Martedì 18 marzo 2014
P. John Baptist Keraryo Opargiw, comboniano della comunità della Curia a Roma, ha presieduto l’Eucaristica della conclusione della celebrazione del decennale della canonizzazione di San Daniele Comboni domenica scorsa, a Lucca. Alla festa hanno partecipato i confratelli della comunità di Lucca, le secolari comboniane di Carraia e i fedeli della parrocchia dell’Arancio. Dopo la Messa i partecipanti, fra cui i sacerdoti diocesani della zona pastorale di Lucca, si sono intrattenuti per un momento di agape nella comunità comboniana. Di seguito pubblichiamo stralci dell’omelia di P. John Baptist e delle parole di ringraziamento di P. Antonio Patané.

Conclusione della celebrazione
del decennale della canonizzazione di San Daniele Comboni

Parrocchia dell’Arancio
16 marzo 2014
a Lucca

Stralci dell’omelia di P. John Baptist
Ringrazio di tutto cuore il P. Antonio Patané, superiore della comunità di Lucca e P. Idillio – parroco della Parrocchia dell’Arancio per avermi invitato e dato l’opportunità di celebrare con tutti voi questa seconda domenica di quaresima nella quale celebriamo anche la decennale della canonizzazione di San Daniele Comboni. La seconda domenica nel nostro percorso quaresimale punta l'attenzione sulla benevolenza di Dio verso l'uomo e il suo invito a  condividere la sua stessa vita, la sua amicizia e la sua salvezza. Il primo chiamato è stato Abramo che parte e s’incammina fidandosi solo della voce di Dio. Paolo nella seconda lettura ci dice che l'invito si è esteso a tutti gli uomini. Dio "ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia.” Nel vangelo di oggi la voce del Padre rivolge a noi tutti un invito forte: "Questo è il mio figlio, colui che amo, Ascoltatelo!" L'invito trova particolare vigore oggi: all'inizio della quaresima, chi intende seguirne il percorso non può non intensificare l'ascolto della parola di Gesù. Ascoltare non vuol dire mettere in funzione solo le orecchie, ma anche il cuore, le mani, i piedi, insomma tutto il nostro corpo, perché ascoltare bene impegna ad agire, a vivere, a realizzare, a praticare quanto abbiamo ascoltato. È la seconda volta che Dio ci chiede di ascoltare il figlio. La prima volta è nel battesimo di Gesù al fiume Giordano. Quale sarà la nostra risposta? Dio cerca uomini, donne, ragazzi, giovani, anziani, bambini per costruire il suo regno, di pace, di giustizia, di verità, di bontà, di fratellanza. Quale sarà la nostra risposta?

La mia presenza oggi tra voi – un sacerdote missionario dal lontano Uganda nel cuore dell’Africa, è un piccolo segno della cattolicità della Chiesa. Il messaggio di salvezza è rivolto a tutti. L’impegno missionario coinvolge tutta la Chiesa. Questo è l’universalità profetica che San Daniele Comboni ha sempre cercato di portare avanti. E’ da dieci anni che Comboni è stato annoverato fra i santi. Quest’anno si celebra anche il 150° anniversario del suo Piano per la Rigenerazione dell’Africa. E’ un grande onore per me e ne sono molto fiero come figlio dell’Africa e discepolo di Comboni parlare di questa grande figura per la Chiesa in Africa e la Chiesa Universale. Comboni aveva la cura missionaria e pastorale di una immensa porzione dell’Africa ch’egli prese come primo amore e una sposa – spendendo tutto se stesso in un’alleanza senza ritorno. Le sue espressioni sono molto significative e forti: Africa o Morte! Se avessi cento vite le darei tutte per l’Africa! Così era l’incandescenza del suo amore e della sua fedeltà all’Africa – la perla bruna.

Comboni vide  l’Africa come una risorsa per il mondo come per la Chiesa. Ha creduto davvero nell’Africa e negli africani in un’epoca dove i pregiudizi contro questo continente abbondavano. In Comboni troviamo il modello di identificazione completa e permanente con i destinatari del suo annuncio. Fantastico e attualissimo come metodo missionario! Comboni ha fatto causa comune con gli africani – proprio come ci insegna Papa Francesco a proposito dell’autentico  pastore con l’odore delle pecore.

Con il suo Piano per la Rigenerazione  dell’Africa, Comboni propone a tutta la Chiesa uno sforzo coordinato e gigantesco per dare agli africani i mezzi per rigenerarsi integralmente. Comboni ha fatto bene la sua parte. Nelle sue orme tanti missionari e missionarie ( sacerdoti, Fratelli, suore, secolari consacrate e laici) hanno lavorato e stanno lavorando per l’evangelizzazione  e lo sviluppo della Africa. Come ai tempi di Comboni la grande sfida rimane ancora oggi – di ascoltare il grido dei più poveri e abbandonati e senza essere indifferenti, d’imboccare le maniche e fare qualcosa a favore degli anawim. Che Comboni – nostro padre e fondatore ci accompagni in questa missione ardua!

Parole di Ringraziamento di P. Antonio Patané
Cari fratelli e sorelle,
La celebrazione del decennale della canonizzazione di San Daniele Comboni volge al termine, ma la passione per l’Africa e per i poveri rimane sempre, come ci ha ben ricordato P. John Baptist – figlio dell’Africa e discepolo del Comboni. A nome della famiglia comboniana presente in diocesi voglio rivolgere la nostra gratitudine alla parrocchia dell’Arancio che ci ha accolti, a Don Idilio e a Don Michele che hanno fatto sì che questo evento diventi una realtà, al coro che ha animato la liturgia dandole vivacità e solennità e a tutti voi qui convenuti a questa celebrazione. Dal cielo imploriamo ora la benedizione affinché il Comboni susciti un rinnovato fervore missionario nella Chiesa e nel cuore di ciascuno di noi.