NOTIZIARIO MENSILE DEI MISSIONARI COMBONIANI DEL CUORE DI GESÙ
DIREZIONE GENERALE
Professioni perpetue
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Sc. Dang Thanh Sang Dominic |
Ho Chi Minh City/VN |
20.04.2026 |
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Sc. Ronaldo Mateus Mulima |
Chitima/MO |
26.04.2026 |
Ordinazioni
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Olupot Christopher |
Mukongoro/UG |
06.04.2026 |
Opera del Redentore
Maggio 01 – 15 ET 16 – 31 I
Giugno 01 – 07 ER 08 – 15 LP 16 – 30 P
Intenzioni di preghiera
Maggio – Nel mese in cui celebriamo la 60a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, preghiamo perché tutti gli operatori della comunicazione della Famiglia Comboniana sappiano raccontare la bellezza che abita il mondo con storie buone che edificano e donano speranza. Preghiamo.
Giugno – Di fronte alla crescente polarizzazione sociale e politica, ai conflitti e alle guerre del nostro mondo, il Signore ci aiuti a essere costruttori di ponti e non di muri, affinché l’amore prevalga sulle barriere che cercano di dividerci. Preghiamo.
Calendario liturgico comboniano
MAGGIO
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30 |
Ultimo sabato del mese: Beata Vergine |
memoria |
GIUGNO
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12 |
Sacratissimo Cuore di Gesù, Titolare dell’Istituto |
Solennità (Togo-Ghana-Benin) |
Ricorrenze significative
MAGGIO
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2 |
S. Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa |
Egitto |
GIUGNO
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1 |
Anniversario della fondazione dell’Istituto |
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3 |
San Carlo Lwanga e compagni, martiri |
Uganda |
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5 |
San Bonifacio, vescovo e martire |
Memoria DSP (Sud Tirolo, Austria, Germania) |
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13 |
Cuore Immacolato della B. Vergine Maria |
memoria |
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23 |
Sabato prima di Pentecoste Maria Vergine Regina degli Apostoli |
memoria |
Pubblicazioni
Jorge Carlos Naranjo Alcaide, Comboni’s Dream – The Educational Mission of the Comboni Missionaries in Sudan, (“Il sogno di Comboni – La missione educativa dei missionari comboniani in Sudan”) è il titolo di un libro recentemente pubblicato al Cairo dal Comboni College of Science and Technology, 2026, pagine 253.
L’autore, sacerdote missionario comboniano spagnolo, descrive lo sviluppo di uno stile di missione cristiana – avviato da Daniele Comboni in Sudan – che dà priorità al dialogo interreligioso e si inserisce nella storia e nella cultura di un Paese a maggioranza islamica.
Le scuole comboniane in Sudan sono nate assieme all’introduzione dell’istruzione moderna nel Paese. Il loro sviluppo, quindi, fa parte della storia dell’educazione sudanese. Una di queste scuole, il Comboni College, è un’istituzione educativa con caratteristiche uniche nella storia dei missionari comboniani e del Sudan.
La narrazione segue lo sviluppo di questo laboratorio di convivenza interreligiosa, di evangelizzazione e di promozione dello sviluppo sostenibile, passando dalla terza alla prima persona a partire dal capitolo 5, quando padre Jorge Carlos diventa testimone diretto e protagonista degli eventi. L’educatore troverà nel libro spunti di riflessione sull’impatto che il contesto può avere sulla pratica educativa e sulla comprensione stessa del concetto di educazione, collocata entro una tensione dialettica tra i valori di un modello islamizzante e arabizzante e quelli fondati sulla tradizione cristiana. Tale tensione solleva una domanda: quale deve essere l’obiettivo della pratica educativa di una scuola cattolica?
Lo studente di scienze dell’educazione troverà nel libro un’esperienza concreta di integrazione delle diversità culturali, sociali ed etniche. Lo storico, invece, troverà una testimonianza di eventi che hanno inciso profondamente sulla storia del Sudan. Il missiologo si troverà davanti un’esperienza concreta di annuncio del Vangelo in un contesto a maggioranza islamica. Il credente, infine, viene a conoscenza di una testimonianza della dedizione e dell’amore di numerosi missionari e di molte persone che, nel corso di quasi un secolo, hanno consacrato la loro vita all’educazione di generazioni di giovani, in un contesto segnato da continua instabilità e da forti pressioni politiche, inclusa la guerra tuttora in corso.
Padre José Javier Parlade, El Pan Compartido, edito da AMSUDAN, seconda edizione, febbraio 2026, pp. 152.
Padre José Javier Parlade, missionario comboniano originario di Siviglia, ha trascorso tutta la sua vita portando il Vangelo in zone con un alto tasso di persecuzione religiosa come il Sudan e il Sud Sudan, da cui non ha mai voluto tornare. Solo lo scoppio della guerra in Sudan e l’età avanzata lo hanno costretto a partire e lo trattengono attualmente in Spagna. Nell’aprile 2023, quando è iniziato il conflitto che dura ormai da quasi tre anni, è stato uno degli spagnoli evacuati in aereo.
