piattaforma sudanese di Khartoon Mag, compongono la mostra “Generation of displacement” (in italiano, generazione dello sfollamento). Con uno stile visivo sofisticato e intimo, esplora l’infanzia traumatizzata dal conflitto in Sudan, ormai in corso da più di tre anni.
Giovedì 11 giugno – Pre-Festival
18:00 – Belli balli ribelli: come surclassare John Travolta in meno di 2 ore
Un workshop di danza aperto a chiunque, dai 5 ai 95 anni (ma anche i 96enni sono benvenuti). Due maestri della coreografia contemporanea conducono un’esperienza di giocoso ragionamento e azione sul corpo e sul movimento. Per chi volesse, il corso funge anche come formazione per agenti segreti. In parole più semplici, ma non meno intriganti, il workshop ha un secondo fine: far sì che i/le partecipanti contribuiscano a coinvolgere il pubblico presente durante quella festa che è Chama, lo spettacolo in programma per venerdì sera ad Africae e su cui trovate maggiori informazioni più avanti.
A cura di:
Roberto Castello: direttore artistico di Aldes, tra i più importanti coreografi italiani e curatore di molteplici spettacoli in collaborazione con artisti/e dal continente africano.
Giselda Ranieri: danzatrice e coreografa, dal 2008 si occupa di composizione istantanea collaborando con musicisti nazionali e internazionali.
Venerdì 12 giugno
18:00 – L’onesta utopia di Sankara e i suoi presunti eredi
Per 4 anni, Thomas Sankara ha guidato il Burkina Faso spronando a «osare inventare l’avvenire». A quasi 40 anni dal suo assassinio, rivediamo vita, virtù e errori di una delle massime icone del panafricanismo. E discutiamo della sua eredità spirituale reclamata dall’attuale capo di Stato burkinabè, il capitano Ibrahim Traoré.
Con:
Marco Aime – antropologo e africanista tra i più noti in Italia. Docente di antropologia all’Università di Genova, ha da poco pubblicato Ritratto di un’onesta utopia (Bollati Boringhieri, 2026), una biografia di Sankara.
Ilaria Allegrozzi – ricercatrice senior per il Sahel a Human Rights Watch, per cui ha curato vari report dedicati al Burkina Faso.
Modera: Roberto Valussi – giornalista di Nigrizia.
19:00 (tutte le sere) – apertura stand gastronomici con cucine africane e internazionali
20:30 – 24:00 – Concerti / Spettacoli
Kasala / DJ Set – speaker radiofonica e curatrice musicale, appassionata di jazz in tutte le sue infinite ramificazioni. Le sue origini italo-congolesi influenzano il suo archivio musicale, sempre alla ricerca di analogie e contrasti tra contaminazioni e tradizioni. Il suo sound è un mix di broken beat, jazz, house, soul, hip-hop e world. Dal 2020 conduce il programma radiofonico “Spacewood” su Radio Sherwood e dal 2025 modera Lenta, una rassegna musicale di ascolti con le autrici.
Epoque / full band – con i suoi spettacoli da solista è già diventata una delle artiste più note del panorama afrobeats italiano. Quest’anno torna sul palco di Africae, con un’esibizione rinforzata da 6 musicisti. Un gruppo completo per far vibrare tutte le ispirazioni di un’artista che spazia dai suoni congolesi a quelli nord-europei.
Genere: afrobeats
Aldes / Chama – in lingua swahili, chama indica ‘associazione/organizzazione collettiva”. Ed è proprio questo che lo spettacolo intende creare: un momento di aggregazione in spazi pubblici, una parentesi di coinvolgente divertimento e creazione di comunità che si offre a chi passa di lì. Chama si presenta come una festa gratuita e rigorosamente analogica, in cui eccellenti strumentisti e danzatrici suonano, cantano e danzano insieme coinvolgendo il pubblico in un momento di gioia collettiva. Un’occasione per ricordare quanto la natura degli esseri umani non sia di attori economici e consumatori digitali, ma di animali sociali. Ad organizzarlo è Aldes, un’associazione di artisti e operatori culturali insignita del premio Ubu. Sotto la direzione di Roberto Castello, promuove, tra le altre cose, sperimentazioni coreografiche come Chama, ibridando danza e concerto.
