Venerdì 15 maggio 2026
«Grazie della interessante giornata. Si respira sempre un’aria missionaria con testimonianze uniche, in via S. Giovanni di Verdara. E ci teniamo ad esserci». «Bella e intensa giornata, ricca di ricordi, di novità e di spunti per il futuro. Organizzazione sempre al top! Grazie a padre David: è proprio vero che lo spirito di Comboni soffia sempre in ogni nostra azione».

Domenica 10 maggio 2026 è stata un giorno di festa nella comunità comboniana di Padova. I messaggi ricevuti prima di sera, riportati sopra, lo confermano. Una “festa” che ritornava dopo un anno di sospensione, a causa dei lavori di ristrutturazione della casa per far spazio alla “Residenza universitaria”, con 109 posti letto per studenti che hanno ottenuto la borsa di studio.

Erano presenti una cinquantina di amici, volontari, collaboratori, tutti uniti da vera amicizia nata dalla condivisione dello spirito comboniano. Molti si sono detti dispiaciuti di non riuscire a parteciparvi: il mese di maggio ha tante feste – della mamma, degli alpini…

Dopo un primo momento riservato accoglienza e alla conoscenza di nuove persone, è iniziato l’incontro. Padre Gaetano Montresor ha presentato i vari confratelli membri e i loro rispettivi impegni, e anche un volto nuovo: quello di fratel Claudio Bozza, da poco rientrato dal Sud Sudan. Ha poi ricordato i confratelli non più presenti, o perché andati in paradiso, come padre Piero Ferrari e padre Provvido Crozzoletto, o trasferiti ad altre comunità: a Verona “Casa Madre” (fratel Silvano Bergamini), a Castel d’Azzano (fratel Renato dalla Vecchia), o in procinto di partire per la missione (fratel Simon Tsoklo, che torna in Togo). Ha poi aggiunto che lui stesso è stato assegnato alla comunità di Brescia.

Ha poi parlato dell’accoglienza dei vari gruppi – anche africani – che ormai si sentono di casa da noi e delle attività svolte sul territorio con la preziosa collaborazione dei laici: l’organizzazione delle storiche “Feste dei Popoli”, la Messa di Natale alla stazione ferroviaria di Padova, il percorso formativo-divulgativo Nel Solco della Laudato si’, e le serate di animazione missionaria.

Padre David Costa Domingues, vicario generale dell’Istituto, e padre Gaetano Montresor.

È poi intervenuto padre David Costa Domingues, vicario generale dell’Istituto, che ha presentato i valori che sono alla base della chiamata e dell’azione missionaria, «che sono gli stessi che hanno guidato san Daniele Comboni: la sorgente nell’amore del Cuore di Cristo; l’intuizione del “Salvare l’Africa con l’Africa”; la dinamica della “Chiesa in uscita”; la “teologia degli scartati”; la chiamata ad essere Vangelo di Vita in un mondo in guerra con troppe morti».

Ha continuato presentando tre interessanti esperienze combonane: Ecopaz in Messico, Napenda Kuishi in Kenya, e la sua vita missionaria nelle Filippine: tre modi di scendere nelle strade per incontrare chi vive ai margini.

Ha terminato fornendo alcune statistiche dell’istituto comboniano oggi – numero di confratelli, età media, provenienza e proiezioni future. Non ha taciuto le “sorprese”: «C’è un solo europeo tra i nostri 500 giovani in formazione, per lo più africani. Se l’età media dell’istituto è 58 anni, quella dei comboniani europei è sopra i 75 anni, mentre quella degli africani è meno di 45 anni».

La celebrazione dell’Eucarestia, presieduta da padre David, è stato un momento di vera comunione con Cristo, che è il motore della missione.

È poi seguito un momento conviviale, ha concluso la giornata.
Ecco altri messaggi ricevuti:
«È stata una stupenda giornata, gioiosa, intensa, amichevole, familiare».
Grazie per l’affettuosa accoglienza. Grazie a chi ha preparato, cotto, servito l’ottimo cibo».