Martedì 12 maggio 2026
Il carisma di San Daniele Comboni continua a essere vivo e a portare frutti sul suolo mozambicano. Prova di ciò sono le ordinazioni sacerdotali di Celso Samuel Pedro e Gil Fernando, l’ordinazione diaconale di Ronaldo Mateus Mulima e i voti perpetui del fratello José Jean Valverde Paredes. Tutto è avvenuto nella stessa celebrazione svoltasi sabato scorso, 9 maggio, nella parrocchia di Santa Cruz, a Muahivire, città di Nampula.

La celebrazione eucaristica è stata presieduta da mons. Inácio Saúre, arcivescovo metropolita di Nampula e presidente della Conferenza Episcopale del Mozambico (CEM). Erano presenti anche padre José Joaquim Luís Pedro, superiore provinciale dei Comboniani, e, giunto da Roma, padre José de Jesús Villaseñor Gálvez, segretario generale della Formazione. Altri confratelli, sacerdoti, religiosi e religiose, insieme a una moltitudine di fedeli, hanno affollato il luogo per testimoniare questa festa particolarmente missionaria e comboniana.

I canti liturgici esprimevano il senso profondo della celebrazione: lode e rendimento di grazie a Dio per il dono vocazionale di questi quattro giovani. In verità, la bontà di Dio non cessa di operare meraviglie!

Da sinistra, mons. Inácio Saúre, arcivescovo di Nampula, i nuovi sacerdoti Celso Samuel Pedro e Gil Fernando,
e padre Jerónimo Alberto Vieira da Costa, parroco della parrocchia di Santa Cruz.

La missione esige santità

Nell’omelia, l’arcivescovo Saúre ha insistito sul fatto che “la missione esige santità” e “testimonianza di vita”. Ha inoltre sottolineato che il sacerdozio non deve essere visto come un arrivo al traguardo, ma come una tappa importante verso il vero obiettivo: essere un buon discepolo di Gesù Cristo al servizio del Regno di Dio.

Tenendo presente la giovinezza degli ordinandi, il presule ha ricordato le parole di Papa Francesco: “I giovani sono l’adesso di Dio”. Pur riconoscendo questo, li ha invitati a saper valorizzare la saggezza e l’esperienza degli anziani.

Come linea pastorale essenziale, l’arcivescovo ha aggiunto che “questi nostri fratelli non vengono ordinati per risolvere tutti i problemi sociali delle famiglie”, né le proprie né quelle altrui, ma che il fulcro della missione è l’evangelizzazione, che include le dimensioni spirituale, umana e comunitaria.

Gioia e impegno

L’assemblea ha intonato con entusiasmo, in lingua macua: “Elulu yopiwe nathapele Apwiya Muluku anira sottikiniha!” (Acclamate con grida di gioia, lodando il Signore Dio che ha fatto meraviglie!).

Le famiglie dei nuovi ordinati hanno espresso particolare gratitudine a Dio, che “chiama, accoglie e consacra”, e si sono impegnate a continuare a pregare per questi loro familiari: “Nei giorni di stanchezza, non dimenticatevi che c’è una famiglia che prega per voi”.

Andate dove nessuno vuole andare

Padre José de Jesús ha condiviso la sua gioia nel vedere che Dio continua a chiamare tanti giovani, nonostante le loro fragilità, perché vadano ad annunciare il Vangelo a tutti i popoli della Terra. Ha quindi incoraggiato i suoi quattro confratelli a non dimenticare l’importanza di questo giorno nella storia delle loro vite e a mantenersi disponibili per la missione, seguendo le orme del nostro Fondatore San Daniele Comboni, soprattutto tra i più poveri e gli abbandonati: “Oggi il Signore ha posto nelle vostre mani il calice e il pane... Non dimenticate mai questo giorno. Non abbiate timore di andare là dove nessuno vuole andare”. Inoltre ha ricordato loro che la missione non è opera individuale, ma si vive sempre in comunione con gli altri e con tutta la Chiesa: “Non siete mai soli. Comboni e tutta la Chiesa camminano con voi”.

Padre Sérgio Vilanculo, MCCJ