Genere: afro-jazz, danza
Sabato 13 giugno
12:00 – pranzo ivoriano
14:00 – Nei nomi del Signore: la competizione per le anime cristiane
Una pletora di chiese dell’alveo evangelico, neopentecostale e carismatico si contendono le preghiere nel continente africano. E erodono il consenso delle Chiese più consolidate, dalla cattolica all’anglicana. Il Vangelo della prosperità anima le messe. I finanziamenti a base di decime dei fedeli e mega-eventi portano ad una maggiore diffusione e influenza. Anche politica. Con quali conseguenze?
Con:
Jean Leonard Touadi – docente di Geografia dello Sviluppo in Africa all’Università La Sapienza di Roma, consulente Fao (agenzia Onu), saggista, conduttore radiofonico, già deputato italiano.
Silvia Cristofori – professoressa associata di Storia del cristianesimo presso il dipartimento di Scienze umane della Link Campus University (Roma). Tra le sue aree di ricerca principali figurano i movimenti politico-religiosi nella storia moderna e contemporanea dell’Africa Subsahariana e le relazione fra religioni e teorie delle cospirazioni.
Modera: Roberto Valussi – giornalista di Nigrizia.
16:00 – Non di solo bel gioco
Dopo anni di ascesa, il calcio africano rischia passi indietro. Se il garbuglio giudiziario post-finale tra Senegal e Marocco ne mina la credibilità, il fattore più decisivo sembra essere la governance. Deficitaria. Fin dove può arrivare l’industria del pallone africano se la Caf, l’organo del calcio continentale, abdica al suo ruolo politico a favore della Fifa di Infantino?
Con:
Malù Mpasinkatu – opinionista e commentatore TV, noto per essere il primo direttore sportivo di origine Africana nella storia del calcio italiano. È il volto di riferimento di Sportitalia per la Coppa d’Africa, in qualità di esperto di calcio africano e commentatore tecnico.
Vincenzo Lacerenza – giornalista sportivo, collaboratore di varie testate, da Il Fatto Quotidiano a Nigrizia, e co-autore del libro Viaggio in Coppa d’Africa (Urbone Publishing, 2019).
Modera: Brando Ricci – giornalista di Nigrizia.
18:00 – Il Patto dell’Unione Europea contro le persone migranti
Un patto vincolante per i 27 paesi membri Ue. Un comune spartiacque nella storia del diritto migratorio europeo, con cui si vanno a ridefinire le materie d’ingresso, di gestione dei flussi, delle domande d’asilo, delle frontiere e dei rimpatri, in maniera più escludente e pericolosa per le persone in movimento. Una riforma che svuota i diritti e che necessita attenzione. Proviamo a prevederne le implicazioni e i possibili argini nel momento in cui, in questo giugno, entra in vigore.
Con:
Leila Belhadj Mohamed – giornalista e podcaster freelance, attivista transfemminista esperta di migrazioni, diritti umani, diritti digitali e geopolitica dell’Africa e del Sud Ovest Asiatico.
Luca Minniti – giudice e presidente della sezione specializzata in materia di immigrazione e protezione internazionale di Bologna.
Modera: Arianna Baldi – giornalista specializzata in tematiche di migrazione e cittadinanza.
20:30 – 24:00 – Concerti / Spettacoli
Tanzania acrobatic experience – acrobati e acrobate danno vita a uno spettacolo che unisce forza fisica, equilibrio e coreografie ispirate alla tradizione africana. Tra piramidi umane, salti spettacolari, evoluzioni acrobatiche e suggestivi effetti di fuoco, il pubblico viene trascinato in un’esperienza unica e coinvolgente, capace di stupire grandi e piccoli con adrenalina, musica e pura meraviglia.
Genere: spettacolo acrobatico
Cous Cous a colazione – un progetto che fonde sonorità pop a influenze world, elettroniche e hip-hop/R&B, creando una nuova sonorità che rifiuta di appartenere a un solo stile, dando vita al Polypop, non un genere ma una mutevole espressione di loro stessi. La nascita della band risale al 2020, dall’incontro tra la cantante mozambicana Wilma Fatima Matsombe e il produttore Mattia Mennella. A completare la formazione si aggiungono Gioele Cangini (chitarra e cori), Antonio Casalino (batteria e drum pad) e Giacomo Cortesi (basso e synthbass).