Il libro raccoglie le principali tappe della sua vita, interamente dedicata alla missione in zone duramente colpite da conflitti bellici, carestie e persecuzione religiosa. Vi arrivò nel 1972 e vi è rimasto per 52 anni.
Con una narrazione scorrevole, ricca di aneddoti toccanti, il libro ci invita ad accompagnare padre José nelle sue vicende: dai primi passi in terre sconosciute fino ai grandi traguardi che solo una dedizione disinteressata può raggiungere. Ogni pagina è un richiamo alla forza della solidarietà. I proventi di questo libro saranno interamente destinati alle missioni in Sudan, sostenendo i più bisognosi attraverso il lavoro della ONG di ispirazione cattolica Amsudan.
ASIA
Professione perpetua dello scolastico Dang Thanh Sang Dominic
Il 20 aprile scorso è stato un giorno di gioia per la nostra delegazione dell’Asia: il secondo scolastico vietnamita comboniano, Dang Thanh Sang Dominic, ha emesso i voti perpetui, consacrandosi a Dio per la missione per tutta la vita. La cerimonia ha avuto luogo nella comunità del Beato Andrea di Phú Yên, a Ho Chi Minh City. La famiglia e i parenti di Dominic sono giunti dalla sua provincia d’origine nel Delta del Mekong, assieme al suo parroco e ad altri sacerdoti amici, per condividere la gioia della nostra comunità. La celebrazione si è svolta in lingua vietnamita ed è stata presieduta da padre Dang Khoa Nguyen Van Tien (Peter), il primo sacerdote comboniano vietnamita, ordinato il 14 marzo scorso. Padre Rocco Bettoli, superiore della comunità, è stato delegato a ricevere i voti.
I primi frutti della nostra presenza in Vietnam stanno apparendo, e tutti sperano che possano arricchire la missione ad gentes del nostro Istituto. Ora attendiamo con gioia l’ordinazione diaconale di Dominic Sang! (Padre Aguilar Sánchez Víctor Manuel, mccj)
EUROPA
Incontro dei responsabili dei media in Europa
Il 27 e 28 aprile, i direttori dei media comboniani in Europa si sono ritrovati presso la casa della Curia generalizia a Roma per il loro incontro.
Erano presenti: per la Spagna, i padri Bayo Mata Enrique e Armada Díez de Rivera Rafael (Mundo Negro e Aguiluchos); per il Portogallo, fratel Bernardino Dias Frutuoso (Além Mar, Audácia, Família Comboniana); per la Polonia, fratel Pomykacz Jacek Andrzej (Misjonarze Kombonianie e MINI Kombonianie); per la London Province, padre Carmine Curci (Southworld); per la Provincia di lingua tedesca, padre Markus Lorenz Körber (Kontinente e Solidarisch); per l’Italia, i padri Giuseppe Cavallini (Nigrizia) e Aurelio Boscaini (Il Piccolo Missionario e Azione Missionaria/Missionari comboniani); per la direzione generale, padre Arlindo Ferreira Pinto (direttore dell’Ufficio comunicazione).
Assenti giustificati: padre John McGuire Downey (Comboni Mission), della London Province; fratel Alberto Lamana, della direzione generale; e padre José Antonio Mendes Rebelo, provinciale del Portogallo e responsabile europeo del settore dei media.
La mattinata del 27 aprile è iniziata con un momento di formazione. Da remoto è intervenuto Marco Damilano, giornalista del quotidiano Domani e, da alcuni anni, conduttore di Il Cavallo e la Torre — “La politica, i poteri, le persone dei nostri tempi” — su Rai 3 in prima serata. A Marco era stato chiesto di parlare di “Intelligenza artificiale e le sue implicazioni nel futuro della stampa”. L’IA rappresenta un’opportunità, ma comporta anche il rischio di una nuova forma di colonizzazione, poiché attinge prevalentemente a contenuti generati nel Nord globale. Di qui l’importanza del racconto delle notizie da parte di testimoni che vivono nel Sud del mondo, come i missionari.
La seconda parte della mattinata è stata guidata da padre Angelo Giorgetti sul tema della sostenibilità come orizzonte ordinario per ogni programmazione. Padre Angelo ha fatto riferimento ai nn. 35 e 36 degli Atti Capitolari 2022: «La sostenibilità dell’Istituto dipende dalla capacità di ciascuno di condividere tutto quanto è e ha, anche se apparentemente insignificante. Il cuore di un piano di sostenibilità è dare il meglio di sé, la propria vita, il proprio lavoro come frutto di una profonda conversione» (35); «Sogniamo un Istituto sostenibile dal punto di vista economico, sociale ed ecologico, grazie alla Provvidenza e a un piano di sostenibilità efficace» (36). La sostenibilità si regge se ogni membro dell’Istituto si sente e vive da missionario che, come nella primitiva comunità cristiana, mette tutto in comune.
Il dibattito seguito all’intervento di padre Angelo ha messo in evidenza le difficoltà finanziarie che tutte le riviste stanno attraversando – difficoltà legate anche alla costante diminuzione degli abbonamenti cartacei –, ma ha sottolineato anche l’importanza della rivista stampata, che fidelizza il lettore e assicura risorse economiche. Da qui un rinnovato impegno a cercare fonti alternative di finanziamento, sempre in vista della sostenibilità.
