Venerdì 17 luglio 2026
I primi tre comboniani messicani f
ormati in Messico
 – mons. Jaime Rodríguez e i padri Baltasar Zárate e Aurelio Cervantes – hanno celebrato il giubilo di diamante della loro ordinazione sacerdotale con una grande festa a Sahuayo, nello stato di Michoacán. [Nella foto da sinistra: padre Baltasar Zárate, mons. Jaime Rodríguez e padre Aurelio Cervantes]

La domenica 5 luglio, mons. Jaime Rodríguez Salazar e i padri Baltasar Zárate Quiroz e Aurelio Cervantes Fajardo hanno celebrato il 60° anniversario della loro ordinazione sacerdotale.

La festa ha avuto luogo nel seminario comboniano di Sahuayo, un luogo di grande significato nella storia della nostra provincia, dove si è formata gran parte dei comboniani messicani.

Infatti mons. Jaime e i padri Baltasar e Aurelio fanno parte del primo gruppo di comboniani messicani che hanno compiuto la loro formazione nei seminari del Messico.

Con loro c’erano altri tre, ormai defunti: il padre Agustín Pelayo, deceduto in un incidente in Burundi nel 1974; il padre Antonio Álvarez, morto di covid nel 2021; e il padre Héctor Villalba, deceduto a Guadalajara nel 2025. Quattro di loro furono ordinati da papa san Paolo VI nella Basilica di San Pietro a Roma, il 3 luglio 1966.

La messa di ringraziamento ha avuto luogo sotto un grande tendone installato nel terreno del seminario. È stata presieduta da mons. Jaime e concelebrata dai padri Baltasar e Aurelio e da altri comboniani che si sono uniti a loro nel ringraziamento per questi 60 anni di sacerdozio.

Erano presenti anche i confratelli dell’Oasi di Guadalajara, comunità che ospita i missionari anziani e malati che necessitano ormai di cure a causa della loro età e di cui fa parte pure padre Aurelio.

Durante l’omelia, mons. Jaime ha presentato tre esempi di persone che possono aiutarci a condurre una vita umile e semplice, seguendo le parole del Vangelo (Mt 11,25-30): Mosè, Maria e San Daniele Comboni.

Ha ringraziato in modo speciale il popolo di Sahuayo per il sostegno che per tanti anni ha offerto alla causa missionaria e ai missionari comboniani.

Il padre Aurelio ha ringraziato con poche parole, ma piene di emozioni, per il sostegno e la presenza di tutti, definendoli «sostenitori della fede che noi poi portiamo ad altre persone».

Da parte sua, il padre Baltasar ha ricordato in modo molto speciale tante persone di Sahuayo che in passato e anche nel presente hanno accompagnato e continuano ad accompagnare il cammino vocazionale e missionario dei confratelli messicani, chiedendoli anche di pregare per le vocazioni missionarie.

Una volta terminata la messa, la festa si è conclusa con un pasto tipicamente messicano in cui nessuno è rimasto senza il suo taco e la sua bibita. ¡Viva Sahuayo!

Padre Ismael Piñón, mccj