Genere: polypop
Korabeat – un altro gradito ritorno per il nostro palco, che questo quintetto di virtuosi aveva già incendiato nel 2023 (nell’ultima edizione di Ma Che Estate, festival predecessore di Africae). Nel loro curriculum, vantano esibizioni al Torino Jazz Festival, a teatri importanti come il Piccolo di Milano e tour in Senegal. Kora Beat è un progetto musicale che passa attraverso generi come mbalax, coupé décalé e altri ritmi africani per arrivare al funk, jazz e latin. Impossibile stare fermi e non farsi travolgere dal ritmo.
Genere: afro-groove
Domenica 14 giugno
12:00: pranzo ivoriano
14:00 – Minerali e conflitti, relazioni pericolose
Cobalto, litio, rame, oro: la tavola periodica sembra spiegare le guerre in corso in Africa più efficacemente di qualsiasi analisi, dal Sudan alla Repubblica democratica del Congo fino al Mozambico. È una lettura semplicistica o quella che meglio di tutte tiene insieme la dimensione economica e politica dei conflitti? E queste crisi come arrivano davvero dentro i nostri pc, le nostre auto e i nostri smartphone, tra regolamenti opachi e interessi predominanti?
Con:
Andrea Stocchiero – coordinatore di ricerca nel CeSPI e policy officer presso la Focsiv. È un economista con oltre trent’anni di esperienza professionale nel campo della cooperazione internazionale. Tra i temi analizzati, figurano il ruolo del settore privato rispetto alle catene del valore e il fenomeno del land grabbing.
Giusy Baioni – giornalista investigativa freelance, specializzata nella regione dei Grandi Laghi. Collabora con varie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano online.
Modera: Brando Ricci, giornalista di Nigrizia.
16:00 – Oltre l’afrobeats: l’industria musicale africana
Dalla world music alla global music. Dall’afrobeat all’afrobeats (scova la s in più). Differenze nominali sottili che nascondono mutamenti significativi. Da più di dieci anni, l’industria musicale del continente ha saputo imporsi nella cultura pop mondiale come mai prima, contribuendo a proiettare una nuova immagine dei paesi africani. Proviamo a fare il punto su questo cambiamento epocale e sull’impatto a livello di biodiversità musicale del continente.
Con:
Ian Brennan – produttore musicale, vincitore di un Grammy Award per Best World Music 2011 per il suo lavoro con la band Tinariwen. Autore di numerosi libri che spaziano da riflessioni sulla musica in comunità marginalizzate alla prevenzione della violenza.
Marcello Lorrai – giornalista di Radio Popolare, di cui è stato direttore dei programmi. Collabora con varie testate tra cui il Manifesto e Nigrizia. È autore di vari libri e saggi sulle scene musicali africane.
Astelia Cyriel Fickat – nato a Brazzaville e cresciuto a Torino, porta con sé una doppia radice, congolese ed europea. Cura il portale Chocolate & Cream, dedicato alla musica afro e ai linguaggi che nascono dall’incontro tra influenze, visioni e identità diverse, tra Africa ed Europa, radici e movimento.
Modera: Roberto Valussi – giornalista di Nigrizia.
18:00 – Celebrare l’afrodiscendenza?
In un tempo in cui la diversità viene spesso celebrata senza mettere davvero in discussione le strutture di potere, che senso ha parlare oggi di afrodiscendenza? La cultura può essere uno spazio di trasformazione o rischia di diventare soltanto una vetrina rassicurante? Un confronto sul significato politico e culturale della celebrazione afrodiscendente, tra memoria, rappresentazione, conflitto e desiderio di costruire nuovi immaginari. Perché forse il compito della cultura non è consolare, ma disturbare.
Con:
Marilena Delli Umuhoza – fotografa, autrice e regista italo-ruandese, le sue pubblicazioni vanno dai media italiani al New York Times e Al Jazeera. Ha scritto diversi libri sulla sua esperienza di donna afrodiscendente in Italia e conduce su Radio Radicale un programma dedicato alle eccellenze afrodiscendenti.