Importante, nell’economia dell’incontro, è stata la presenza di padre Luigi Codianni, superiore generale, rientrato dall’assemblea provinciale della Rd Congo la mattina di martedì 28. Padre Luigi ha sottolineato l’importanza del lavoro che le riviste possono svolgere per sostenere il passaggio richiesto dal Capitolo generale del 2022 verso la formazione di macroregioni e una nuova identità comboniana basata sulla ministerialità, nella quale la dimensione del carisma (impegno ad gentes e ad pauperes) viene raccontata attraverso le testimonianze della vita missionaria.
L’incontro è stato anche un’occasione per i direttori di condividere le proprie esperienze, fare il punto su quanto si realizza nelle diverse province e sottolineare l’importanza di uno scambio regolare di informazioni e progetti, del lavorare insieme e del portare avanti una linea comune delle nostre riviste e delle altre piattaforme digitali che ci vedono impegnati come comboniani. Sull’esempio del Fondatore, ciò implica sia la denuncia del male (ad esempio, il sistema armiero), sia – e soprattutto – l’impegno a favore dei valori del Regno (giustizia, pace, scelta dei più poveri…), che da sempre danno senso alla presenza dei comboniani nella Chiesa. (Padre Elio Boscaini, mccj)
RD CONGO
Esercizi spirituali a Kisangani
Dal 13 al 18 aprile, una trentina di missionari comboniani, provenienti dalle diverse comunità della provincia dell’Rd Congo, si sono ritrovati a Kisangani per un “tempo di sosta”. Per questi uomini, abituati al ritmo intenso dell’apostolato, i sei giorni di esercizi spirituali sono stati molto più di una semplice pausa: sono stati un vero ritorno alle sorgenti. Si è trattato, del resto, del primo incontro di tale portata dopo l’assemblea di febbraio 2023 a Kinshasa.
Nel clima raccolto della casa “San Giuseppe”, il tempo è sembrato sospeso, capace di offrire uno spazio privilegiato per curare le ferite, rileggere il cammino percorso, e lasciare che la Parola di Dio fecondasse nuovamente i cuori. Accompagnati dalla sapienza di padre Ntima Nkan-za, gesuita congolese, i confratelli sono stati guidati al cuore della preghiera del salmista: «Insegnaci a contare i nostri giorni» (Salmo 90,12a).
Durante la sua predicazione, padre Ntima ha saputo toccare i presenti nella loro umanità con parole semplici e incisive. La sua riflessione, centrata sulla metafora del canto, ha colpito profondamente. «La nostra vita è un canto», ha insistito: «un canto polifonico, nel quale Dio è il primo solista, colui che intona la melodia della nostra esistenza. Noi cantiamo per noi stessi. Ma anche gli altri cantano per noi, con la loro presenza, il loro sostegno e la loro testimonianza».
Il gesuita ha offerto anche uno sguardo realistico, ricordando che la vita missionaria non è sempre un cammino facile: «A volte, gli altri cantano male, gettando su di noi discredito, critiche o pregiudizi». Queste stonature, lungi dall’essere un fallimento, diventano una sfida alla carità. L’invito rivolto a ciascuno è stato quello di armonizzare il canto della propria vita, per restituire ad esso la giusta melodia. Tale insegnamento è risuonato come un balsamo sulle tante fatiche accumulate, ricordando che la pace non nasce dall’assenza di conflitti, ma dalla capacità di accordare il proprio cuore con quello di Cristo.
Tra insegnamenti, condivisioni spirituali e preghiera personale, gli esercizi hanno ricostruito un tessuto di comunione con Dio e tra i confratelli. I partecipanti hanno così riscoperto che, nel tumulto delle sfide della provincia dell’Rd Congo, il canto della loro vita resta prezioso. E sono usciti dai sei giorni non solo con alcuni “buoni propositi”, ma anche con una certezza radicata nel profondo: se Dio è il compositore della storia di ciascuno e dell’Istituto, spetta a ognuno, con umiltà e perseveranza, esserne l’interprete più fedele. I sei giorni non sono serviti soltanto a ritemprare le forze; hanno rappresentato anche una tappa di preparazione all’assemblea provinciale, nella quale si sono trovati con una ventina di confratelli per affrontare i temi più importanti della vita della provincia.
L’intero gruppo si è sentito in comunione con tutto l’Istituto, grazie anche alla presenza di padre Luigi Codianni, superiore generale, e di padre Elias Sindjalim, assistente generale incaricato dell’Africa francofona. (Padre Romain Tollet, mccj)
Assemblea provinciale – Guardare le sfide con lucidità e speranza
«La vostra presenza nelle diverse diocesi dell’Rd Congo è una pagina viva della storia della salvezza nella nostra Chiesa locale e una testimonianza di fedeltà all’intuizione missionaria di San Daniele Comboni: “Salvare l’Africa con l’Africa”», ha dichiarato mons. Marcel Utembi, arcivescovo metropolita di Kisangani, il 20 aprile 2026, in occasione dell’apertura dell’assemblea provinciale dei missionari comboniani presso la Casa “San Giuseppe”, a Kisangani.
