Mercoledì 7 agosto 2019
Nel corso di questo mese di agosto 2019, 21 confratelli, sacerdoti e fratelli, provenienti dalle province comboniane dell’Africa francofona e da Roma stanno vivendo un tempo lungo di formazione permanente. L’incontro si svolge nella nostra casa di Kimwenza, a Kinshasa, un luogo che offre un contesto propizio a questo tipo di esperienza.

Li definiamo “giovani”, vista la loro età e il numero di anni di ordinazione o di voti perpetui, ma vivono delle responsabilità serie e importanti nel servizio missionario che portano avanti nella loro provincia. Quattro sono i confratelli che vivono con loro questo cammino nel servizio di animare l’incontro: P. Fidèle Katsan, P. Elias Sindjalim, P. Vincenzo Percassi e P. Fermo Bernasconi.

Lavorano nelle circoscrizioni del TGB (2), RCA (1), Tchad (6), RDC (9) e a Roma (3) e sono di diverse nazionalità: Togo, Congo, Benin, Centrafrica, Italia, Sudafrica, Portogallo e Messico.

Si tratta di un’altra opportunità, in questo anno dedicato al tema dell’interculturalità, per vivere questa grazia e le sfide che essa comporta. Molti di loro si conoscono da lungo tempo, avendo vissuto assieme i tempi della formazione di base o di servizio in missione. C’è quindi anche la gioia di ritrovarsi…

L’idea di questo incontro risale ad alcuni anni fa: accogliendo il desiderio di alcuni confratelli, fu discussa nel corso delle assemblee dei provinciali e dei formatori e ora si sta realizzando.

Lo scopo è mettere in atto quanto più volte è stato definito importante dai Capitoli e dal Consiglio Generale, cioè aiutare i confratelli a vivere bene i primi anni di ministero missionario, a valorizzare tutte le possibilità e le opportunità della loro vita consacrata e missionaria, a superare eventuali difficoltà nel passaggio dalla formazione di base alla vita quotidiana.

Perciò questo incontro di formazione permanente che stiamo cominciando privilegia la rilettura personale profonda dell’esperienza di ciascuno, con l’aiuto di alcuni contenuti che hanno la funzione di input: la riflessione personale, la condivisione in piccoli gruppi e un momento di dialogo in assemblea. La preghiera personale, l’approfondimento del carisma comboniano e le celebrazioni liturgiche offrono la grazia di ricondurre tutto al punto centrale della nostra vita: il dono di Dio.