Theophilus Imani – è un ricercatore visuale che indaga la rappresentazione del corpo nero nella cultura visuale diasporica. La sua pratica intreccia ricerca d’archivio, critica del visuale e produzione artistica, esplorando i modi in cui le immagini contribuiscono alla figurazione della nerezza nel contesto italiano e globale. Imani ha tenuto lezioni nel corso di Visual Research Methods dell’Università di Padova, e il suo lavoro è incluso nelle collezioni del MUDEC e di Triennale Milano.
Modera: Aziz Sawadogo – scrittore e art director culturale.
20:30 – 23:00 – Concerti
Hartquake – una band che unisce le vibrazioni dell’r&b, l’energia del funk e l’eleganza del jazz in un repertorio composto da cover rivisitate con gusto e personalità. Il gruppo nasce dall’incontro nei corridoi del Conservatorio di Verona di Dede, cantante e pianista, con la chitarra di Fabrizio Rizzi, supportati dal groove del basso di Giacomo Vilasi e la batteria di Pietro Pizzoli.
Genere: r&b, funk, jazz
Afrodream – chiusura in grande stile con un progetto musicale nato a Torino nel 2018 dall’incontro tra il cantante e percussionista senegalese Abou Samb e il chitarrista Luca Vergano. Il gruppo è formato da musicisti provenienti da Senegal, Argentina, Camerun e Italia. La loro musica unisce percussioni, fiati e melodie evocative, mentre i testi di Abou Samb raccontano storie di identità, migrazione, speranza e umanità. Il risultato sono concerti intensi e trascinanti che trasformano il palco in uno spazio di incontro culturale e di festa collettiva.
Genere: afrobeat
Le tre serate musicali sono presentate da Francesca Hadija Sanneh (fondatrice dell’associazione Uno Collective e co-organizzatrice di Afrobrix) e Roberto Valussi.
Organizzazione
Africae Festival è organizzato da Nigrizia, Museo africano, Fondazione Nigrizia e Mondo Aperto, con il patrocinio e il contributo del Comune di Verona e il sostegno di sponsor quali: Banca etica, Banor, Azimut, Lesster, Essemme, La cantina di romeo, Barana, Locanda al Vescovo, Studio Dentistico Feruglio, Croce Verde.
Info Pratiche
Dove: Fondazione Nigrizia – Vicolo Pozzo 1, Parco dei Missionari Comboniani, Verona. Ci troviamo nel quartiere di Veronetta, a due passi dal Teatro Romano e dal centro storico.
Parcheggio: ampio parcheggio gratuito all’interno, libero fino ad esaurimento posti.
Come arrivare con i mezzi:
Costo: tutti gli eventi sono gratuiti.
Perché Africae?
Africae Festival è un evento di parole, musica e non solo, con cui contribuire a portare l’attenzione sulle tematiche legate all’afrodiscendenza e al continente africano.
Consci del fatto che Italia e Africa sono destinate a interagire in modo crescente, crediamo sia necessario favorire dei percorsi di conoscenza per stimolare dibattiti e sradicare stereotipi. Da qui la scelta di scomodare il latino e chiamare il festival Africae (in italiano ‘’dell’Africa’’ e anche ”Afriche”). A chi lo legge in latino, potrebbe evocare le antiche radici del rapporto tra le due sponde del Mediterraneo. A chi lo legge in italiano, potrebbe sottolineare la varietà di un continente troppo spesso visto come un’entità omogenea. In entrambi i casi, il festival si presenta come un’appendice naturale del lavoro portato avanti quotidianamente da Nigrizia e dal Museo africano, rispettivamente sul piano giornalistico e culturale.
A loro volta, questi due attori agiscono sotto l’ombrello della Fondazione Nigrizia Onlus, animata dal Collegio Missioni Africane dei Missionari Comboniani.
Africae Festival prosegue il cammino portato avanti dal 2006 al 2023 da Ma Che Estate, una kermesse musicale e artistica dedicata ai temi dell’interazione, dell’afrodiscendenza e del dialogo. Alla parte musicale, Africae aggiunge quella diurna con dibattiti.
Per rivedere il programma delle edizioni passate, potete dare un’occhiata ai link degli ultimi due anni: 2025 e 2024.
Buona immersione.