A nome dei vescovi delle diocesi in cui siamo presenti, mons. Utembi ci ha ringraziati per la nostra dedizione e il nostro impegno, soprattutto nelle zone periferiche: «In molti casi, voi siete stati i pionieri dell’evangelizzazione in aree difficili da raggiungere… Con il vostro zelo apostolico avete annunciato Cristo con perseveranza e coraggio; avete dato vita a comunità cristiane vive, inculturando la fede nelle realtà locali»
L’arcivescovo ci ha invitato a essere fieri della ricchezza del carisma comboniano, che ci spinge a impegnarci nella formazione dei catechisti, dei sacerdoti diocesani, dei religiosi e delle religiose, e dei laici, nonché a operare a sostegno del popolo congolese nei campi della salute, dell’educazione, della pastorale ecologica, ecc.
Mons. Utembi ha quindi esortato a guardare le sfide attuali con lucidità e ad affrontarle con speranza, in collaborazione con il clero locale. Inoltre, ci ha invitati a essere “artigiani di sinodalità”, a investire nella formazione approfondita (con una particolare attenzione pastorale ai giovani), a rafforzare la presenza nelle periferie, a promuovere la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato, e a testimoniare una vita comunitaria autentica.
Infine, mons. Marcel ci ha augurato una fruttuosa assemblea provinciale, occasione per fare memoria insieme, rileggere insieme il cammino percorso, discernere insieme e aprire nuove prospettive per l’azione missionaria.
Durante l’assemblea, conclusasi venerdì 24 aprile, i comboniani dell’Rd Congo hanno beneficiato dell’accompagnamento di padre Luigi Codianni, superiore generale, e di padre Elias Sindjalim, assistente generale incaricato dell’Africa francofona. La loro presenza è stata segno di unità e di comunione con tutti noi, e anche di incoraggiamento nella nostra missione comune: annunciare il Vangelo ai più poveri, ispirati dal carisma di san Daniele Comboni.
(Fratel Kakule Silusawa Lwanga, mccj
EGYPT/SUDAN
Egitto – Celebrazione della mistagogia post-battesimale sulle tombe dei martiri in Alessandria
Venerdì 17 aprile – secondo il calendario orientale, l’occorrenza cadeva nella settimana in albis – gli oltre 150 sudanesi adulti che hanno ricevuto il battesimo durante il Sabato Santo nelle diverse parrocchie del Cairo sono andati in pellegrinaggio ad Alessandria. A guidarli c’era mons. Claudio Lurati, vicario apostolico di Alessandria, l’unico vescovo di rito latino in Egitto.
Durante il pellegrinaggio, ogni neofita ha deposto la veste bianca ricevuta nel battesimo sull’altare di Santa Sabina, martire, all’interno della chiesa di Santa Caterina, per poi ricevere dal vescovo il mandato a continuare il proprio cammino di fede con gioia e generosità, sul-l’esempio dei martiri.
In un periodo in cui i migranti incontrano pesantissime difficoltà nel loro percorso di integrazione, questo pellegrinaggio di 200 km fuori dal Cairo ha rappresentato un momento forte di incoraggiamento.
Come i discepoli di Emmaus, sappiamo di non essere soli nel cammino.
Libano – Rinnovo dei voti degli scolastici
Approfittando del momentaneo cessate-il-fuoco, il 25 aprile, festa di San Marco Evangelista, i sette scolastici comboniani della comunità di Beirut hanno rinnovato i voti alla presenza del provinciale di Egitto-Sudan, padre Diego Dalle Carbonare.
La vita in Libano sembra riprendere dopo settimane di tensione, con la messa in atto di un coprifuoco che – speriamo – possa portare al termine dei bombardamenti, che sono stati molto pesanti soprattutto nel sud della capitale e del Paese.
Cinque dei sette scolastici che hanno rinnovato i voti stanno terminando gli studi teologici. Li accompagniamo con la nostra preghiera e con amicizia, mentre si preparano alcuni al servizio missionario, altri ai voti perpetui. Il Signore benedica le loro prossime assegnazioni missionarie con la pace, e faccia di loro missionari di pace e riconciliazione nella provincia di Egitto-Sudan e in tutto il mondo.
ETHIOPIA
Assemblea annuale
Dal 21 al 24 aprile, i missionari comboniani impegnati in Etiopia si sono riuniti per la loro assemblea provinciale, presso la sede di Hawassa. Erano presenti ventun confratelli, provenienti dalle otto comunità che compongono la Provincia: Gilgel Beles e Gublak (tra i gumuz), Addis Abeba (sede provinciale e postulandato), Hawassa (centro di animazione missionaria e vocazionale), Daye (tra i Sidama) e Qillenso e Haro Wato (nel territorio Guji). Solo due erano assenti.
Due gli “ospiti” speciali: fratel Alberto Lamana, consigliere generale che “accompagna” le province africane anglofone e il Mozambico, e padre Franck Mandozi, della comunità di Kosti in Sudan, in rappresentanza della Provincia comboniana di Egitto-Sudan.
