Mercoledì 13 maggio 2026
Il carisma di San Daniele Comboni continua a essere vivo e a portare frutti sul suolo mozambicano. Prova di ciò sono le ordinazioni sacerdotali di Celso Samuel Pedro e Gil Fernando, l’ordinazione diaconale di Ronaldo Mateus Mulima e i voti perpetui di fratel José Jean Valverde Paredes. Tutto è avvenuto nella stessa celebrazione svoltasi sabato scorso, 9 maggio, nella parrocchia di Santa Cruz, a Muahivire, città di Nampula.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta da mons. Inácio Saúre, arcivescovo metropolita di Nampula e presidente della Conferenza episcopale del Mozambico (Cem). Erano presenti anche padre José Joaquim Luís Pedro, superiore provinciale, e padre José de Jesús Villaseñor Gálvez, segretario generale della formazione, giunto da Roma. Numerosi confratelli, sacerdoti, religiosi e religiose, assieme a una moltitudine di fedeli, erano alla festa. I canti liturgici hanno espresso il senso profondo della celebrazione: lode e rendimento di grazie a Dio per il dono vocazionale di questi quattro giovani. In verità, la bontà di Dio non cessa di operare meraviglie!
La missione esige santità
Nell’omelia, l’arcivescovo Saúre ha insistito sul fatto che «la missione esige santità e “testimonianza di vita». Ha inoltre sottolineato che il sacerdozio non deve essere visto come un traguardo, bensì come una tappa importante verso il vero obiettivo: essere un buon discepolo di Gesù Cristo al servizio del Regno di Dio.
Tenendo presente la giovinezza degli ordinandi, il presule, dopo aver ricordato le parole di Papa Francesco – «I giovani sono l’adesso di Dio» –, li ha anche invitati a saper valorizzare la saggezza e l’esperienza degli anziani. Ha quindi aggiunto: «Questi nostri fratelli non sono ordinati per risolvere tutti i problemi sociali delle famiglie, sia le loro che quelle altrui», perché il vero scopo della missione è l’evangelizzazione, che include le dimensioni spirituale, umana e comunitaria.
Gioia e impegno
L’assemblea ha intonato con entusiasmo, in lingua macua il canto Elulu yopiwe nathapele Apwiya Muluku anira sottikiniha! (“Acclamate con grida di gioia, lodando il Signore Dio che ha fatto meraviglie!”).
Le famiglie dei nuovi ordinati hanno espresso particolare gratitudine a Dio, che chiama, accoglie e consacra, e si sono impegnate a continuare a pregare per questi loro familiari. A loro hanno detto: «Nei giorni di stanchezza, non dimenticatevi che c’è una famiglia che prega per voi».
Andate dove nessuno vuole andare
Anche padre José de Jesús ha voluto esprimere la sua gioia nel vedere che Dio continua a chiamare tanti giovani, nonostante le loro fragilità, perché vadano ad annunciare il Vangelo a tutti i popoli della terra. Ha incoraggiato i quattro giovani confratelli a non dimenticare l’importanza di questo giorno e a mantenersi disponibili per la missione, seguendo le orme del nostro Fondatore, San Daniele Comboni, soprattutto tra i più poveri e abbandonati: «Oggi il Signore ha posto nelle vostre mani il calice e il pane... Non dimenticate mai questo giorno. Non abbiate timore di andare là dove nessuno vuole andare». Ha infine ricordato loro che la missione non è opera individuale, ma va vissuta sempre in comunione con gli altri e con tutta la Chiesa: «Non siete mai soli. Comboni e tutta la Chiesa camminano con voi».
Padre Sérgio Vilanculo, MCCJ