Giovedì, 14 ottobre 2026
Forse la missione è proprio questo: condividere la vita di un popolo e sederci accanto a chi piange. 

— È morto mio nonno. — me lo dice un bambino piccolo della nostra scuola dell’infanzia in un villaggio beduino nel deserto della Cisgiordania.. Parole semplici, che mi commuovono. Come vive un bambino l’assenza di una persona che ama? Che cosa significa per lui la morte?

È morto Abu Yosef, capo della comunità, padre di ventitré figli, padre e suocero di tante donne che ricamano e nonno di tante generazioni di bambini passati per la scuola dell’infanzia che accompagniamo da anni.

La sua famiglia fa parte anche della nostra storia, di quella vita che condividiamo, settimana dopo settimana, con le comunità beduine.

Quando arriviamo al villaggio, è il fratello di Abu Yosef ad accoglierci:

—Dio sa meglio. Sia benedetto.

È il secondo fratello che perde per un attacco cardiaco. Nelle sue parole semplici riconosco la fede di chi ha già conosciuto il dolore di una morte improvvisa e, pur ferito dalla perdita, continua ad affidarsi a Dio.

Il lutto dura tre giorni. Quando arriviamo, troviamo le donne riunite, vestite di nero e senza trucco.

Ci offrono caffè e datteri e ci invitano a sederci accanto alla famiglia. Una delle figlie tiene in mano il Corano e legge in silenzio. Tra ricordi, lacrime e silenzi, si ripete una preghiera: Allah yerhamo. Che Dio abbia misericordia di lui.

Mi siedo accanto a un’anziana, madre di una delle mogli del defunto. Mi colpiscono la sua lucidità e la sua memoria. Mentre l’ascolto, penso a quanta storia e saggezza custodisca la vita dei nostri anziani. Solo due settimane fa, la famiglia festeggiava un matrimonio. Oggi condivide il dolore della perdita.

Dal luogo in cui siamo riunite, vediamo gli uomini preparare il mansaf in grandi pentole sul fuoco. È il piatto che, secondo la tradizione, viene condiviso con la famiglia e la comunità il terzo giorno del lutto. La vita continua e nessuno viene lasciato solo nella propria tristezza.

Noi arriviamo per accompagnare, ma anche noi veniamo accolte e istruite.

Forse la missione è proprio questo: condividere la vita di un popolo e sederci accanto a chi piange.  A volte, basta esserci.

Riposa in pace, Abu Yosef. Allah yerhamo. Che Dio ti accolga nella sua misericordia.

Sr. Cecilia Sierra, smc