All’assemblea sono intervenuti anche mons. Merhakristos Gabezayehu, vicario apostolico di Hawassa, ordinato vescovo nel febbraio del 2025, e suor Weynshet Tadesse, responsabile delle suore missionarie comboniane in Etiopia. Mons. Merhakristos ha presieduto l’Eucaristia di giovedì 23, a conclusione dei lavori della giornata.
La mattinata del primo giorno è stata dedicata alla formazione permanente. Fratel Lamana ha presentato una riflessione approfondita sulla comunità missionaria nell’era digitale e sulla sfida del tecno-capitalismo. Tra l’altro, ha detto: «Internet è ovunque e fa parte della nostra vita quotidiana. Potrebbe avere un impatto negativo sulla vita comunitaria e sulla qualità della missione che svolgiamo». Al suo intervento sono seguiti i lavori di gruppo sull’uso di Internet da parte dei missionari, sulla possibilità di una missione digitale, sulle opportunità e i rischi che essa comporta, e sulle buone pratiche in questo ambito. Dopo la sessione plenaria, fratel Lamana ha presentato un secondo intervento su come funziona Internet e su come debba essere utilizzato in modo sicuro e corretto.
Nel pomeriggio, padre Asfaha Yohannes, superiore provinciale, ha presentato la relazione sullo stato della provincia, offrendo una visione ottimistica della circoscrizione. La provincia sta crescendo in termini di vocazioni locali e grazie a nuovi missionari assegnati ad essa dal consiglio generale. Dal punto di vista del personale, l’Etiopia è una provincia piuttosto giovane e internazionale. Padre Asfaha ha sottolineato il fatto che «l’assemblea provinciale è una grande opportunità per ascoltare lo Spirito Santo e ascoltarci reciprocamente». I lavori della giornata si sono conclusi con l’Eucaristia, presieduta da padre Chávez Ixchacchal Mynor Rolando, guatemalteco, uno dei giovani confratelli da poco arrivati.
Nei successivi due giorni, i partecipanti hanno valutato l’implementazione del Piano sessennale 2023-2028 (siamo a metà percorso). Ogni comunità ha studiato il documento guida della vita della provincia, e le riflessioni sono poi state condivise e sintetizzate secondo le tre zone di appartenenza.
Venerdì 24, ultima mattinata dell’assemblea provinciale, i partecipanti hanno discusso la proposta di unire la provincia comboniana dell’Etiopia alle circoscrizioni di Egitto-Sudan ed Eritrea.
Il superiore provinciale ha presieduto l’Eucaristia conclusiva, durante la quale due fratelli – Mihretu Tundedo Lintamo e Marius Baïssa Atakpa – e due scolastici – Biruk Girma Ababa Haileyesus e Asmare Gawo Gebre – hanno rinnovato i loro voti temporanei.
ITALIA
Padova – “Nel solco della Laudato si’ ” – Accogliere i limiti
(2° incontro) – “Cambiamento climatico e risorse idriche”
L’incontro svoltosi presso la casa dei missionari comboniani di Padova, inserito nel terzo anno del percorso “Nel solco della Laudato si’ ”, ha affrontato il tema dell’impatto del cambiamento climatico sulle risorse idriche, proponendo una riflessione che unisce dimensione scientifica, etica e operativa. Il ciclo di incontri, avviato negli anni precedenti con l’obiettivo di ripensare il concetto di benessere, si concentra ora sull’“accoglienza dei limiti” come prospettiva necessaria per affrontare le sfide ambientali contemporanee. (Per il primo incontro, tenuto il 6 febbraio, sul tema Accogliere i limiti – “Il cibo e il suo spreco” – cf FC 849, marzo 2026, pp. 3-5).
A introdurre la serata di questo secondo incontro (20 marzo 2026) è stato padre Gaetano Montresor, che ha richiamato l’attenzione sul valore universale dell’acqua, evocando sia un proverbio africano sia l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. In quest’ultima, l’acqua è riconosciuta come diritto umano fondamentale e condizione essenziale per la vita, mentre la sua crescente scarsità e privatizzazione rappresentano una grave ingiustizia, soprattutto nei confronti delle popolazioni più povere. Il riferimento ai dati delle Nazioni Unite – miliardi di persone prive di accesso ad acqua potabile e servizi igienici adeguati – ha evidenziato la portata globale della crisi idrica.
Il primo intervento, di Mauro Marani, dell’Università di Padova, ha offerto un’analisi scientifica del fenomeno, basata su dati storici e modelli climatici. Le osservazioni a lungo termine non mostrano un aumento significativo della frequenza delle siccità, ma i modelli indicano una crescente intensificazione degli eventi estremi. Il dato più rilevante è la rapidità del cambiamento climatico attuale, senza precedenti nella storia osservata. Le infrastrutture esistenti risultano spesso inadeguate rispetto a questi nuovi scenari. Di conseguenza, emerge la necessità di progettare interventi che mantengano invariato il livello di rischio, nonostante il mutare delle condizioni climatiche.
