Martedì 19 maggio 2026
Il 19 aprile 2026, a Santa Rita, nello stato di Paraíba, fratel Jonatan Josué Chajón Gordillo e fratel Riquito Selemane Muaualo Rodrigues hanno rinnovato i loro voti temporanei, al termine di una “tre giorni” di animazione missionaria e vocazionale nelle comunità della parrocchia di Sant’Antonio, con la partecipazione di padre Musonda Cosmas e padre Dofonnou Dodji Eméric Lionel, impegnati in questo ministero. [Nella foto, a São Paulo – scolastici rinnovano i voti]

Santa Rita, Brasile: da sinistra, fratel Riquito Selemane Muaualo Rodrigues e fratel Jonatan Josué Chajón Gordillo.

I primi due incontri si sono svolti nell’area rurale della parrocchia, con giovani e adulti. Per due giorni sono state presentate la vita di San Daniele Comboni, la nostra vita missionaria e religiosa, il significato dei tre voti religiosi e le testimonianze di Riquito e Jonatan. Il terzo giorno è stato dedicato agli adolescenti e ai giovani dell’area urbana, con la testimonianza della vita del padre Dofonnou.

La messa del rinnovo dei voti è stata celebrata nella chiesa parrocchiale, presieduta da padre Cosmas Musonda, consigliere provinciale, incaricato di ricevere il rinnovo della professione religiosa.

Voti perpetui di fratel Alfredo Monteiro de Sousa.

Boa Viagem – Voti perpetui di fratel Alfredo Monteiro de Sousa

Il 2 maggio 2026, fratel Alfredo Monteiro de Sousa, ha emesso i voti perpetui durante una solenne celebrazione svoltasi nella comunità di San Giuseppe, nel distretto di Águas Belas, municipio di Boa Viagem, nello Stato del Ceará. La presenza di familiari, amici e confratelli di altre comunità ha reso ancora più significativa quella che è stata la prima professione perpetua celebrata ad Águas Belas. L’evento è stato preparato da un triduo vocazionale e visite di animazione alle famiglie del luogo.

Alfredo, tornato in Brasile per l’importante evento, farà presto ritorno alla missione di Marsabit, nel nord del Kenya.

Figlio di contadini e cresciuto in una famiglia di sei fratelli, imparò fin da piccolo il valore del lavoro nei campi e della vita semplice. Percorreva più di quattro chilometri per partecipare alla messa con la comunità di San Giuseppe. Presto divenne giovane catechista e ministro della Parola. Dopo aver partecipato a un ritiro vocazionale, decise di diventare missionario comboniano. Iniziò la formazione nel 2008 nel Propedeutico di São Luís do Maranhão. Passò poi al Postulandato di Fortaleza, dove seguì studi in Servizio sociale e Sociologia. Dopo due anni di noviziato a Xochimilco (Messico), conclusi con la prima professione il 12 maggio 2018, in Messico, conclusi con la prima professione, fu destinato al Centro internazionale per Fratelli a Nairobi (in Kenya).

A un gruppo di giovani che gli chiedevano come riassumerebbe il suo cammino vocazionale, Alfredo ha laconicamente risposto: «È stato – e continua ad essere – un percorso caratterizzato da fedeltà, lealtà e radicalità nel seguire Gesù Cristo e il carisma di San Daniele Comboni».

São Paulo – Undici scolastici hanno rinnovato i voti.

São Paulo – Undici scolastici rinnovano i voti

Il 2 maggio 2026, undici giovani comboniani dello Scolasticato “Nostra Signora di Guadalupe”, a São Paulo, hanno rinnovato i loro voti, durante l’Eucaristica celebrata nella parrocchia del “Divino Spirito Santo”, nella zona est della capitale. La liturgia è stata presieduta da padre Francisco de Assis Coqueiro, consigliere provinciale.

Durante l’omelia, padre Francisco ha presentato i voti come «profonda risposta alla chiamata di Dio», esplicitando poi la portata di ciascuno dei tre voti.

Gli scolastici si sono preparati al rinnovo dei voti partecipando a un triduo, con momenti di riflessione personale e comunitaria e, infine, a un ritiro spirituale sul tema “chiamati, consacrati e inviati”. Durante la messa, sono stati incoraggiati a essere fedeli ai voti che stavano per rinnovare, a essere obbedienti ai loro superiori e a vivere la loro consacrazione con gioia ed entusiasmo nella missione per il Regno di Dio.

L’Eucaristia è stata concelebrata da sette sacerdoti, di cui un diocesano, un servita e cinque comboniani. Dopo la messa, c’è stato un pasto preparato da membri di tre parrocchie: Divino Spirito Santo, Santa Maddalena e San Sebastiano.

È stato un bellissimo momento di condivisione della fede e dello spirito missionario, di amore e fiducia, in cui si è sentita la realizzazione del sogno di Comboni: «Io muoio, ma la mia opera non morirà».