Polska

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Sede: Warszawa

La Polonia fa parte della missione comboniana…fin dalla sua preistoria. Dopo la rinuncia del maltese Casolani, il primo Vicario Apostolico dell’Africa Centrale è infatti il gesuita polacco Massimiliano Ryllo (1802- 1848). Muore solo dopo quattro mesi dal suo arrivo a Khartoum. Nel giro di 14 anni, gli succedono come pro-vicari Ignazio Knoblecher, Matteo Kirchner e Giovanni Reinthaler. È un fallimento. Non solo la missione non decolla, ma si trasforma in cimitero per numerosi missionari, tanto che Roma la sospende. Solo la tenacia e la passione di Daniele Comboni preparano il rilancio della Missione dell’Africa Centrale. Nominato pro-vicario e poi Vicario Apostolico, Comboni – che viaggia in Polonia e conta fra i suoi amici il principe polacco Jabuonowsky - assicura la crescita e lo sviluppo della Chiesa in Sudan. Quando muore, viene sepolto nel giardino della missione, proprio accanto al suo predecessore, Massimiliano Ryllo.

Ma anche fra i compagni di missione di Comboni ci sono alcuni polacchi: Fr. Augustyn Woszniewski, P. Wincenty Jermolinski e P. Mateusz Moron. Più tardi, fra i membri di quella che è diventata ormai la congregazione dei Figli del S. Cuore di Gesù, incontriamo Mons. Daniel Kauczor, prima missionario in Sudan e poi (1923-26) Prefetto Apostolico di Lydenburg, in Sudafrica, la nuova missione affidata al ramo di lingua tedesca dell’istituto comboniano. Con lui si distingue anche Fr. Alexander Cygan, scomparso a quasi cent’anni in Sudafrica. In Italia spicca invece la figura del tutto particolare di Fr. Guglielmo Richly (1870- 1951), morto in odore di santità. Ma sono casi isolati. Bisogna attendere ancora qualche decennio perché fra l’istituto di Comboni e la Polonia si ristabilisca un contatto significativo.

Il primo comboniano moderno ad arrivare in Polonia è “un uomo inutile”. Così si intitola infatti la biografia di Fr. Guido Giudici, tradotta in polacco nel 1983, che accende l’interesse dei polacchi per i missionari comboniani. Segue, nel 1984, la stampa di una breve biografia di Comboni. Vari giovani polacchi chiedono di entrare a far parte del suo istituto. E così, nel 1986, il primo comboniano si stabilisce in Polonia, raggiunto ben presto da altri. È l’inizio di una presenza che mira innanzitutto all’animazione missionaria ed alla promozione di nuove vocazioni per la missione ad gentes.

Nel 1999 anche le suore comboniane aprono una comunità a Piastow, Varsavia. Per alcuni anni, una laica si inserisce nel programma dei Laici Missionari Comboniani della provincia nordamericana e lavora in Sudafrica. In questo modo la famiglia comboniana favorisce la crescita nella Chiesa locale di una concezione del cristianesimo meno legata alla razza o nazione, più aperta al resto del mondo. Giornate missionarie nelle parrocchie, incontri nelle scuole e con gruppi giovanili, pellegrinaggi, ecc. sono alcuni dei mezzi usati per l’animazione missionaria. Ma un ruolo particolare lo gioca la rivista “Misjonarze Kombonianie”. I giovani che intendono diventare comboniani vengono accolti nel postulato di Varsavia. Le due comunità dei missionari comboniani appartengono giuridicamente al Distretto della Curia.