Guido Zanovello, presidente dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti di Padova, ha proposto una riflessione più operativa, sottolineando la necessità di “accogliere i limiti” delle risorse idriche attraverso un uso più responsabile e consapevole. A causa del cambiamento climatico, la pioggia è spesso eccessiva e distruttiva, mentre scarseggia proprio nei momenti in cui sarebbe più necessaria. Di fronte a questa realtà, occorre ripensare la gestione delle risorse, promuovendo una cultura etica dell’acqua e adottando soluzioni tecniche già disponibili. Tra queste: la protezione degli acquiferi, la raccolta e il riutilizzo delle acque piovane, il miglioramento delle reti idriche e il riuso delle acque reflue. Zanovello ha inoltre evidenziato l’elevato spreco idrico in Italia e la scarsa applicazione delle normative esistenti, indicando la necessità di politiche più efficaci e vincolanti. L’acqua, bene pubblico e limitato, deve essere riconosciuta come pilastro dello sviluppo economico e sociale.
L’intervento conclusivo di Sofia Belardinelli, ricercatrice postdoc al Politecnico di Milano, ha ampliato la prospettiva, proponendo una riflessione etica sul significato dell’acqua come bene comune. Criticando la riduzione di ogni valore a dimensione economica, ha messo in discussione il modello dell’“homo oeconomicus” e sottolineato l’importanza di valori non utilitaristici, sociali e relazionali. La crisi idrica evidenzia profonde disuguaglianze: tra Nord e Sud del mondo, tra chi ha accesso alle risorse e chi ne è escluso, e tra chi prende decisioni e chi subisce le conseguenze. In questa prospettiva, l’acqua non è solo una risorsa, ma una condizione per la vita e un bene comune globale, che richiede responsabilità condivisa e rispetto dei limiti ecologici.
In sintesi, l’incontro ha mostrato come la crisi idrica non sia solo una questione tecnica, ma un nodo che intreccia dimensioni ambientali, economiche e sociali. Ripensare il rapporto con l’acqua significa anche rivedere i modelli di sviluppo e i criteri di giustizia, riconoscendo che non tutto può essere ridotto a merce e che la sostenibilità richiede un cambiamento culturale profondo. (Padre Gaetano Montresor, mccj)
Padova – “Nel solco della Laudato si’ ” – Accogliere i limiti
(3° incontro) – “Consumi energetici e impatto del digitale”
L’incontro svoltosi il 17 aprile 2026 presso i comboniani di Padova, ha affrontato il tema dei consumi energetici e dell’impatto del digitale, mettendo in dialogo tre prospettive complementari: scientifica, esperienziale e valoriale. L’obiettivo condiviso è stato quello di comprendere come energia e innovazione tecnologica possano essere orientate al bene comune, nella consapevolezza dei limiti ambientali e sociali.
Padre Gaetano Montresor ha introdotto la serata, richiamando il filo conduttore dell’intero ciclo: accogliere i limiti non come ostacolo, ma come risorsa da abitare con responsabilità e libertà. Il riferimento all’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco ha fornito il quadro ispiratore: la necessità di una transizione energetica urgente, il superamento della dipendenza dai combustibili fossili e la promozione di un’ecologia integrale che unisca tutela ambientale e giustizia sociale. La sfida non è solo tecnologica, ma profondamente culturale: occorre ripensare modelli di sviluppo, stili di vita e criteri di decisione.
L’intervento del professor Marco Zanetti, dell’Università di Padova, ha offerto un’analisi scientifica del rapporto tra intelligenza artificiale e consumi energetici. L’AI si basa su enormi quantità di dati, sofisticati algoritmi e una potenza di calcolo crescente, che richiede infrastrutture imponenti come i data center. Il processo di addestramento dei modelli è particolarmente energivoro, mentre l’utilizzo quotidiano, pur meno oneroso per singola operazione, si moltiplica su scala globale. Attualmente, il consumo energetico dell’AI rappresenta circa l’1% della produzione mondiale, con una quota significativa dispersa sotto forma di calore. La rapida espansione delle applicazioni e degli utenti rende questo impatto destinato a crescere. Pur non essendo ancora fuori controllo, il fenomeno richiede attenzione e interventi tempestivi: sviluppo di tecnologie più efficienti, modelli meno energivori, infrastrutture alimentate da fonti rinnovabili e integrazione dell’AI nelle politiche di riduzione delle emissioni. L’AI, ormai imprescindibile, solleva anche implicazioni economiche e geopolitiche, rendendo ancora più urgente una gestione sostenibile del suo sviluppo.
Giulia Lorenzato (Infocamere) ha presentato un esempio concreto di buona pratica, illustrando gli interventi realizzati dal gruppo Infocamere per ridurre i consumi energetici delle proprie sedi, in particolare a Padova. Le azioni intraprese hanno riguardato sia l’efficientamento degli edifici, sia l’ottimizzazione dell’organizzazione degli spazi e delle infrastrutture tecnologiche. L’introduzione di fonti rinnovabili e il miglioramento dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento hanno prodotto risultati significativi, dimostrando che è possibile coniugare sostenibilità ambientale e convenienza economica. Questo approccio esperienziale ha evidenziato come soluzioni già disponibili possano essere applicate con successo, contribuendo concretamente alla riduzione dell’impatto climatico.
