Venerdì 27 marzo 2026
Reem al-Hajajreh e Yael Admi, donne e madri. Palestinese la prima, israeliana la seconda. Diverse, molto diverse tra di loro, accumunate da un desiderio, quello della pace. Martedì 24 marzo, Reem e Yael hanno camminato insieme, mano nella mano, lungo le strade di Roma, per dire ancora una volta che la pace si costruisce passo dopo passo.
Pace che per loro significa impegno ed attivismo nelle associazioni di cui fanno parte. Reem in “Women of the Sun” e Yael in “Women Wage Peace”. Pace che per loro e per tante altre madri palestinesi ed israeliane significa cammino e denuncia.
Barefoot walk e Mothers’ Call for Peace questa è l’iniziativa di cui Reem e Yael si fanno portavoce. Le madri clamano per la pace e lo fanno camminando a piedi nudi. A chi chiede perché a piedi nudi loro rispondono: “Spogliando i nostri piedi, vogliamo mostrare la fragilità condivisa degli esseri umani da cui nasce lo sforzo per un futuro comune. È un modo silenzioso e potente per dire che questa terra deve essere un luogo in cui la vita è protetta, non sacrificata”.
Camminare a piedi nudi significa anche sentire sulla propria pelle il sangue di tante donne, uomini e bambini uccisi nel genocidio in corso nella striscia di Gaza e in Cisgiordania.
Reem e Yael hanno camminato in silenzio e silenzio fatto di rispetto e preghiera si è sentito nelle strade di Roma al loro passaggio. Al termine del cammino a piedi nudi un canto e una preghiera laica.
Rischiamo di abituarci a sentire e quindi “fare nostra” l’idea che se vuoi la pace devi mostrare quanto sei forte e potente, devi annientare e distruggere il nemico, devi attaccare e addirittura “uccidere preventivamente”.
Mi ritorna in mente il testo biblico narrato nel 1 Re 19,10-12: “Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera”.
I piedi nudi e le mani intrecciate di Yael e di Reem, il cammino silenzioso, l’abbraccio tra Aziz e Maoz ad Arena di Pace 2024 e moltissimi altri gesti quotidiani di artigiane e artigiani di pace sono la brezza leggera che accompagna sempre chi cammina per la pace.
Maoz, Aziz, Remm, Yael sono persone concrete che ci fanno capire quanto ancora oggi sia importante l’appello di Don Tonino Bello: “In piedi costruttori e costruttrici di pace” abbracciamoci, prendiamoci per mano, camminiamo a piedi nudi perché la pace è “brezza leggera”.
“Beati gli operatori e le operatrici di pace perché saranno chiamati e chiamate figli e figlie di Dio” (Mt 5,9).
Fratel Antonio Soffientini, MCCJ