L’intervento di Stefano Nassuato, dell’Università di Padova, ha proposto una lettura più ampia e valoriale, interpretando la crisi climatica come una questione di giustizia. La transizione energetica, infatti, non riguarda solo la riduzione delle emissioni, ma anche la distribuzione equa di costi, benefici e impatti. Le conseguenze del cambiamento climatico colpiscono maggiormente le fasce più vulnerabili, mentre i benefici economici del sistema energetico tendono a concentrarsi in pochi soggetti. Per questo è necessario un nuovo modello che integri equità, partecipazione e inclusione, attraverso regole e strumenti capaci di ridistribuire risorse e opportunità.
Nel confronto tra modello fossile e rinnovabile, emerge un cambiamento strutturale: mentre il primo è basato su grandi impianti centralizzati e su un continuo flusso di combustibili, il secondo valorizza risorse locali e gratuite, favorendo una produzione distribuita e una maggiore autonomia dei territori. Le energie rinnovabili, inoltre, possono essere implementate in tempi più rapidi rispetto ad altre soluzioni, rispondendo meglio all’urgenza climatica. In questo contesto, assumono particolare rilevanza le comunità energetiche, che permettono a cittadini e imprese di diventare protagonisti nella produzione e gestione dell’energia.
In sintesi, l’incontro ha evidenziato come la sfida energetica e digitale richieda un approccio integrato, capace di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e giustizia sociale. Accogliere i limiti significa orientare lo sviluppo verso forme più equilibrate e inclusive, in cui il progresso non sia misurato solo in termini di efficienza o crescita, ma anche di responsabilità verso la “casa comune” e le generazioni future. (Comunità Laudato si’ – Padova, e Gruppo di lavoro Colibri)
Giornata di festa dei familiari comboniani del Veneto a Padova
Domenica 19 aprile 2026, la comunità comboniana di Padova ha vissuto con gioia un intenso momento di incontro con i familiari di diversi confratelli del Veneto, dopo due anni di pausa dovuti ai lavori di ristrutturazione della casa. La struttura, oggi rinnovata, è stata assegnata in modo significativo all’accoglienza di studenti universitari con borse di studio, come segno concreto di attenzione ai bisogni della città e della vita dei giovani.
Circa ottanta persone hanno partecipato alla giornata, segnata da un clima di famiglia, serenità e gratitudine, articolata in momenti di accoglienza, condivisione, celebrazione eucaristica e pranzo fraterno.
Fin dall’inizio è stato bello ritrovarsi, riconoscersi e raccontarsi, condividendo la vita dei propri familiari comboniani, presenti in Italia e in diverse missioni del mondo.
Nel tempo della condivisione, animato da padre Gaetano Montresor, sono stati ricordati confratelli che hanno segnato la storia della comunità di Padova, alcuni già tornati alla casa del Padre, altri impegnati nel servizio missionario in vari Paesi. È emersa con forza la ricchezza di una famiglia missionaria ampia, che unisce il Veneto a tanti popoli e Chiese nel mondo.
Padre Pietro Ciuciulla, superiore provinciale d’Italia, ha espresso gratitudine ai familiari per il sostegno e la vicinanza alla vocazione dei loro cari, ricordando come la chiamata missionaria coinvolga spesso tutta la famiglia in un unico cammino di fede. Ha poi presentato la realtà attuale della provincia italiana, segnata da fragilità e invecchiamento, ma ancora viva e generosa nel servizio missionario, soprattutto nell’animazione missionaria, nella pastorale giovanile, nell’accoglienza dei migranti, nella promozione della pace, della giustizia e dell’ecologia integrale, in collaborazione con la Chiesa e la società civile.
La celebrazione eucaristica, animata dai laici missionari comboniani e presieduta da padre Pietro, ha avuto al centro il Vangelo dei discepoli di Emmaus, segno di un cammino che invita sempre a rialzarsi, a ripartire e a riconoscere il Signore che accompagna con discrezione e fedeltà la strada di ogni giorno.
La giornata si è conclusa con un pranzo fraterno vissuto nella semplicità e nella gioia, dove il servizio reciproco e la condivisione hanno reso ancora più evidente lo spirito di famiglia. L’incontro ha lasciato nei partecipanti un profondo senso di gratitudine e comunione. (Padre Gaetano Montresor, mccj).
NAP
Assemblea provinciale a Cincinnati
I missionari comboniani della provincia del Nord America (Nap) si sono riuniti per la loro assemblea provinciale dal 13 al 17 aprile presso la sede provinciale di Cincinnati, Ohio. Il superiore provinciale, padre Jorge Ochoa, ha dato il benvenuto a tutti i membri della provincia e ai tre scolastici riuniti per questo importante incontro. Nel suo discorso di apertura, padre Jorge ha introdotto il tema dell’assemblea: “Ravvivare il fuoco della passione missionaria”.
Mons. Earl Kenneth Mario Fernandes, vescovo di Columbus (Ohio), è stato il relatore invitato per l’apertura dell’assemblea. Il suo intervento si è inserito in modo significativo nel tema dell’incontro, collocandosi nel contesto delle nuove iniziative di evangelizzazione della Chiesa negli Stati Uniti. Mons. Fernandes ha illustrato le principali tendenze, opportunità e sfide legate alla nuova evangelizzazione, un processo nel quale i missionari comboniani svolgono un ruolo fondamentale.
L’assemblea ha dedicato ampio spazio alla condivisione delle diverse attività pastorali portate avanti da ciascuna comunità della provincia. Inoltre, il lavoro di gruppo ha offerto un’opportunità di discernimento su temi rilevanti per la vita della provincia e dell’Istituto nel suo insieme.
La presenza del vicario generale, padre David Costa Domingues, ha arricchito le discussioni e il discernimento sulle diverse questioni emerse, nello spirito di comunione con l’Istituto.
Si è inoltre sottolineata l’apertura allo Spirito nel cammino che l’Istituto sta intraprendendo in vista dell’unificazione delle circoscrizioni, con l’obiettivo di qualificare nuovamente il nostro servizio missionario nello Spirito del Cristo Risorto e nella passione di san Daniele Comboni.
Per quanto riguarda la formazione permanente, si è svolta una riflessione sul tema: Formazione sui limiti nelle relazioni con gli adulti, con i social media e le comunicazioni elettroniche nel 2026. Paola Muñoz, consulente in materia di rischi presso Praesidium – una organizzazione senza scopo di lucro che si occupa del benessere dei minori – e da anni impegnata nella prevenzione degli abusi, ha evidenziato le diverse aree che richiedono attenzione per prevenire abusi nei contesti in cui viviamo e svolgiamo il nostro ministero.
Siamo stati inoltre onorati dalla visita di mons. Raphael P’Mony Wokorach, mccj, arcivescovo di Gulu (Uganda), che ringraziamo sincera-mente. La sua breve visita ci ha dato l’opportunità di entrare in contatto con altre realtà missionarie in Uganda.
SOUTH AFRICA
Rinnovo dei voti religiosi a Pietermaritzburg
Sabato 25 aprile, i 15 scolastici di Pietermaritzburg hanno rinnovato la loro consacrazione a Dio per la missione davanti a padre John Baptist Keraryo Opargiw, superiore provinciale del Sudafrica. Quattro di loro sono stati istituiti nel ministero del lettore e tre in quello dell’accolito. È stata una celebrazione vivace e ricca di colori, alla quale la comunità comboniana di Pietermaritzburg si è unita assieme ad alcuni parrocchiani, amici e religiosi delle comunità vicine.
La cerimonia è stata il culmine di una settimana molto intensa trascorsa nello scolasticato, segnata dalle visite canoniche dei due superiori provinciali: padre Andrew Bwalya, della provincia Malawi/Zambia, e padre John Baptist del Sudafrica.
Padre John Baptist ha guidato una giornata di ritiro spirituale sul tema La nostra vita consacrata oggi – sfide e opportunità, soffermandosi sulla bellezza e sul significato della vita consacrata e sulla nostra identificazione con essa come autentica chiamata al discepolato missionario. Ha inoltre messo in guardia dal clericalismo presente in alcuni scolastici, che considerano la professione religiosa solo come una fase transitoria e non essenziale, in attesa della “vera meta”: l’ordinazione sacerdotale. Nella sua omelia, ha approfondito quella che ha definito «l’audacia divina del mandato missionario» – Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo – una missione affidata con fiducia a pochi discepoli fragili e, oggi, anche a noi. Ha infine incoraggiato tutti i partecipanti a impegnarsi per essere uomini di preghiera, con un profondo amore per la Parola di Dio e l’Eucaristia.
Durante la settimana, l’intera comunità dello scolasticato ha preso parte anche a conferenze accademiche presso lo St. Joseph’s Theological Institute di Cedara, su temi di grande attualità, tra cui: “La fede in azione – la risposta della Chiesa alle crisi sociali in Africa”; “La Chiesa come segno di speranza – risposte della fede alla violenza e alle disuguaglianze nelle township africane”; “La stregoneria in Africa – un’immaginazione teologica della sua liberazione”; “Intelligenza artificiale e fede in azione”.
La settimana è stata davvero una fruttuosa celebrazione del carisma comboniano, della consacrazione a Dio per la missione e della ministerialità nella Chiesa, oltre che un momento di profonda formazione teologica. (Padre John Baptist Keraryo Opargiw, mccj)
PREGHIAMO PER I NOSTRI DEFUNTI
IL PADRE: David Antonio, di padre David Octavio Aguilar Guzmán (BR)
LA MADRE: Maria Ribeiro, di fratel José Eduardo Macedo de Freitas (P/U)
LA SORELLA: Lina, di padre Marillo Spagnolo (I); Anna, di padre Maneschg Johann (DSP); Maria Madalena, di padre Gregório Rodrigues dos Santos (P)
LE SUORE COMBONIANE: Sr. M. Antonia Hailé Solomon (I); Sr. Frizzo Teresa (I); Sr. Espinosa González M. Carmen (I); Sr. Biasia Silvana (I); Sr. Comberlato M. Lucia (I)